Gio 09 Luglio 2020 — 16:49

Atlantia corre in Borsa, verso uno spin-off di Autostrade?



Lo scorporo potrebbe inserirsi nella trattativa con il governo sulla concessione. L’ad Bertazzo: pronti ad aprire il capitale delle controllate, Atlantia potrebbe diventare holding di investimenti

autostrade macquarie

Rispunta l’ipotesi del progetto di scorporo di Autostrade dalla controllante Atlantia, un passaggio che potrebbe inserirsi nella trattativa con il governo sulla revoca o revisione della concessione per il crollo del Ponte Morandi. Lo scrive oggi il Sole 24 Ore, mentre in’intervista l’ad Carlo Bertazzo, da pochi giorni designato al vertice di Atlantia, rivela l’intenzione di “trasformare Atlantia in una holding strategica di investimento”, mentre il capitale delle partecipate sarebbe aperto a nuovi investitori, con la possibilità di scendere sotto il 50%.

Atlantia, Autostrade destinata alla scissione?

Lo spin-off di Autostrade da Atlantia, secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, sarebbe vista di buon occhio da alcuni esponenti politici e potenziali investitori. Inoltre tale soluzione, poiché potenzialmente diluitiva di Edizione (la holding dei Benetton) in Aspi stessa, potrebbe avere il gradimento tra chi nella famiglia ha maturato la convinzione che non sia piu’ opportuno continuare a presidiare il business dei pedaggi.

Il piano, scrive il giornale, potrebbe creare le condizioni per avviare la creazione di una holding pura, Atlantia, separata dal destino della concessione, e dal suo debito); agevolare in prospettiva l’uscita del ramo di Luciano Benetton, scettico sulla convenienza a preservare il controllo di un asset, come Autostrade, sempre più complesso da gestire; e disegnare un nuovo assetto in Autostrade per l’Italia dove potrebbero fare il loro ingresso investitori come F2i o Cdp dando vita, così, a una sorta di concessione condivisa.

Le nuove strategie di Atlantia

Sempre oggi, intervistato dalla Stampa, l’ad Bertazzo ha rivelato l’intenzione di “trasformare Atlantia in una holding strategica di investimento”, lasciando “piena autonomia alle partecipate con cda e management più forti”. Per il manager infatti “la holding integrata come in passato non ci sarà più”.

Per quanto riguarda le partecipate, come Austostrade, “vogliamo aprire il loro capitale, coinvolgendo partner che, in un orizzonte temporale di lungo termine, possano apportare non solo capitali ma soprattutto conoscenze industriali, tecnologiche, di mercati e di relazioni, oltre che disciplina e metodo. In questo modo intendiamo anche allargare il portafoglio di partecipazioni e il suo perimetro: non solo autostrade e aeroporti”.

Bertazzo non esclude la possibilità di scendere sotto il 50% nelle partecipate: “Non escludiamo nulla”, ci potrà essere una prima fase “in cui manterremo il controllo delle partecipate e una seconda fase in cui potrebbe non essere più così. In ogni caso ci sono molti partner, internazionali e anche italiani, interessati a condividere con noi progetti di sviluppo”.

In Borsa alle ore 16,09 le azioni Atlantia si mettono in evidenza con un +3,67% a 21,46 euro.

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