Mer 04 Agosto 2021 — 12:59

Atlantia: Cdp e fondi alzano l’offerta per l’88% di Autostrade



Secondo indiscrezioni di stampa la proposta aggiornata conferma la valutazione complessiva su Aspi ma “taglia” le garanzie richieste sui rischi legali

cdp autostrade

Cdp ha migliorato l’offerta su Autostrade, spianando probabilmente la strada a un accordo con Atlantia. Lo scrive oggi il quotidiano La Repubblica, nel giorno della scadenza per la nuova proposta, che dovrebbe essere ora vagliata in un cda informale di Atlantia nella giornata di domenica.

Cdp-Autostrade, migliorata l’offerta: verso accordo?

Cassa depositi e prestiti, che agisce in cordata con i fondi Blackstone e Macquarie, avrebbe migliorato sia la componente economica sia quella contrattuale della precedente offerta per l’88% di Aspi.

Tra maggiore esborso e minori garanzie, secondo la ricostruzione di stampa, l’istituto guidato da Fabrizio Palermo dopo il cda di oggi pomeriggio manderà ad Atlantia una proposta che vale circa 1,4 miliardi in più. Domani il primo esame informale da parte della holding infrastrutturale, mentre il cda dovrebbe essere nuovamente convocato tra mercoledì e giovedì.

Secondo fonti finanziarie citate dal giornale la componente economica sale da 9,1 a poco meno di 9,5 miliardi (per il 100% dell’azienda), grazie a maggiori ristori Covid (400 milioni) che precedentemente erano calcolati fino al giugno 2020 e che ora dovrebbero essere rinnovati per tutto il 2021.

Cdp-Autostrade, meno garanzie su Ponte Morandi

Quanti ai rischi legali, che nella precedente offerta erano stimati 1,5 miliardi, sarebbe stato risolto il dubbio legato a una vecchia pendenza di Adr (per 820 milioni), e sarebbero stati contenuti a circa 500 milioni quelli sulle varie cause legate al crollo del Ponte Morandi di Genova (in origine 700 milioni).

Pertanto, scrive Repubblica, se la prima offerta prevedeva una valutazione di Aspi di 9,1 miliardi, da cui togliere eventuali rischi legali per 1,5 miliardi, la prossima valutazione sarà di 9,1 miliardi, più 400 milioni di ristori, e da cui potrebbero essere tolti al massimo 500 milioni di rischi legati al disastro di Genova.

Infine il pagamento dell’offerta verrà effettuato al closing dell’operazione, dopo tutte le autorizzazioni del caso, presumibilmente non prima del quarto trimestre.

Assemblea Atlantia

Intanto lunedì si terrà l’assemblea straordinaria per la proroga dei termini della scissione proporzionale di Aspi.
Ma dopo le prese di posizione dei giorni scorsi (fra cui spicca quella di Edizione, la holding dei Benetton a capo della catena) la proposta è destinata a essere bocciata per privilegiare l’offerta Cdp-Fondi.

All’assemblea Atlantia è atteso che sia presente circa il 71% del capitale: Edizione (al 30,2%), Crt (4,85%), Gic (8,2%) sarebbero tutte inclini a votare contro, ma anche altri investitori potrebbero seguirli. Gli hedge fund guidati da Tci preferirebbero invece prendere tempo.

Dall’esito dell’assemblea di lunedì si ricaveranno comunque indicazioni utili in vista dell’assise che dovrà decidere se dare o meno via libera a Cdp-fondi, appuntamento che si dovrebbe svolgere ai primi di maggio.

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