Gio 21 Marzo 2019 — 11:38

Atlantia, analisti cauti su ingresso Cdp in Autostrade



Non ci sarebbe nessuna clausola di conversione del prestito da 1,7 miliardi, nel caso avrebbe quota del 10%

(Aggiornato alle ore 14:10) – Titolo Atlantia poco mosso nel giorno in cui si attende un’audizione del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli alle commissioni di camera e Senato, e mentre sui giornali proliferano indiscrezioni spesso contraddittorie sul futuro della controllata Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

In particolare, a proposito di un possibile ingresso della Cdp in Autostrade per l’Italia, gli analisti di Fidentiis osservano che il prestito da 1,7 miliardi di euro della Cassa depositi e prestiti “secondo noi non include alcuna clausola di conversione” in capitale. Pertanto Cdp “avrebbe bisogno di negoziare con Atlantia, Appia Investments (Allianz e altri) e il Silk Road Fund (governo cinese) per poter modificare le condizioni del bond e convertirlo”. Per Fidentiis comunque gli esiti sono “imprevedibili”, e Atlantia e Autostrade in una posizione che resta “fragile”.

Il broker ricorda inoltre che i soci esteri sono entrati nel capitale sulla base di una valutazione di Aspi pari a 14,8 miliardi di euro.

Per Banca Akros “la conversione (ipotizzando lo stesso prezzo implicito nella vendita del 2017) potrebbe tradursi in una quota di circa il 10%”. Akros sottolinea che la visibilità sui futuri sviluppi di Autostrade “resta molto bassa”.

Nel frattempo Aspi ha pubblicato la convenzione sulla concessione autostradale in risposta alle polemiche seguite al crollo di Genova. Ma le azioni Atlantia proseguono deboli e alle ore 14,10 segnano in Borsa -0,35% a 18,52 euro, con il Ftse Mib a -0,48%.

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