Mer 20 Novembre 2019 — 06:18

Astaldi: la Sace si mette di traverso, vacilla il piano con Salini Impregilo



Stop alle garanzie, mentre le banche sono perplesse sul rifinanziamento del prestito ponte. Ma prevale l’ottimismo per una soluzione dell’ultimo minuto

Astaldi salini impregilo news

La Sace si è messa di traverso nel salvataggio di Astaldi da parte di Salini Impregilo, rischiando secondo indiscrezioni di stampa di mandare a monte l’intera operazione di sistema nelle costruzioni (Progetto Italia). Il gruppo assicurativo controllato dalla Cdp, peraltro alleata di Salini nella maxi operazione, avrebbe congelato le garanzie.

Astaldi, lo stop della Sace minaccia Progetto Italia di Salini Impregilo

Le notizie arrivano mentre sono in corso le trattative finali tra Salini Impregilo, banche e Cdp sul salvataggio di Astaldi, mentre il Tribunale di Roma attende entro il 15 luglio il piano definitivo.

Il colosso delle assicurazioni, specializzato nel sostegno delle imprese italiane all’estero, ha inviato ieri una lettera ad Astaldi e alle banche coinvolte nella ristrutturazione, in virtù secondo il Sole 24 Ore di un credito vantato verso l’azienda di circa 75 milioni, sia come Sace spa che come Sace Fct, sostenendo di meritare lo status di creditore privilegiato.

Pertanto, Sace avrebbe di fatto “congelato” la sua partecipazione al piano che la vedeva coinvolta assieme agli altri istituti di credito nella ristrutturazione della compagnia.

La Sace congela le garanzie

In particolare, secondo quanto riporta invece il Messaggero, a fronte di circa 200 milioni di garanzie concesse all’estero (Canada e Turchia), la Sace ha ritirato le fidejussioni rilasciate all’estero, mettendo a rischio il proseguimento di alcune opere in cui il gruppo romano è impegnato, come la costruzione dell’ospedale di Ankara.

La mossa a sorpresa di Sace, secondo le indiscrezioni del quotidiano romano, sarebbe stata stigmatizzata ieri nel corso di un vertice a Milano presso lo studio Linklaters, legale delle banche. E non manca chi ricollega questa decisione alla lotta intestina in corso da mesi fra Cdp e Sace sul rinnovo dei vertici.

Le banche si sarebbero dette disponibili a favorire una soluzione.

Astaldi, i timori delle banche

Tuttavia gli stessi istituti di credito sono alle prese con un altro fronte aperto, quello su come rifinanziare il prestito ponte accordato da Fortress ad Astaldi. Le banche, scrive il Messaggero, ritengono che il finanziamento possa essere rischioso visto che l’aumento di capitale da 225 milioni di Astaldi avverrà in autunno, a valle di quello di Salini. E non ci sarebbero garanzie che i mezzi freschi affluiranno davvero. Per superare l’impasse, gli istituti hanno chiesto che il prestito sia aperto a Cdp.

Sul fronte del rapporto con il Tribunale, prevale comunque l’ottimismo: si punta a ottenere dalle banche, entro il 15 luglio, un impegno a proporre ai rispettivi organi deliberanti l’approvazione del piano, per deliberare in modo definitivo entro il 30 luglio.

In Borsa alle ore 10,38 azioni Astaldi sotto pressione con un -2,97% a 0,718 euro; Salini Impregilo a sua volta negativa con il titolo in calo del 2,2% a 1,903 euro.

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