Mer 29 Gennaio 2020 — 14:02

Astaldi, per gli obbligazionisti un nuovo studio legale



L’avvocato formalizzerà le obiezioni del Comitato ai numeri del piano concordatario

Astaldi obbligazionisti

L’assemblea del Comitato bondholder Astaldi, che rappresenta 70 milioni di euro degli obbligazionisti Astaldi, ha incaricato lo studio legale Astolfo Di Amato & Associati di formalizzare le obiezioni del Comitato ai numeri del piano concordatario proposto da Astaldi e “le altre anomalie rilevate nella proposta”.

Astaldi, obbligazionisti cambiano legale

Il nuovo studio legale, che sostituisce Legance dopo la rinuncia di quest’ultimo, rappresenterà la posizione degli obbligazionisti Astaldi (titolari di bond con scadenza 2020 e 2024) ai nuovi commissari che stanno lavorando alla relazione sul contenuto della proposta concordataria di Astaldi, “al fine di tutelare al meglio gli interessi dei suoi associati e garantire il massimo tasso di recupero di quanto investito”.

In particolare, secondo il Comitato, i dati contenuti nel piano evidenziano un recovery value per gli obbligazionisti tra il 20 e il 25%, nettamente inferiore al 38% dichiarato nel piano concordatario attestato da Corrado Gatti) e ben al di sotto della soglia del 30% sopra la quale ai creditori è preclusa la possibilità di presentare una proposta concorrente.

“Massa critica”

Il Comitato fa inoltre sapere che sarà proposta una quota ridotta ai nuovi iscritti, “al fine di garantire allo stesso Comitato e ai suoi alleati una massa critica” per il voto nell’assemblea degli obbligazionisti che dovrà tenersi almeno 30 giorni prima dell’adunanza dei creditori prevista per il 26 marzo.

Gli obbligazionisti, scrive il Comitato, risulterebbero fortemente penalizzati dall’attribuzione di warrant premiali in favore di Salini e delle banche finanziatrici (anch’essi creditori chirografari) nonché dall’eventuale soddisfazione di passività privilegiate e pre-deducibili addizionali che dovessero emergere e dalla stima degli asset del ramo concessioni all’interno del piano concordatario (739 milioni), che sarebbe ottimistica. Ulteriore profilo di criticità viene indicato nella scelta di non dividere in classi i creditori chirografari.

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