Dom 27 Settembre 2020 — 17:42

Astaldi, assemblea bondholders Usa boccia il piano. Cosa succede ora



La palla passa all’adunanza dei creditori del 26 marzo, dove risulta tuttavia scontata la maggioranza di favorevoli

astaldi assemblea

(Articolo aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – L’assemblea degli obbligazionisti Astaldi del prestito Usa da 750 milioni ha bocciato oggi il piano concordatario. Il voto contrasta con l’esito dell’assemblea dei bondholders Astaldi del 25 febbraio scorso (bond Uk), quando l’80% dei votanti aveva approvato la proposta. La palla passa all’adunanza dei creditori del 26 marzo, dove risulta tuttavia scontata la maggioranza di favorevoli.

Astaldi, assemblea bondholders Usa boccia il piano

Nell’odierna assemblea Astaldi, riunitasi per via telematica a causa dell’emergenza coronavirus, i contrari al piano sono stati il 72,2%, i favorevoli il 25%, gli astenuti l’1,8%.

“L’assemblea dei portatori delle obbligazioni del prestito obbligazionario emesso da Astaldi denominato “€750,000,000 7.125% Senior Notes due 2020” (Codici ISIN: XS1000393899 e XS1000389608) si è riunita in data odierna in seconda convocazione, sotto la Presidenza del Professor Ernesto Monti, e, con il voto contrario del 73,2% dei presenti al voto, ha rigettato la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale presentata da Astaldi nell’ambito della procedura concordataria”, spiega Astaldi in una nota.

Ai sensi della normativa italiana applicabile, prosegue il gruppo, “l’esito delle votazioni di entrambe le assemblee sarà espresso dal Rappresentante Comune degli Obbligazionisti in sede di Adunanza dei Creditori, già fissata dal Tribunale di Roma per il giorno 26 marzo 2020, ore 10:30, o nei venti giorni successivi a tale data, come previsto dall’Articolo 178 della Legge Fallimentare”.

Cosa succede ora

I giochi tuttavia sembrano fatti. Dopo il 25 febbraio, con l’80% dei voti favorevoli all’assemblea degli obbligazionisti del bond Uk da 140 milioni, che rappresentavano circa il 4% dell’esposizione complessiva di Astaldi, era stata di fatto superata la soglia del 60% dei creditori totali pronti a dire sì, considerando anche le banche, che detengono poco più del 56% del debito di 3,5 miliardi di Astaldi.

La data del 26 marzo potrebbe quindi sancire l’integrazione di Astaldi nel Progetto Italia targato Salini Impregilo. In caso di mancata approvazione della proposta di concordato per Astaldi da parte dei creditori, l’alternativa sarebbe invece l’apertura di una procedura di amministrazione straordinaria.

Comitato Bondholders

A Borsa chiusa è poi arrivato il commento del «conferma il giudizio del Comitato Bondholders Astaldi, che rappresenta oltre 350 obbligazionisti per 80 milioni di euro degli investitori in obbligazioni Astaldi scadenza 2024 (prestito Uk da 140 milioni) e 2020 (prestito Usa da 750 milioni di euro). Il voto negativo di oggi, si legge nel comunicato degli obbligazionisti, “conferma il giudizio del Comitato Bondholders Astaldi sul piano concordatario, considerato da sempre inaccettabile per gli obbligazionisti e apre la strada per l’impugnativa dell’omologa”.

La bocciatura “verrà espressa come voto negativo all’adunanza dei creditori” da parte del rappresentante unico degli obbligazionisti, Tiziano Onesti, prosegue il Comitato, che ritiene “da rivedere le proiezioni finanziarie del piano concordatario e della relativa recovery attesa per gli obbligazionisti (già stimata dal Comitato al 18%) in seguito alla crisi globale dovuta alla pandemia da coronavirus”. Il Comitato, viene inoltre annunciato, “formulerà alla società, ai commissari e al Tribunale un’istanza affinché si provveda ad aggiornare il piano”.

In Borsa le azioni Astaldi hanno chiuso con un -0,92% a 0,323 euro; Salini Impregilo +1,44% a 0,7385 euro.

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