Mer 26 Giugno 2019 — 12:54

Alitalia: Toto in pressing, Atlantia alla finestra



Le settimane passano e si avvicina nuovamente il momento della verità per Alitalia, dopo la proroga al 15 giugno accordata dal governo a Fs

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Le settimane passano e si avvicina nuovamente il momento della verità per Alitalia, dopo la proroga al 15 giugno accordata dal governo a Fs per la presentazione del piano. All’appello manca sempre il 40% della futura compagine azionaria.

Recentemente, secondo quanto scrivono oggi alcuni giornali, si sarebbe fatto avanti il gruppo che fa capo alla famiglia Toto, a conferma delle prime indiscrezioni risalenti allo scorso aprile.

Resta inoltre in attesa Atlantia, come ha fatto capire nei giorni scorsi Luciano Benetton.

Toto si farebbe fatto avanti con una lettera recapitata alle Fs in cui viene formulata una proposta per entrare nel capitale di Alitalia. Secondo il Sole 24 Ore il gruppo delle costruzioni e concessionario autostradale sarebbe disponibile a coprire parte dei 300-350 milioni mancanti nella newco, per un ordine di grandezza di circa 200 milioni.

Una ricostruzione simile, citata da Milano Finanza, indica che Toto (affiancato dall’advisor Natixis) sarebbe disponibile a mettere sul piatto una cifra tra 300 e 400 milioni di euro, circa 200 dei quali derivanti dall’operazione conclusa negli Stati Uniti tra la controllata US Wind ed Edf renewables North America per la cessione dei diritti di concessione e costruzione del più grande parco eolico offshore al mondo (2.500 Mw).

L’ipotesi Toto avrebbe però suscitato forti riserve sia da parte delle Fs che del partner industriale Delta. I dubbi, scrive il Sole, riguardano la capacità di sostenere l’impegno finanziario necessario. L’ipotesi potrebbe quindi essere scartata, ma resta comunque sotto la lente del Mise guidato dal vice premier Luigi Di Maio.

Per quanto riguarda Atlantia, l’ad Castellucci è in contatto con il numero uno delle Fs Battisti. Il gruppo però attende aperture dal governo sulle concessioni autostradali dopo il duro scontro seguito al crollo del ponte Morandi.

Sarebbe invece naufragato il tentativo di coinvolgere il fondo QuattroR, riconducibile alla galassia della Cdp, dopo che due investitori nel fondo, Inail e Inarcassa, avrebbero messo per iscritto la ferma opposizione all’intervento in Alitalia.

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