Finanzareport.it | Riunione Bce decide (l'ultimo) rialzo dei tassi, è festa sui mercati - Finanza Report

Lun 20 Maggio 2024 — 22:50

Riunione Bce decide (l’ultimo) rialzo dei tassi, è festa sui mercati



“Il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento abbiano raggiunto livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale a un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo” del 2%

Lagarde quando la bce taglierà tassi

L’attesissima riunione Bce di settembre si è conclusa oggi con l’ennesimo rialzo dei tassi d’interesse, l’undicesimo consecutivo. Ma potrebbe essere anche l’ultimo, come ammette anche l’Eurotower.

Tassi Bce

Il condizionale è d’obbligo, ma la mossa non ha sorpreso più di tanto il mercato, che anzi punta su uno stop della stretta monetaria, alla luce anche delle precarie condizioni economiche dell’Eurozona, certificati da continui dati macro deludenti.

La crescita nell’area della moneta unica è stata negativa nel secondo trimestre in Germania, Italia e Olanda, mentre l’attività manifatturiera è in territorio di contrazione da diversi mesi e recentemente anche quella dei servizi è divenuta negativa. Quanto all’impatto diretto dei rialzi dei tassi, sempre nel secondo trimestre le richieste di finanziamento da parte delle imprese sono crollate al minimo storico, facendo peggio quindi anche rispetto alla profonda recessione del 2008/2009.

Nonostante ciò il board guidato da Christine Lagarde ha portato il costo del denaro al 4,5%, nuovo record. Tuttavia secondo Francoforte i tassi hanno “raggiunto livelli che se mantenuti” porteranno l’inflazione al target del 2%.

Ultimo rialzo?

I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente saranno innalzati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%, con effetto dal 20 settembre 2023.

Il comunicato diffuso al termine della riunione Bce spiega: “L’inflazione continua a diminuire ma ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato. Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”. In base alla sua attuale valutazione “il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento abbiano raggiunto livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale a un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo”.

“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di interesse di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finche’ necessario. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati della restrizione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione considerati i dati economici e finanziari più recenti, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”.

Previsioni Bce

Per quanto riguarda le previsioni trimestrali aggiornate dello staff Bce, sono state tagliate le stime sulla crescita economica, che passano allo 0,7% nel 2023, all’1% nel 2024 e all’1,5% nel 2025. A giugno le attese erano per una crescita del Pil pari a +0,9% nel 2023, +1,5% nel 2024 e d +1,6% nel 2025.

Le stime inoltre indicano un’inflazione attesa a 5,6% nel 2023, al 3,2% nel 2024 e al 2,1% nel 2025, per effetto di una revisione al rialzo per il 2023 e il 2024 e al ribasso per il 2025. La correzione al rialzo riflette principalmente l’evoluzione più sostenuta dei prezzi dell’energia.

L’Eurotower rivede però al ribasso l’inflazione core, al netto di energia e alimentari, a +5,1% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,2% nel 2025; a giugno le attese erano per un +5,1% nel 2023, +3% nel 2024 e 2,3% nel 2025.

Bce: Borsa e mercati

I mercati festeggiano il probabile ultimo rialzo del costo del denaro. Le Borse dopo gli annunci della Bce hanno imboccato  la via dei rialzi e a Piazza Affari il Ftse Mib ha poi chiuso con un +1,37% a 28.872 punti, guidato da acquisti su Enel a +3% e altre utilities, che hanno pagato negli ultimi mesi  la “concorrenza” dei rendimenti obbligazionari; in fondo al listino invece Telecom Italia (-1%) ma più per fattori legati ai ritardi dell’offerta vincolante sulla rete Tim.

In rosso anche Stellantis nonostante nuovi rumors su una vendita di Comau.

Sull’obbligazionario, lo spread cala a 175 da 179 punti base della vigilia, con il rendimento del Btp decennale che si ritira di una decina di punti a 4,34%. L’euro si porta abbondantemente sotto quota 1,07 contro il dollaro.

Fra i commenti a caldo, Simona Mocuta, Chief Economist di State Street Global Advisors, spiega che la decisione presa dalla riunione Bce “non è stata né una sorpresa né era scontata: le probabilità di un ulteriore rialzo erano salite oltre il 50% solo nei giorni immediatamente precedenti la decisione, dopo essersi attestate intorno al 25% all’inizio del mese. A dire il vero, le tesi a favore di una continua stretta e quelle a favore di una pausa nella traiettoria dei rialzi, se non di una vera e propria fine del ciclo di inasprimento, sono diventate ultimamente piuttosto eterogenee, in un contesto di quasi stagnazione e di progressi visibili sul fronte dell’inflazione. Per il momento, il Consiglio direttivo ritiene che la bilancia tenda in favore di un’ulteriore azione preventiva. Ma con i tassi di policy profondamente in territorio restrittivo e con la stretta precedente che sta ancora influenzando l’economia, riteniamo che questo dovrebbe essere – e probabilmente sarà – l’ultimo rialzo di questo ciclo”.

Taglio dei tassi

A questo punto “quello che più rileva per gli equilibri del reddito fisso e dei mercati finanziari è se il successivo sentiero di allentamento sia correttamente anticipato dai tassi a termine”, commenta Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. “Questi oggi ci dicono che il primo taglio dovrebbe arrivare durante l’Estate 2024 e prevedono tagli per 1,25% nei successivi tre anni (al 3,75% circa). Difficile asserire oggi se la velocità attesa dei ribassi sia appropriata, ma è più importante il punto d’arrivo, che riteniamo credibile”.

Secondo Anna Stupnytska, Global Macro Economist di Fidelity International, “quando la politica monetaria inizierà a mostrare i suoi effetti e una recessione nell’area euro si profilerà all’orizzonte, la Bce potrebbe essere costretta a una rapida correzione di rotta nel 2024, ma per il momento è probabile che le sue indicazioni si concentrino sullo scenario higher for longer”.

“In seguito alla conferenza, i mercati si sono mossi a prezzare un primo taglio da 25 punti base già nel luglio del 2024 – osserva Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden & Rygel Italia -. I rendimenti a scadenza dei governativi, intanto, si sono mossi al ribasso su tutta la linea, almeno nei primi minuti. In contemporanea alla conferenza, poi, i dati macroeconomici rilasciati negli Stati Uniti – tra cui le vendite al dettaglio – hanno sorpreso tutti in positivo. Questo ha controbilanciato parzialmente il ribasso dei rendimenti, e ha esacerbato la discesa dell’euro. Infine, si è assistito a una riduzione dello spread BTP-Bund, a causa del mancato riferimento all’avvio di operazioni di riduzione di bilancio da parte della Bce”.

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