Lun 18 Febbraio 2019 — 02:03

Oggi in Borsa: Telecom, Fca, Carige, Anima, Eni



Mercati bene intonati all’indomani di una seduta positiva sui due lati dell’Atlantico, con Piazza Affari migliore in Europa e Wall Street al traino del recupero dei tecnologici

Mercati bene intonati all’indomani di una seduta positiva sui due lati dell’Atlantico, con Piazza Affari migliore in Europa e Wall Street al traino del recupero dei tecnologici.

Il presidente cinese Xi Jinping ha promesso stamani in un discorso importanti aperture commerciali da parte di Pechino, a partire da “significativi ribassi” dei dazi sulle importazioni di auto.

Sul fronte macro, in agenda alcuni dati fra cui la produzione industriale francese di febbraio (ore 8,45) è attesa a +1,5% mensile; la produzione italiana (ore 10) dovrebbe segnare +1%; negli Usa i prezzi alla produzione di marzo (ore 14,30) sono previsti dal consensus a +0,1% mensile.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,54% a 21.794 punti.

Sul mercato dei cambi l’euro/dollaro segna 1,2303 (-0,13%).

Il petrolio vede il Brent a 69,06 dollari al barile (+0,6%) e il Wti a 63,86 dollari (+0,69%).

Wall Street ha chiuso ieri sera positiva, ma lontano dai massimi intraday, con il Dow Jones in rialzo dello 0,19% a 23.979 punti, S&P 500 +0,33% a 2.613 punti, Nasdaq +0,51% a quota 6.950 punti.

Sulla Borsa milanese si guarda ancora a Telecom Italia, mentre si delinea uno scontro legale in vista delle assemblee del 24 aprile e del 4 maggio. Il fondo Eliiott è salito al 9% della compagnia delle tlc, ma il cda di Tim ieri sera ha ritenuto a maggioranza illegittima l’integrazione dell’ordine del giorno assembleare del 24 aprile deliberata dal Collegio sindacale, citando il parere di un panel di giuristi e annunciando azioni legali. Pertanto è stata respinta la richiesta di Elliott di sostituire 6 consiglieri di Vivendi con la propria lista. Si profila un braccio di ferro, dal momento che il Collegio sindacale ha in seguito “rigettato le argomentazioni addotte dal Consiglio di Amministrazione”, confermando la “piena legittimità” delle determinazioni dallo stesso assunte. In un altro importante sviluppo, Assogestioni ha fatto sapere che non presenterà una propria lista per il Cda nell’assemblea di maggio: in questo modo il voto dei gestori si potrebbe coagulare intorno alla lista di Elliott.

Possibili spunti su Fca dopo la promessa del presidente cinese Xi Jinping di “significativi ribassi” dei dazi sulle importazioni di auto.

Luce verde dell’Antitrust alla sottoscrizione da parte di Malacalza Investimenti di azioni di Banca Carige oggetto di aumento di capitale. Infatti l’operazione in esame non determina “la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”. Ad esito dell’aumento da mezzo miliardo, che si è concluso a dicembre 2017, e di alcune ulteriori successive acquisizioni, il capitale sociale di Carige, ricorda l’Antitrust – per quel che concerne i suoi azionisti principali, è così composto: Malacalza detiene il 20,63%, Compania Financiera Lonestar detiene il 9,08%, POP 12 (Mincione) il 5,428%, Sga il 5,39% e Credito Fondiario il 4,894%.

Mps sempre sorvegliata speciale all’indomani di forti realizzi (-3,2%)dopo il rally della scorsa settimana (+14%).

Nel risparmio gestito, Anima ha segnato a marzo una raccolta netta positiva per circa 183 milioni di euro, contro il dato positivo per circa 64 milioni di febbraio, trainata dalla componente retail. Il totale da inizio anno è di circa 602 milioni, contro i 394 milioni dello stesso periodo del 2017 (nell’intero anno fiscale 2017 il dato è stato pari a 948 milioni). Il totale delle masse gestite del gruppo a fine marzo era pari a 93,791 miliardi, in aumento del 27,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma sotto i 94,3 miliardi di febbraio e i 94,398 miliardi di fine 2017.

Fra i petroliferi, Eni fa il punto sulle sue strategie nell’Investor Day 2018 organizzato a New York, con inizio ore 16 italiana.

Saipem, debole ieri (-1,88%) dopo le contestazioni della Consob sull’aumento di capitale del 2016, avrebbe ridimensionato la sua richiesta a Gazprom nel contenzioso relativo alla mancata commessa per il gasdotto South Stream. La nuova richiesta di Saipem, secondo quanto scrive l’agenzia Reuters, è scesa a 644,6 milioni da 678 milioni di euro, mentre le udienze sull’arbitrato in corso sono state fissate a giugno 2019. Stamani intanto sono state presentate entro i termini due liste per il Cda, fra cui quella dei maggiori azionisti Eni e Cdp Equity che ha indicato alla presidenza l’ex ad delle Poste Francesco Caio, confermando l’ad Stefano Cao.

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