Mar 25 Giugno 2019 — 22:33

Oggi in Borsa: Telecom, Carige, Fincantieri



Occhi puntati sul rally del dollaro. Fra i dati spicca l’inflazione tedesca

Il rally del dollaro e il dato preliminare dell’inflazione tedesca di settembre saranno fra i temi oggi in primo piano sui mercati.

Il biglietto verde ha proseguito ieri la sua corsa in scia alle indicazioni “hawkish” della presidente della Fed Janet Yellen, pronta ad alzare nuovamente i tassi d’interesse, e sulle aspettative di uno sblocco della maxi riforma fiscale presentata ieri dal presidente Usa Donald Trump, che fa perno sull’abbattimento della corporate tax al 20%.

Ne ha così beneficiato l’euro, riportatosi sotto 1,18 dollari dopo le fiammate delle scorse settimane.

L’agenda macro economica prevede oggi alcuni dati fra cui spicca l’inflazione tedesca di settembre (ore 14) attesa stabile a 1,8% annuo e +0,1% mensile. Negli Usa il Pil del secondo trimestre (ore 14,30) dovrebbe essere confermato a +3%, le richiesti iniziali di sussidio (ore 14,30) dovrebbero segnare 270mila. Per la Fed attesi i discorsi di George (ore 15,45) e del vice presidente Fischer (ore 16,15).

Il Tesoro offre in asta fino a 6 miliardi in Btp
a 5 e 10 anni insiema a un Ccteu.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,47% a 20.363 punti.

Sul mercato dei cambi l’euro/dollaro segna quota 1,1729 (-0,12%).

Il petrolio vede il Brent a 57,77 dollari (-0,26%) e il Wti a 52,03 dollari al barile (-0,21%).

Wall Street ha chiuso ieri sera positiva, con il Dow Jones in progresso dello 0,25% a 22.340 punti, S&P 500 +0,41% a 2.507 punti, Nasdaq +1,15% a quota 6.453 punti.

Sulla Borsa milanese occhi puntati su Telecom Italia nel giorno del Cda e all’indomani del vertice politico italo-francese. Telecom riunisce il consiglio di amministrazione per la nomina del nuovo Ad, mentre a Palazzo Chigi è prevista una riunione del Comitato che dovrebbe decidere sull’utilizzo della golden power per la mancata notifica del controllo sulla società da parte dell’azionista di maggioranza Vivendi. I francesi rischiano una multa fino a 300 milioni (ma si ipotizza che sarà molto più bassa) e l’esercizio di poteri speciali da parte del governo italiano in relazione a Tim Sparkle e Telsy.

Se ne sarà certamente parlato al vertice di ieri tra il presidente francese Macron e il premier Gentiloni, che ha intanto portato a un insolito compromesso per il controllo dei cantieri Stx France da parte di Fincantieri. Il gruppo italiano avrà il 50% di Stx ma per salire al fatidico 51% riceverà l’1% in prestito dallo Stato francese (che ha il 34,34%), per la durata di 12 anni durante i quali il prestito potrà essere revocato in caso di mancati adempimenti da parte di Fincantieri. Dopo 12 anni la quota passerebbe a Fincantieri. In caso di revoca del prestito, Fincantieri potrà esercitare una put che obbliga lo Stato francese a comprare tutta la sua quota. Il Cda sarà composto da otto consiglieri: quattro nominati da Fincantieri, due dallo Stato francese, uno da Naval Group (al 10% del capitale) e uno dai lavoratori (che avranno il 2% mentre a un gruppo di aziende locali andrà il 3,66%). Presidente e amministratore delegato saranno nominati da Fincantieri. Le prime voci sull’accordo hanno pesato ieri sul titolo che ha azzerato i guadagni per terminare a -0,36%, con punte di -2% complici probabilmente anche prese di beneficio.

La Bce ha dato il via libera alle operazioni di rafforzamento patrimoniale messe a punto da Banca Carige, che oggi terrà l’assemblea degli azionisti per approvare l’aumento di capitale da mezzo miliardo di euro. Il parere di Francoforte, che era atteso prima della assemblea, potrebbe contenere delle prescrizioni a cui l’istituto dovrà attenersi per la manovra complessiva da 1,04 miliardi. Nei giorni scorsi Carige, interrogata dalla Consob, ha spiegato che l’ eventuale “mancata esecuzione dell’aumento di capitale e dell’Lme da 510 milioni (la conversione dei bond subordinati in bond senior, ndr), potrebbe comportare effetti negativi rilevanti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria complessiva, con eventuali impatti sulla continuità aziendale”.

Offerta vincolante di Cattolica, come previsto, per un accordo di bancassurance con Banco Bpm (già ieri migliore del Ftse Mib con +4,2%). L’offerta vincolante “è relativa all’acquisto di una partecipazione di maggioranza in Popolare Vita e in Avipop Assicurazioni e alla sottoscrizione di un accordo di distribuzione di prodotti assicurativi nel Ramo Vita e nel Ramo Danni”, spiega una nota. In corsa ci sarebbero anche la francese Covéa già partner nel ramo vita di Bpm, Generali e Allianz.

Generali accelera l’implementazione delle proprie strategie in Germania. Ne semplifica l’operatività, rafforza il marchio nei canali tradizionali e integra il canale degli agenti esclusivi in un nuovo accordo di distribuzione in jv. Generali Leben, 40 miliardi di riserve a fine esercizio (21 miliardi Generali Deutschland), verrà posta in “run-off”, ne verrà cioè fermata la nuova produzione, nel primo trimestre del 2018 garantendo le polizze esistenti, con un impatto sul solvency ratio di 1,7 punti e di 26 sul solvency di Generali Deutschland.

Enel, attraverso la controllata Enel Brasil, si è aggiudicata una concessione trentennale per la centrale idroelettrica già in esercizio di Volta Grande da 380 MW, nel sud-est del Brasile. La concessione è stata aggiudicata a seguito dell’asta pubblica organizzata dal governo federale brasiliano.

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