Gio 21 Marzo 2019 — 11:38

Oggi in Borsa: Fca, Stm, Credit Suisse



Per il Credit Suisse un aumento da 4 miliardi di franchi. Attesa per i tagli fiscali di Trump

Le Borse hanno confermato ieri l’intonazione positiva e il clima da “risk-on” dopo il rimbalzo seguito lunedì scorso al primo turno delle elezioni francesi.

Wall Street è stata sostenuta anche dalle trimestrali, mentre si attende per oggi un annuncio sul piano di tagli delle tasse del presidente Usa Donald Trump, che dovrebbe poggiare innanzitutto sull’abbattimento dell’aliquota aziendale al 15% dal 35%.

Vigilia del meeting Bce, che dovrebbe restare ferma su tutta la linea in attesa del ballottaggio francese del prossimo 7 maggio. Tuttavia fonti della Bce hanno riferito a Reuters che a giugno il board potrebbe intraprendere qualche “piccola misura” per uscire dall’attuale politica ultra espansiva. Potrebbe trattarsi di un semplice cambio di linguaggio, anche se gli analisti scommettono su qualche annuncio.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso stamani in rialzo dell’1,1% a 19.289 punti.

L’euro/dollaro segna quota 1,0944 (+0,17%).

Sempre debole il petrolio con il Brent a 52,02 dollari (-0,15%) e il Wti a 49,46 (-0,2%).

Wall Street ha chiuso ieri sera in rally con il Dow Jones in rialzo dell’1,12% a 20.996 punti, S&P 500 +0,61% a 2.388 punti, Nasdaq +0,7% a quota 6.025 punti.

A Piazza Affari la stagione delle trimestrali entra nel vivo oggi con i conti di Fca. Per le 16 è convocata una conference in cui l’Ad Sergio Marchionne illustrerà in dettaglio i risultati dei primi tre mesi del 2017. Gli analisti prevedono ricavi in crescita del 3,5% a 27,3 miliardi nel primo quarto dell’anno. L’Ebit adjusted è atteso a 1,42 miliardi (+3%). L’utile netto è previsto in aumento del 22,2% a 584 milioni, mentre l’indebitamento rispetto a fine 2016 dovrebbe essere salito di circa 1,4 miliardi a 5,95 miliardi per normali fattori stagionali.

Domani toccherà a Stm approvare i conti del primo trimestre. Il titolo ieri ha brillato (+4,3%) sul listino milanese, in attesa dei conti e favorito dal buon andamento del comparto tecnologico europeo dei semiconduttori. In particolare la rivale austriaca Ams, fornitrice di Apple e Samsung, ha migliorato l’outlook sulla seconda parte del 2017, trascinando il settore. Il consensus si attende per Stm un fatturato a 1.826 (+13,8%); Ebitda adjusted a 278 milioni di dollari (+55,3%) con un margine dell’15,2%; Ebit adjusted a 127 milioni con un margine del 7% da -5 milioni dello stesso periodo del 2016; utile netto a 113 milioni (da -41 milioni).

Comparto bancario sotto i riflettori dopo che il Credit Suisse stamani ha pubblicato i risultati del primo trimestre e annunciato un aumento di capitale da 4 miliardi di franchi, per un importo inferiore alle attese. Obiettivo: un coefficiente patrimoniale Cet1 del 13,4%. La divisione svizzera non verrà quotata, venendo incontro ai timori di quanti contestavano lo spin-off di una filiale profittevole. Sul fronte dei conti, i ricavi per 5,5 miliardi di franchi superano le attese pari a 5,4 miliardi, l’utile netto è stato di 596 milioni (302 milioni un anno fa), con Cet1 a 11,7% da 11,5% a fine 2016.

Dopo l’operazione di LVMH per il controllo di Dior nuovi spunti oggi per il lusso dai conti di Kering. Il gruppo francese ha chiuso il primo trimestre con ricavi consolidati in progresso del 31,2% a 3,57 miliardi di euro (+28,6% a perimetro costante). I risultati sono stati raggiunti grazie a una crescita a doppia cifra in tutte le attività e in tutte le aree geografiche, con l’eccezione del Giappone. Le attività del lusso hanno visto un aumento dei ricavi del 34% a 2,4 miliardi di euro (+31,6% a perimetro costante), con quelle nel settore sport e lifestyle che hanno registrato un +16,5% a 1,06 miliardi (+14%). Il comparto lusso ha beneficiato del +51,4% dei ricavi di Gucci, con Bottega Veneta che ha fatto segnare un +4,7% e Yves Saint Laurent un +35,4%. I ricavi degli altri marchi del lusso sono saliti complessivamente del 12,3%. La divisione sport e lifestyle ha beneficiato soprattutto dei risultati di Puma, con ricavi poco sopra 1 miliardo. Il gruppo consolida anche il comparto occhialeria, che al lordo delle vendite infragruppo e delle royalties ricevute dai marchi ha visto ricavi per 112,9 milioni di euro, al netto di 85,5 milioni.

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