Ven 24 Maggio 2019 — 10:08

Oggi in Borsa: Fca, Banco Bpm, Mps, Ubi, Unicredit



L’apertura delle Borse europee è attesa oggi debole, avanza il petrolio

Borsa Italiana news

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi sotto la parità, alla ripartenza dopo una nuova settimana positiva per Piazza Affari con il Ftse Mib che ha archiviato l’ottava con un +2,22% portando così il consuntivo da inizio anno a un +18,74%. La Borsa italiana si conferma quindi la migliore finora nel 2019 fra i listini europei.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso in calo -0,21% a 21.761 punti.

Sul forex, l’euro/dollaro è marginalmente positivo in area 1,1220 contro il dollaro; il petrolio guadagna terreno con il Brent a 70 dollari e il Wti a 63 dollari al barile.

Wall Street ha chiuso venerdì sera sera in rialzo: Dow Jones +0,15% a 26.424 punti, S&P 500 +0,46% a 2.892 punti,  Nasdaq +0,59% a quota 7.938.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, possibili spunti su Banco Bpm, dopo che nell’assemblea di sabato è stato trattato il tema del consolidamento bancario in relazione agli ultimi rumors su possibili fusioni che potrebbero coinvolgere Mps, Ubi, Bper e lo stesso Banco Bpm. L’ad Castagna ha escluso categoricamente una potenziale aggregazione con Mps, ma ha detto sì alle banche “vicine ai territori di elezione”, rilanciando il tema della banca del nord che fa pensare innanzitutto a Ubi Banca. Ogni possibile mossa, ha avvertito il manager, resta comunque subordinata ad alcuni fattori fra cui l’attenuarsi delle “incognite” politiche e regolamentari. Castagna ha inoltre rivelato che il primo trimestre ha fatto “Intravedere” i segnali di un forte miglioramento della redditività che la banca si prefigge per l’intero 2019.

Unicredit invece, reduce da due sedute deboli sui rumors di una possibile combinazione con Commerzbank, che potrebbe prevedere anche un aumento di capitale fino a 4 miliardi, aspetta gli sviluppi delle trattative già intavolate dalla stessa Commerz con Deutsche Bank, che dovrebbero prendere una decisione a breve (era attesa già nel weekend).

Occhi puntati su Fca, che per soddisfare i parametri Ue in fatto di emissioni, ha deciso di acquistarne in sostanza i diritti da Tesla, creando un apposito “pool” che secondo quanto scrive il Financial Times dovrebbe costare al gruppo “centinaia di milioni di euro”. Fca potrà computare i veicoli elettrici del produttore Usa all’interno della propria flotta e rispettare così i limiti europei, ma non è noto appunto il prezzo dell’accordo.

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