Mar 18 Giugno 2019 — 09:47

Borsa: Milano negativa dopo Fed, giù Tim e banche



A Piazza Affari svanisce per il momento l’effetto dell’accordo governo-Ue sulla manovra. Lo spread si conferma stabile dopo la discesa di ieri

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La Borsa di Milano scambia in territorio negativo a metà seduta, soffrendo assieme agli altri mercati internazionali dopo il rialzo dei tassi da parte della Fed, che ha inoltre tagliato le stime su crescita e inflazione, ma nonostante ciò è apparsa meno accomodante del previsto.

A Piazza Affari è dunque già svanito, almeno per il momento, l’effetto dell’accordo tra governo e Ue sulla manovra, con il Ftse Mib che segna alle ore 13,19 -1,16% a 18.722 punti.

Sul forex, l’euro rimbalza portandosi in area 1,1460 contro il dollaro; il petrolio invece torna a scendere con il Brent a 55 dollari e il Wti a 46 dollari al barile.

Lo spread Btp/Bund segna 252 da 253 punti base della chiusura precedente, con il rendimento del decennale italiano al 2,75% da 2,77% (dati Bloomberg).

Tornando agli indici di Borsa, sul Ftse Mib resistono sopra la parità solo pochi titoli, fra cui spicca Ferragamo in rialzo dell’1,3%. Positive anche le azioni Campari +1,2%, Diasorin +0,9%, fra le utilities A2a +0,2%.

Giù invece invece i petroliferi, con Tenaris in calo di oltre il 3%, Saipem -2% ed Eni a -1,4%.

Vendute le azioni Tim -3,4% all’indomani delle decisioni dell’Agcom sulla rete fissa, mentre il gruppo vara un programma di emissioni di bond per 7 miliardi.

Negative le banche nonostante i progressi dello spread: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Mps cedono tutte intorno al 2%, mentre Carige -5,9% non approfitta della conferma del rating da parte di Moody’s, che ha promosso l’outlook a stabile, scontando anche realizzi dopo il +30% di ieri.

Sempre tra i finanziari, Poste Italiane -0,6% limita i danni dopo la notizia dello stop al dossier per un’alleanza nell’Rc Auto.

Nel risparmio gestito nuove vendite su Mediolanum -3,6% peggiore del listino principale, Azimut ancora -1,6% dopo l’uscita del ceo Albarelli.

Fuori dal Ftse Mib acquisti invece su Ovs +13% dopo le voci su due cordate in corsa per il rilancio del gruppo.

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