Ven 18 Gennaio 2019 — 01:30

Borsa: Milano corre con banche, Leonardo e Telecom



Giornata finora di ampio recupero in scia anche al miglioramento dello spread

Piazza Affari archivia la prima parte della seduta con un forte rimbalzo sulla scia delle banche e dello spread, replicando così il copione già visto all’inizio della scorsa settimana.

A Milano il Ftse Mib segna alle ore 12,32 +2,05% a 20.866 punti, con il resto d’Europa solo marginalmente sopra la parità.

Sul forex, l’euro/dollaro è in ripresa ma ancora sotto quota 1,16 contro il biglietto verde.

Il petrolio è positivo con il Brent a 77 dollari al barile e il Wti a 68 dollari.

Lo spread Btp/Bund si attesta intorno a 250 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,92% (dati Bloomberg) proseguendo il rimbalzo dopo le vendite di agosto.

Tornando agli indici di Borsa, banche sugli scudi guidate da Mediobanca +6,2%, con l’istituto peraltro al centro di rumors secondo cui Unicredit (+5%) non lascerà il patto di sindacato.

In gran spolvero anche Intesa Sanpaolo +5,2 e Banco Bpm +4,9%, Bper +3,9%, Ubi +3,2%, mentre si conferma in forma Fineco +1,6%.

Fuori dal Ftse Mib Mps +7% beneficia a maggior ragione del calo dello spread dopo le conferme che la banca senese nel secondo trimestre ha fatto incetta di Btp. Bene anche Carige +2,3% a 10 giorni dall’assemblea.

Oltre ai bancari, in evidenza oggi anche Leonardo +5% sopra 10 euro dopo l’esercizio del diritto di prelazione sull’acquisto del 98,54% di Vitrociset, che ha mandato a monte l’accordo precedentemente preso per l’acquisto da parte di Fincantieri (+0,1%).

Rimbalzo di Telecom +2,7% con Elliott che ha ribattuto oggi a Vivendi nel giorno del cda sull’asta per le frequenze 5G.

Petroliferi contrastati con Saipem in recupero del 2,3%, Eni +0,9% dopo i progressi segnati in Egitto con Zohr e in Iraq, Tenaris sotto la parità.

Realizzi su Ferragamo -1,5% e Moncler -0,7%, in rosso anche Fca -0,3% e Ferrari -0,9%.

Fuori dal Ftse Mib nuove vendite su Astaldi -4% in scia alla bocciatura di Fitch e in attesa di una schiarita in Turchia da cui dipende l’esito del rafforzamento patrimoniale del gruppo.

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