Mer 30 Settembre 2020 — 18:32

Borsa italiana oggi: Unicredit, Bper, Creval, Mps, Pirelli, Mediaset



L’apertura delle Borse europee è attesa oggi sotto la parità

borsa italiana oggi

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi sotto la parità, all’indomani di una seduta positiva che ha visto Piazza Affari chiudere a sua volta in rialzo (Ftse Mib +0,64% a 19.740 punti). La Borsa italiana ha beneficiato di ricoperture sui petroliferi guidati da Saipem (+6%), bene anche Bper (+5,8%) e Tim (+4%), mentre i realizzi hanno preso di mira Diasorin (-1,9%) e alcune utilities.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso con un -0,43% a 22.418 punti.

Sul forex, l’euro/dollaro si rafforza a 1,1890 contro il dollaro; il petrolio è ben intonato con il Brent a 45 dollari e il Wti a 42 dollari al barile.

Wall Street ha chiuso ieri sera nuovamente in rialzo: Dow Jones +1,39% a 27.201 punti, S&P 500 +0,64% a 3.327 punti, Nasdaq +0,52% a 10.998 punti.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, il focus resta sulle trimestrali con i conti appena diffusi da Unicredit, che ha chiuso il secondo trimestre 2020 con un utile netto sottostante di 528 milioni (-48,7% su anno), utile netto contabile a 420 milioni (-77,4%); ricavi a 4,17 miliardi (-7,7%) con margine d’interesse a 2,39 miliardi (-4,5%) e commissioni a 1,38 miliardi (-11,8%). Il risultato netto di gestione segna 788 milioni (-42,1%), con rettifiche su crediti per circa 937 milioni. Confermato il target di un utile netto sottostante tra 3 e 3,5 miliardi nel 2021. Il ceo Jean Pierre Mustier ha ribadito che la banca resta concentrata su obiettivi del piano e remunerazione degli azionisti, e non è interessata a fusioni: “No m&a”, ha detto in conference.

Il consensus degli analisti raccolto dalla stessa Unicredit indicava fra l’altro un utile netto di circa 350 milioni, su ricavi per 4,1 miliardi.

Da seguire inoltre Bper, che in concomitanza con la semestrale ha approfittato per rivedere i target del piano industriale tagliando l’obiettivo di utile 2021 da 450 milioni a 235 milioni, che sale a 375 milioni con il contributo dalle 532 filiali che rileverà da Intesa Sanpaolo. Il prezzo dell’acquisizione è stato fissato in un multiplo di 0,38 volte il Cet1 del ramo d’azienda: servirà un aumento di capitale “tra i 750 e gli 800 milioni di euro” ha detto il ceo Vandelli, che scatterà nella seconda parte di settembre. A rischio i dividendi allo scopo di ridurre l’importo del rafforzamento. Intanto il semestre si è chiuso con un utile di 104,7 milioni di euro, in crescita del 4,2% rispetto a un 2019 in cui però la banca emiliana non consolidava Unipol Banca e Arca Sgr. Il risultato è stato conseguito nonostante 90 milioni di rettifiche su crediti.

Sempre fra le banche, sono in agenda oggi i risultati di Mps, con una conference in programma alle ore 16,30. Si attende anche un un’aggiornamento sul piano di scissione di 8 1 miliardi di Npl che attende il via libera Bce.

Intanto Credito Valtellinese (Creval) ha chiuso il primo semestre con un utile di 41 milioni, in aumento del 74%, mentre a un anno dal piano lo stock di crediti deteriorati risulta dimezzato, dopo la cessione di un ulteriore pacchetto di Npl da 300 milioni.

Pirelli ha archiviato il primo semestre con risultati deboli e impattati dal Covid che hanno spinto il gruppo della Bicocca a rivedere nuovamente i target 2020. Il periodo si è chiuso con una perdita di 101,7 milioni. Quanto ai nuovi target, ricavi visti tra circa 4,15 e 4,25 miliardi (da circa 4,3 e 4,4 miliardi), per effetto dell’impatto cambi; margine Ebit adjusted compreso fra circa 12% e circa 13% (circa 14% e circa 15% la precedente indicazione); generazione di cassa netta di circa 190-220 milioni di euro (da circa 230-260 milioni) assumendo la mancata distribuzione di dividendi.

Fra le odierne raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato il target price sulla stessa Pirelli da 4,20 a 3,70 euro, confermando il rating hold.

Da segnalare inoltre su Borsa italiana oggi che secondo il cda di Mediaset il progetto europeo Mfe è diventato “irrealizzabile”, per “l’opposizione strumentale e preordinata” del socio Vivendi, ma sono allo studio alternative per raggiungere gli stessi obiettivi. A Vivendi, in risposta alle recenti aperture, è stato chiesto in una lettera di avanzare concrete proposte industriali.

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