Finanzareport.it | Borsa italiana oggi: 6 novembre 2025 - Finanza Report

Dom 07 Dicembre 2025 — 19:00

Borsa italiana oggi: 6 novembre 2025



I mercati azionari provano a rimettersi in carreggiata

Borsa italiana oggi

Borse oggi volatili dopo l’andamento altalenante dei giorni scorsi. Le incertezze sono legate nuovamente a una possibile correzione dopo il rally degli ultimi mesi, in particolare a Wall Street, dove sono riprese le vendite sulle big tecnologiche più esposte al tema dell’intelligenza artificiale; ma anche sulla prossima pronuncia della Corte Suprema americana sui dazi di Trump. Ieri la Corte ha discusso in udienza la questione delle tariffe reciproche. Tuttavia la sentenza potrebbe non arrivare prima di dicembre o addirittura gennaio, senza un calendario predefinito. Prosegue intanto lo shutdown governativo, dal momento che repubblicani e democratici non sono stati ancora in grado di raggiungere un accordo. Per quanto riguarda l’agenda macro, non sono attesi oggi dati particolarmente rilevanti, mentre la Bank of England come atteso ha lasciato i tassi invariati al 4%.

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Ore 17:30 – Ftse Mib finale -0,85% a 43.068 punti

Piazza Affari oggi chiude negativa, in linea con il resto d’Europa e sulla scia di Wall Street, dove pesano alcuni titoli legati all’intelligenza artificiale come Qualcomm (-4%), Advanced Micro Devices (-7%), Palantir (-4%), Oracle (-3%), la stessa Nvidia (-2,5%). A Milano la seduta è stata in gran parte influenzata dalle trimestrali, con Diasorin in fondo al listino a -18,8%. Giù inoltre Campari (-5,4%) in scia a Diageo, che cede oltre il 6% a Londra dopo il taglio della guidance. Non si arresta il flusso di realizzi su Lottomatica (-6%). Bene invece dopo i conti Azimut (+5%) e Banca Mediolanum (+2,3%), mentre Banco Bpm termina in calo di circa mezzo punto percentuale anche se l’utile netto trimestrale ha battuto le attese, sostenuto dalla crescita delle commissioni a fronte di un calo del margine di interesse.

Ore 15:45 – Piazza Affari debole, in controtendenza Azimut e Mediolanum

Borsa di Milano in calo con il Ftse Mib a -0,48%, in linea con il resto d’Europa e l’andamento di Wall Street. A Milano svetta Azimut; il gruppo del risparmio gestito, dopo un solida trimestrale, proporrà all’assemblea 2026 una politica di dividendo ordinario per l’esercizio 2025 superiore a quella dello scorso anno, che era pari a 1,75 per azione con payout ratio del 61% sull’utile netto ricorrente; previsto anche il rinnovo del buyback per mezzo miliardo. Sempre nel risparmio gestito, in luce Banca Mediolanum: il cda ha deliberato un acconto dividendi di 60 centesimi e vede per il 2025 una cedola complessivamente in crescita rispetto all’anno prima; bene la raccolta di ottobre.

Ore 13:30 – Future WS poco mossi

Future di Wall Street in leggero recupero sopra la parità. Fra i singoli titoli, in pre-market:

  • Big dell’intelligenza artificiale ancora sirvegliate speciali: Nvidia +1,6%, mentre Qualcomm perde il 2% circa dopo i risultati.
  • Snap +20%. La società ha annunciato un programma di riacquisto da 500 milioni di dollari e pubblicato solide previsioni di fatturato per il quarto trimestre. Inoltre, Snap ha annunciato che Perplexity AI pagherà al social network 400 milioni di dollari per integrare le funzionalità di ricerca della startup di intelligenza artificiale in Snapchat.
  • Stifel ha alzato il rating su Biogen (+1,7%) da hold a buy e il prezzo obiettivo da 144 a 202 dollari.
  • Hsbc ha promosso Caterpillar (+0,7% nel pre-mercato dopo il +3,9% della vigilia) da hold a buy con target price alzato da 405 a 660 dollari.
  • Deutsche Bank ha alzato il rating su GXO Logistics (+1,9%) da hold a buy e il prezzo obiettivo sul titolo da 52 a 64 dollari.
  • Goldman Sachs ha declassato Southern Co. (-0,6%) da buy a neutral con target price limato da 106 a 98 dollari.
  • Jefferies ha promosso Public Service Enterprise (+0,6%) da hold a buy con prezzo obiettivo alzato da 89 a 90 dollari.

Ore 12:00 – Bper, analisti apprezzano trimestrale

Bper avanza di mezzo punto percentuale a fine mattinata, e Popolare Sondrio di circa 1 punto percentuale, dopo la prima trimestrale di Bper con il contributo della banca valtellinese. A livello individuale, commentano gli analisti di Equita Sim, sia Bper sia Popolare Sondrio hanno riportato un trimestre migliore delle attese, mentre a livello di combined entity, i ricavi hanno superato le attese del 3%, principalmente grazie a maggiori commissioni e altri proventi di gestione. In particolare, le commissioni sono state di 646 milioni, il 5% più alte dei 614 mln stimati. La dinamica dei costi operativi è risultata migliore del previsto, con costi del 4% più bassi delle attese (+2%). Per il broker, le rettifiche su crediti sono risultate leggermente migliori del previsto, con un costo del rischio pari a 28 punti base rispetto ai 29 stimati. La qualità dell’attivo si conferma solida, con un rapporto di crediti deteriorati al 2,3%. A livello di capitale, post integrazione e pre-fusione, il Cet1 si è attestato al 15,1% (dal 16,2% di Bper standalone nel secondo trimestre), superiore rispetto alle previsioni di Equita nel range 14,5%-15%. La fusione approvata dai rispettivi cda, avverrà com un rapporto di concambio per gli azionisti di Popolare Sondrio che non avevano aderito all’offerta pari a 1,45 azioni Bper, allineato a quello di offerta.

Ore 11:00 – Bitcoin ed Ethereum in rosso, per Coinshares “il mercato si ricalibra”

Prosegue il momento di volatilità per le criptovalute: BTC/USD a metà mattina -1,16% a $102.747 dollari; ETH/USD -2,42% a 3.375 dollari. Secondo un’analisi a cura di Luke Nolan, Ethereum Research Associate di CoinShares, “i dati on-chain di questa settimana evidenziano una differenza nei comportamenti dei grandi investitori su Bitcoin ed Ethereum”. Per quanto riguarda Bitcoin, “le posizioni con oltre 10.000 BTC hanno continuato a diminuire, riflettendo una più ampia diversificazione in corso in corso da parte di alcuni dei grandi investitori. Più di 100 portafogli con 1.000 BTC hanno, inoltre, ridotto la loro esposizione alla criptovaluta da luglio, indice di prese di profitto sostenute dopo il rally di quest’anno. Ethereum, invece, mostra una situazione diversa – proegue Nolan -. Da giugno a oggi, il numero di portafogli che detengono più di 10.000 ETH è passato da circa 877 a circa 1.250, a dimostrazione del fatto che le masse investite da parte dei “mega-investitori” sulla criptovaluta si sono gradualmente rafforzate, a differenza del passo indietro che si è registrato su Bitcoin. Un atteggiamento che suggerisce un cambiamento degli orientamenti degli investitori piuttosto che un abbandono generalizzato degli asset digitali. Considerando anche le aspettative meno accomodanti sulle prossime politiche monetarie per il mese di dicembre, i mercati, ora, sembrano essere in fase di ricalibrazione piuttosto che “in ritirata”. Momenti di mercato come quello attuale, secondo l’analusi, “portano, storicamente, a una ridefinizione complessiva. Quando i trend di vendita “in blocco” rallentano e riprende la fase di investimento, infatti, si assiste anche ad una formazione di minimi più duraturi tra i principali cripto asset”.

Ore 10:15 – Diasorin zavorra il Ftse Mib

Diasorin con -16,00% a 62,38 euro pesa sul Ftse Mib (-0,35%). Già ieri il titolo era scivolato nel finale di quasi il 3% dopo risultati deludenti e il taglio della guidance. Come da noi anticipato in preapertura, Jp Morgan ha tagliato il prezzo obiettivo sul titolo da 75,40 a 68 euro, confermando la raccomandazione underweight. Il broker cita appunto i conti del terzo trimestre sotto le attese e il taglio della guidance per il gruppo della diagnostica, e riduce le stime di Eps adjusted di circa il 6% sul 2025 e 2026. Più ottimisti per quanto riguarda le valutazioni glu analisti di Stifel, che tagliano il target price da da 115 a 95 euro, confermando il proprio giudizio buy. Diasorin ha riportato nei primi 9 mesi del 2025 ricavi pari a 900 milioni, in crescita del +3% (+5% a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo del 2024. Escludendo il business Covid, la crescita a tassi di cambio costanti risulta pari al +6%. La guidance rivista prevede ricavi in crescita di circa il 5% (circa +4% considerando anche le vendite Covid pari a circa 10 milioni) dalla precedente stima di +8% con ebitda adjusted margin atteso a circa 33%, rispetto al 34% precedentemente stimato.

Ore 9:30 – Ftse Mib -0,51%; a 43.217 punti

Piazza Affari apre piatta ma poi cede terreno trascinata in particolare da Diasorin dopo i conti che hanno in gran parte deluso gli analisti (-13,5%); debole anche Buzzi a -2%, mentre scattano ricoperture su Tenaris, Stm e Stellantis in cima al listino principale con guadagni nell’ordine di mezzo punto percentuale.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, i future sul Ftse Mib scambiano poco mossi.

Fra le raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Jp Morgan hanno tagliato il target price su Diasorin dopo i conti da 75,40 a 68 euro, confermando il rating underweight.

Bernstein ha alzato il prezzo obiettivo su Leonardo da 50 a 55 euro, confermando il giudizio outperform.

Fra le numerosissime trimestrali in programma in queste ore, Bper ha chiuso i nove mesi 2025 con un utile consolidato di 1,5 miliardi, consolidando la Popolare di Sondrio “linea per linea nel conto economico del con decorrenza primo luglio 2025”. A perimetro costante l’utile di Bper è salito del 19,6% a 1,3 miliardi. I rispettivi cda intanto hanno approvato il progetto di fusione. Proseguendo l’analisi a parità di perimetro, i proventi operativi netti sono saliti del 2,1% a 4,2 miliardi, con margine di interesse a 2,4 miliardi (-3,6%) e commissioni nette a 1,6 miliardi (+6%). Gli oneri operativi sono scesi del 3,5% a un passo dai 2 miliardi, per un rapporto cost/income sceso al 46,8% (46% considerando anche Sondrio). A livello di gruppo il coefficiente Cet 1 è pari al 15,1% dopo aver generato 1,7 miliardi di capitale nei nove mesi. Il cda ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo da 200 milioni, pari a 0,1 euro per azione. La cedola sarà staccata il 24 novembre.

Mediobanca nel primo trimestre 2025/26 ha riportato un utile netto in calo -11,9% a 291 milioni, impattato dai costi legati all’operazione Mps e al tentativo di acquisizione di Banca Generali; i ricavi sono stati stabili e pari a 868 milioni.

Iveco ha chiuso il terzo trimestre, escludendo le attività Defence, con un utile netto adjusted di 40 milioni, in calo a sorpresa da 94 milioni, su ricavi consolidati per 3,115 da 3,23 miliardi contro attese per un dato in crescita a 3,35 miliardi. Limate di conseguenza le guidance. La società prosegue secondo i piani con la vendita del business Defence a Leonardo e con l’offerta pubblica di acquisto da parte di Tata Motors.

Telecom Italia (Tim) ha chiuso i nove mesi con ricavi di gruppo a 10 miliardi di euro (+2,3%) mentre l’Ebitda after lease è cresciuto del 5,3% a 2,7 miliardi. In Italia i ricavi sono saliti a 6,9 miliardi (+1,2%), in Brasile +4,7% a 3,1 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto rettificato after lease è rimasto stabile a 7,5 miliardi. Confermate le guidance.

Preapertura

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi poco mossa, all’indomani di una seduta positiva che ha visto Piazza Affari chiudere in leggero rialzo (Ftse Mib +0,41% a 43.438 punti). La Borsa italiana è stata sostenuta da acquisti su Fineco; sul fondo Nexi, Lottomatica.

Wall Street ha centrato un rimbalzo, reciperando in parte le vendite della seduta precedente, sostenuta anche da alcuni dati macro positivi, ma non abbastanza da spingere la Fed a mettere in discussione un nuovo taglio dei tassi al meeting di dicembre. Alcuni titoli industriali come Caterpillar (+4%), e nell’auto Ford (+2,5%) e General Motors (+2,8%) sono saliti in concomitanza con l’udienza della Corte Suprema che ha discusso la questione dei cosiddetti dazi reciproci dell’amministrazione Trump, mettendone in dubbio la legittimità, seppure al momento senza arrivare a una sentenza. Per quanto riguarda l’agenda macro, non sono attesi dati mentre il meeting della Bank of England oggi dovrebbe concludersi con tassi invariati al 4%.

I future Usa trattano stamattina in frazionale calo.

In Asia indici in netto recupero, da Tokyo alla Cina.

Sul forex l’euro/dollaro consolida a 1,1500; il petrolio è poco mosso con il Brent a 63 dollari e il Wti a 59 dollari al barile.

Wall Street aveva chiuso ieri sera positiva: Dow Jones +0,48% a 47.311 punti, S&P 500 +0,37% a 6.796 punti, Nasdaq +0,65% a 23.499 punti.

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