Finanzareport.it | Borsa italiana oggi: risultati Unicredit, Stellantis a caccia di fusioni - Finanza Report

Mer 21 Febbraio 2024 — 06:31

Borsa italiana oggi: risultati Unicredit, Stellantis a caccia di fusioni



Per Powell il mercato dovrebbe attendersi quest’anno tre tagli dei tassi Fed e il primo in data non precisata, ma sicuramente non a marzo

borsa italiana oggi

Borsa italiana oggi positiva grazie a un acuto di Unicredit dopo i conti in avvio di una settimana fitta di trimestrali bancarie. Intanto dal presidente della Fed Powell è arrivata una nuova frenata su possibili tagli imminenti dei tassi di interesse: il numero uno della banca centrale americana ha detto in un’intervista alla Cbs di vedere all’orizzonte tre tagli quest’anno, e il primo non a marzo.
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Ore 17:30 – Ftse Mib finale +0,77% a 30.952 punti

Piazza Affari chiude positiva in controtendenza rispetto al resto d’Europa e all’andamento di Wall Street.

Il dollaro si rafforza e l’euro arretra ulteriormente a quota 1,0730.

Sull’obbligazionario, spread poco mosso a 157 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si amplia ulteriormente a 3,88%.

Ore 15:30 – Wall Street, apre in rosso

Le parole di Powell pesano sui listini americani, che ne approfittano per tirare il fiato: i maggiori listini poco dopo l’apertura trattano in leggero calo.

Intanto a Piazza Affari le banche continuano a trainare il Ftse Mib, che guadagana un +0,76% a 30.951 punti, con Unicredit maglia rosa dopo i conti e la nuova dividend policy a +8%, seguita da Intesa Sanpaolo che svelerà domani i risultati 2023.

Sul fondo Telecom (Tim) in scia a Vodafone dopo la trimestrale deludente, per effetto soprattutto di una frenata dei ricavi in Germania; inoltre prosegue la debolezza delle vendite in Italia, dove comunque il colosso britannico conferma di essere in trattativa per un’alleanza con un soggetto che dopo la rottura con Iliad dovrebbe essere fastweb, filiale italiana del gruppo svizzero Swisscom.

Ore 13:30 – Enel top pick di Mediobanca

Enel sopra la parità a metà giornata, con il resto delle utilities in ordine sparso: il titolo del colosso elettrico è fra le top pick di Mediobanca nel settore. Gli analisti di Piazzetta Cuccia guardano con favore alle utilities e si aspettano sviluppi positivi in particolare per quelle integrate. Fra le prime scelte di Mediobanca anche Erg e Hera, che tuttavia trattano in calo di circa mezzo punto percentuale. Su tutti questi titoli il rating è outperform.

Ore 12:05 – Stellantis -0,7%, ipotesi fusione non scalda il mercato

La Borsa snobba le parole del ceo di Stellantis, Carlos Tavares, che in un’intervista a Bloomberg ha aperto a potenziali fusioni per arginare la concorrenza cinese nell’auto elettrica, mentre il tema è particolarmente caldo in Italia dove si teme per il futuro degli stabilimenti e il mantenimento dei livelli occupazionali. La stampa ha rilanciato in particolare rumors su una possibile alleanza con Renault (+1,2% a Parigi). Lo Stato francese ha il 6,1% di Stellantis e il 15% di Renault. Una smentita è arrivata dal presidente di Stellantis, John Elkann, secondo cui “non esiste alcun piano allo studio riguardante operazioni di fusione di Stellantis con altri costruttori. La società è concentrata sull’esecuzione del piano strategico Dare Forward e nella puntuale realizzazione dei progetti annunciati, per rafforzare la sua attività in ogni mercato dove è presente, inclusa l’Italia”. Elkann ha spiegato che la società “è impegnata al tavolo automotive promosso dal Mimit, che vede uniti il governo italiano con tutti gli attori della filiera nel raggiungimento di importanti obiettivi comuni per affrontare insieme le sfide della transizione energetica”.

Tassi, che cosa ha detto Powell

In un’ampia intervista con la trasmissione “60 Minutes” della Cbs, registrata dopo la riunione del Federal Open Market Committee della scorsa settimana, Powell ha espresso fiducia nell’economia, ha assicurato che non si lascerà influenzare dalle elezioni presidenziali di quest’anno e ha preso atto che gli aumenti del costo del denaro non hanno avuto l’impatto che lui stesso temeva.

“Vogliamo vedere ulteriori prove del fatto che l’inflazione si sta muovendo in modo sostenibile fino al 2%”, ha aggiunto Powell. “La nostra fiducia sta aumentando. Vogliamo solo un po’ più di fiducia prima di fare il passo molto importante di iniziare a tagliare i tassi di interesse”.

Come già affermato durante la conferenza stampa di mercoledì scorso, Powell ha avvertito che è improbabile che il Fomc faccia la prima mossa a marzo, come avevano anticipato i mercati dei future.

Il presidente della Fed ha poi ricordato le previsioni dei membri del Fomc pubblicate dicembre che indicavano tre tagli dei tassi.

“Aggiorneremo (le prospettive) alla riunione di marzo. Devo dire, però, che nel frattempo non è successo nulla che mi porti a pensare che le persone cambierebbero radicalmente le loro previsioni”, ha detto, sottolineando che “sta arrivando il momento” dei tagli, ma forse non ancora.

Powell è stato ampiamente ottimista riguardo all’economia, sottolineando che l’inflazione, pur essendo ancora al di sopra dell’obiettivo della Fed, si è attenuata mentre il mercato del lavoro è forte.

Ore 11:20 – Leonardo +1%, siglato memorandum in Arabia Saudita

Azioni Leonardo ben intonate a Piazza Affari. Il Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita (MISA), l’Autorità Generale per l’Industria militare (GAMI) e Leonardo hanno annunciato ieri la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) che ha l’obiettivo di discutere, sviluppare e valutare una serie di investimenti e opportunità di collaborazione nei settori dell’aerospazio e della difesa. L’annuncio è stato fatto in occasione del World Defence Show, in svolgimento a Riad fino all’8 febbraio,

Molteplici le potenziali aree di cooperazione al centro dell’accordo: spazio, manutenzione/riparazione/revisione per aerostrutture, localizzazione per sistemi di guerra elettronica, radar e per l’assemblaggio di elicotteri. Il MoU offre inoltre alle parti un focus su aree specifiche, sia nel settore del combattimento aereo, che in quello dell’integrazione multi-dominio, campi dove Leonardo sta sviluppando tecnologie di nuova generazione e implementando una serie di progetti dimostrativi abilitanti. Queste potrebbero includere sistemi a pilotaggio remoto, sensori integrati, tecnologie digitali, processi di industrializzazione e sviluppo del capitale umano. Le parti si impegnano altresì ad esplorare opportunità per la supply chain nazionale in Arabia Saudita e, più in generale, per il ruolo di Leonardo nella regione e nella catena del valore globale.

Ore 10:40 – Generali -0,5%, nuovi target price

Nuovi target di prezzo per il titolo delle Assicurazioni Generali dopo il recente Investor Day che ha annunciato un buyback da mezzo miliardo, senza cogliere di sorpresa gli investitori. Oggi gli analisti di Deutsche Bank hanno alzato il target price da 18,80 a 19,50 euro, confermando il rating hold; sullo stesso titolo Jp Morgan ha ritoccato il prezzo obiettivo da 23,50 a 24 euro, confermando il giudizio neutral; inoltre Jefferies ha alzato il target da 18 a 22 euro, confermando la raccomandazione hold. In questo momento Generali -0,48% a 20,51 euro.

Ore 10:00 – Ftse Mib +0,80% a 30.964 punti

Unicredit sfiora un +10% dopo risultati e nuova politica sui dividendi; ne approfitta il comparto con Intesa Sanpaolo e Bper fra le migliori a circa +2%, Mps +1%.

Sul fondo Telecom in calo di circa un punto percentuale in linea con la performance di Vodafone a Londra dopo i conti.

Stellantis frena (-0,9%) nonostante i rumors di possibili alleanze con gruppi come Renault (+2% a Parigi) e dopo il +9% della scorsa settimana.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, da seguire Unicredit dopo i risultati del 2023 con un utile netto di 9,5 miliardi, in aumento del 47,2% rispetto al 2022 e decisamente superiore ai 7,9 miliardi delle previsioni del consensus degli analisti. L’utile netto “aggiustato per gli impatti derivanti da Dta da perdite fiscali riportate a nuovo e da eventuali poste una tantum relative a elementi strategici” è cresciuto di oltre il 50% a 8,6 miliardi. Il solo quarto trimestre ha visto un netto di 2,817 miliardi su ricavi per 5,979 miliardi. I ricavi 2023 sono aumentati del 17,3% a 23,8 miliardi, con margine di interesse a 14 miliardi (+31,3%) e commissioni a 7,46 miliardi (-2,1%). I costi operativi sono scesi dello 0,8% a 9,47 miliardi per un rapporto cost/income sceso al 39,7%. Il Cet 1 è al 15,89%. La banca ha deciso l’introduzione di un acconto sul dividendo pari a circa 3 miliardi, che porterà la distribuzione ai soci nell’anno solare 2024 a circa 10 miliardi, con un payout del 100% dell’utile netto 2023, che sarà del 90% a partire dal 2024. Unicredit prevede di raggiungere nel 2024 un utile netto “sostanzialmente in linea” con il 2023.

Stellantis sotto i riflettori dopo i rumors rilanciati dalla stampa secondo cui sembra profilarsi un’alleanza con Renault, se non addirittura un fusione tra i due colossi automobilistici, che avrebbe come principale obiettivo di arginare la concorrenza cinese sui costi delle auto elettriche. In un’intervista a Bloomberg poi lo stesso ceo Carlos Tavares ha detto che Stellantis vuole “essere parte del consolidamento”. E a proposito di Renault, “sto guardando quello che stanno facendo”. Le voci arrivano inoltre mentre si ipotizza un investimento dello Stato italiano in Stellantis, mentre il governo francese ha il 6,1% e in Renault una quota del 15%.

Fra le raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Deutsche Bank hanno alzato il target price su Generali da 18,80 a 19,50 euro, confermando il rating hold; sullo stesso titolo Jp Morgan ha ritoccato il prezzo obiettivo da 23,50 a 24 euro, confermando il giudizio neutral; inoltre Jefferies ha alzato il target da 18 a 22 euro, confermando la raccomandazione hold.

Preapertura

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi poco mossa, alla ripartenza dopo una seduta positiva venerdì scorso che ha visto Piazza Affari chiudere in frazionale rialzo (Ftse Mib +0,09% a 30.717 punti). La Borsa italiana ha archiviato la settimana con un bilancio di +1,1%, grazie ad acquisti che hanno preso di mira nell’ottava soprattutto Ferrari (+11%) e Stellantis (+9%), la stessa Iveco (+5%); mentre i realizzi hanno colpito soprattutto Saipem (-12,8%) e Fineco (-7%).

Sul fronte macro, dopo la cautela della Fed e il balzo dei numeri sul lavoro americano di novembre, le aspettative di tagli a breve dei tassi d’interesse si sono ridimensionate, ma ciò non ha impedito a Wall Street di registrare un nuovo record sull’S&P500.

Domenica sera il presidente della Fed Powell in un’intervista alla Cbs ha segnalato che il mercato dovrebbe attendersi quest’anno tre tagli dei tassi e il primo in data non precisata, ma sicuramente non a marzo.

Peraltro l’agenda riserva questa settimana pochi dati rilevanti, anche se oggi spicca l’Ism non manifatturiero di gennaio. In Europa, come negli Stati Uniti, prosegue inoltre la carrellata di trimestrali, fra cui le banche a Piazza Affari.

I future Usa trattano stamattina sotto la parità.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso con un +0,54% a 36.354 punti.

Sul forex, l’euro/dollaro frena ulteriormente a 1,0770; il petrolio è poco mosso con il Brent a 77 dollari e il Wti a 72 dollari al barile.

Wall Street aveva chiuso venerdì sera nuovamente in rialzo: Dow Jones +0,35% a 38.654 punti, S&P 500 +1,07% a 4.958 punti, Nasdaq +1,74% a 15.628 punti.

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