Mar 07 Febbraio 2023 — 02:49

Borsa italiana oggi: Unicredit, Mps, Generali, Exor



L’apertura delle Borse europee è attesa oggi poco mossa

Borsa italiana oggi

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi poco mossa, alla ripartenza dopo una seduta positiva venerdì scorso che ha visto Piazza Affari chiudere in cauto rialzo (Ftse Mib +0,18% a 26.571 punti). La Borsa italiana ha archiviato la settimana con un bilancio positivo (+0,31%) mentre il consuntivo da inizio anno è un +19,52%.

Da segnalare che S&P ha confermato venerdì sera il rating dell’Italia a BBB, alzando l’outlook a positivo da stabile.

Sul fronte macro, si guarda ancora al possibile impatto dell’inflazione sulla ripresa economica; fra i dati, oggi in calendario l’Ifo tedesco; giovedì si riunisce la Bce.

I future Usa trattano questa mattina poco mossi.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso con un -0,71% a 28.600 punti.

Sul forex, l’euro/dollaro avanza poco sopra 1,1650; il petrolio si rafforza ulteriormente con il Brent a 86 dollari e il Wti a 84 dollari al barile.

Wall Street ha chiuso venerdì sera contrastata: Dow Jones +0,21% a 35.677 punti, S&P 500 -0,11% a 4.544 punti, Nasdaq -0,82% a 15.090 punti.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, da seguire le banche dopo che l’operazione Unicredit-Mps è saltata ufficialmente in seguito al mancato accordo con il Tesoro. La notizia è stata comunicata nella giornata di domenica, mentre il cda di Unicredit si riunirà il prossimo 27 ottobre per approvare i conti ed entro novembre dovrebbe licenziare il nuovo piano industriale. Da vedere quali saranno le prossime mosse del ceo Andrea Orcel in tema di M&A, mentre per Siena il Mef dovrà negoziare con l’Europa un rinvio della privatizzazione.

Restando tra i finanziari, l’opa di Generali su Cattolica ha ricevuto un’accelerazione dopo che Warren Buffet ha aderito all’offerta con la quota del 6,9% nella compagnia veronese. Le azioni apportate portano la quota di Generali al 42,58%, avvicinandosi alla soglia del 50% più un’azione, livello ritenuto sufficiente per mandare in porto una fusione.

Possibili spunti su Exor, che secondo indiscrezioni di stampa avrebbe riaperto le trattative per la cessione di Partner Re a Covea, operazione da 9 miliardi di dollari sfumata a maggio 2020 e la cui valutazione sarebbe ancora vicina a quella rifiutata dai francesi.

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