Finanzareport.it | Borsa italiana oggi: 23 marzo 2026 - Finanza Report

Mar 12 Maggio 2026 — 15:11

Borsa italiana oggi: 23 marzo 2026



DIRETTA NEWS / Trump stoppa un ultimatum ed evoca negoziati con l’Iran

borsa italiana oggi

Borse oggi sulle montagne russe, ma in netto recupero, dopo che il presidente americano Donald Trump ha affermato che Stati Uniti e Iran hanno tenuto colloqui “produttivi” e ha fermato un ultimatum di 48 ore in cui minacciava di attaccare le centrali elettriche iraniane se il Paese non avesse riaperto completamente lo Stretto di Hormuz. Il Brent tratta in calo a 103 dollari al barile; il Wti scende intorno a 90 dollari al barile dopo aver raggiunto nuovamente 100 dollari. L’Iran in risposta all’ultimatum Usa, che sarebbe scaduto questa notte, si era riservato di attaccare gli impianti energetici e di desalinizzazione degli Stati del Golfo che stanno offrendo supporto agli Usa. Inoltre il presidente del parlamento iraniano ha ipotizzato ritorsioni per gli istituti finanziari legati agli Stati Uniti che detengono titoli di stato americani. Trump ha incaricato questa mattina il Dipartimento della Difesa di rinviare per cinque giorni tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane. “Sono lieto di comunicare – ha scritto il presidente Usa su Truth Social – che gli Stati Uniti d’America e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, conversazioni molto positive e produttive riguardanti una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente. Sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che continueranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, a condizione che gli incontri e le discussioni in corso abbiano esito positivo”. Da parte sua l’agenzia di stampa iraniana Fars ha smentito che ci siano stati colloqui diretti o tramite intermediari. Il ministero degli Esteri di Teheran ha smentito contatti. Trump invece ha riferito in alcune interviste di aver parlato con alcuni leader iraniani e che i negoziati avrebbero portato a un cambio di regime e al controllo congiunto dello Stretto di Hormuz, mentre l’Iran avrebbe accettato di rinunciare al programma nucleare. Tutte queste affermazioni, come detto, sono state finora seccamente smentite da Teheran. Per i colloqui ci sarebbero ancora 5 giorni. I mercati peraltro fanno anche i conti con la potenziale reazione delle banche centrali al previsto aumento dell’inflazione. Gli operatori scontano fino a 2 rialzi dei tassi Bce quest’anno; anche la Banca d’Inghilterra ha sfoggiato una postura aggressiva la scorsa settimana, mentre la Fed ha invece confermato la previsione di un taglio del costo del denaro entro il 2026.

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Ore 17:30 – Ftse Mib finale +0,81% a 43.189 punti

Piazza Affari oggi chiude in rimonta, assieme al resto d’Europa e in linea con l’andamento positivo di Wall Street. A tenere banco sono le affermazioni del presidente Usa Donald Trump su possibili negoziati con l’Iran per mettere fine alla guerra, anche se le notizie a riguardo sono per il momento contrastanti e si attendono conferme. Teheran Infatti smentisce, mentre il capo della Casa Bianca sostanzialmente canta vittoria. Per questo, dopo la mattinata di vendite e un forte rimbalzo, l’azionario europeo chiude sotto i massimi di giornata, ma con un tono costruttivo. Il petrolio ritraccia, con il Brent a 103,7 dollari al barile e il Wti a 91,4 dollari. A Milano gli acquisti premiano Telecom (+4,7%) dopo l’opas di Poste (-6,85%), mentre le banche rimbalzano guidate da Bpm (+3,7%) e Bper (+3,5%), bene anche Unicredit (+3,3%). In fondo al listino Diasorin (-12,8%) dopo i conti deludenti e i downgrade degli analisti, mentre Eni (-3,6%) paga la ritirata del greggio.

Ore 16:00 – Borsa Milano in netto rialzo

Ftse Mib +2,34% a 43.842 punti, in linea con lo Stoxx europeo, mentre Wall Street rimbalza a sua volta dopo le affermazioni di Trump su una possibile dei-escalation in Medio Oriente; il petrolio scivola con il Brent a 101 dollari (-10%) e il Wti sotto 90 dollari al barile. A Milano acquisti su Telecom (+6,2%) dopo l’opas di Poste (-5,3%), mentre Unicredit (+5,5%) guida la riscossa delle banche. Proseguono le vendite su Diasorin (-12%) dopo i downgrade degli analisti. Sul forex, il dollaro perde terreno con l’euro in recupero a 1,1630 (+0,5%). In calo i rendimenti obbligazionari. Fra le criptovalute, il Bitcoin si riporta sopra quota 70.000 dollari, ben intonato anche Ethereum a 1.182 dollari. Oro poco mosso a 4.480 dollari l’oncia, ma in recupero dopo le turbolenze della mattinata.

Ore 13:30 – Future WS positivi

Future di Wall Street in netto recupero dopo le affermazioni di Trump, con i principali indici in rialzo di oltre 1 punto percentuale. Fra i singoli titoli, in pre-market:

  • Le news su una possibile distensione con l’Iran premiano in particolare il settore delle compagnie aeree con Delta Air Lines +4,3%, United Airlines +4,3%, Carnival +5%.
  • In rosso i petroliferi come Chevron -1%, Occidental Petroleum -3,6%.
  • Stifel ha alzato il rating su Valvoline (+0,9%) da hold a buy e il prezzo obiettivo da 40 a 42 dollari: il broker vede un punto di ingresso interessante dopo il recente calo dei prezzi, poiché le preoccupazioni del mercato relative all’impatto inflazione sembrano essere già scontate nei prezzi.
  • Mizuho ha alzato la raccomandazione su MongoDB Inc (+3%) da neutral a outperform con target price alzato da 290 a 325 dollari.

Ore 12:30 – Piazza Affari inverte la rotta

L’azionario europeo cambia bruscamente direzione, assieme ai future di Wall Street, dopo il “dietrofront” del presidente Usa Donald Trump, che ha incaricato questa mattina il Dipartimento della Difesa di rinviare per cinque giorni tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane. A Milano il Ftse Mib segna +1,55% a 43.505 punti.

Ore 11:40 – Diasorin paga duplice downgrade

Diasorin -13,68% 55,04 euro dopo i risultati 2025 e la guidance 2026 inferiori alle stime di consenso. Gli analisti di Equita Sim, che citano anche le indicazioni emerse in conference su un avvio d’anno debole, tagliano il giudizio da buy a hold e il target price da 93 a 70 euro; a sua volta Mediobanca taglia il rating da outperform a neutral, e il prezzo obiettivo sul titolo da 92 a 78 euro; Morgan Stanley riduce il target da 65 a 60 euro, confermando equal-weight.

Ore 11:15 – Anche il prezzo del gas corre

Il gas naturale TTF aumenta di oltre il 5,4% ad Amsterdam a quota 62,480 euro per MWh, in seguito alle rinnovate minacce reciproche tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Inoltre in Qatar il più grande impianto di GNL al mondo è chiuso poiché parzialmente danneggiato.

Ore 11:00 – Tim in controtendenza dopo opas Poste

In una giornata di forti vendite (Ftse Mib +2,53%) Telecom (Tim) avanza con +2,43% a 0,5902 euro dopo l’opas di Poste Italiane (-9,16% a 19,485 euro) che incorpora un premio del 9%. In particolare, Poste ha messo sul piatto 0,167 euro e 0,0218 azioni Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione Telecom portata in adesione all’offerta. Il corrispettivo complessivo dell’offerta, tra cash e azioni, “esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione Telecom Italia. Attualmente il gruppo dei recapiti detiene una quota del 27,3% dell’ex monopolista tlc. Secondo Equita Sim “dal punto di vista finanziario, sulla base delle nostre stime preliminari l’operazione si presenta leggermente dilutiva nel 2027 e stimiamo sia accretive di circa il 10% a pieno regime, rispetto alle nostre stime pre-sinergie” della combined entity. Da verificare, commenta il broker, “l’opportunità di accelerare il recupero delle Dta di Tim, molto significativo (indicate da Poste in 982 milioni a fronte di perdite pregresse complessive di Tim di circa 5 miliardi). Poste ha inoltre indicato che l’operazione sarà neutra sul dividendo a valere sull’utile 2026″. Inoltre, prosegue l’analisi, i multipli pagati per Tim sono pari a 5,9 volte e 5,4 volte il rapporto EV/Ebitda al 2026-27, non particolarmente generosi anche se l’ingresso in Poste a nostro avviso offre maggiore visibilità sulle prospettive di redditività e remunerazione” degli azionisti Tim e i benefici delle sinergie sono “in parte acquisiti grazie alla componente carta”.

Ore 10:15 – Generali e Unipol, nuovi target price da Barclays

Generali -2,16% a 32,63 euro, Unipol -2,71% a 18,52 euro, in linea con la nuova giornata di vendite a Piazza Affari (Ftse Mib +2,2%). Gli analisti di Barclays, in un report intitolato “Lo spettro della stagflazione” hanno intanto rivisto le proprie valutazioni nell’ampio universo di copertura sui titoli assicurativi europei. “La solvibilità dovrebbe rimanere solida anche in un contesto stagflazionistico, ma gli utili non ne sarebbero immuni. Vita rimane il sottosettore preferito”, segnala fra l’altro Barclays. Il broker ha alzato il prezzo obiettivo su Generali da 28 a 28,50 euro, confermando la raccomandazione underweight; e su Unipol da 21 a 22 euro, confermando il giudizio overweight.

Ore 9:30 – Ftse Mib -1,79% a 32.074 punti

Piazza Affari paga l’escalation in Medio Oriente con nuove vendite, in linea peraltro con il resto d’Europa, mentre le Borse asiatiche hanno chiuso in forte calo e i future di Wall Street trattano negativi. A Milano fa eccezione Telecom (+5,2%) dopo l’opas di Poste (-5,3%) a premio del 9%. Sul fondo Diasorin (-15%) dopo risultati e outlook sotto attese: frable raccomandazioni dei broker, Equita e Mediobanca tagliano i rispettivi rating sul titolo a hold e neutral. Fuori dal Ftse Mib, Technogym cede circa il 5%: come da noi anticipato in preapertura, glu analisti di Ubs hanno tagliato il rating da buy a hold con un target price di 18 euro, che è comunque superiore agli attuali corsi azionari.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, i future sul Ftse Mib scambiano in deciso calo.

Fra le raccomandazioni di Borsa, Ubs ha tagliato il rating su Technogym da buy a hold con un target price di 18 euro.

Hsbc ha alzato il target price su Snam da 5,30 a 6,40 euro, confermando hold.

Barclays ha alzato il prezzo obiettivo su Generali da 28 a 28,50 euro, confermando il giudizio underweight.

Rbc ha limato il prezzo obiettivo su Moncler da 60 a 59 euro, confermando la raccomandazione market perform.

Fra le news, occhi puntati su Telecom Italia (Tim) dopo l’opas di Poste Italiane che mette sul piatto un premio del 9% rispetto alla chiusura di venerdì.

Stmicroelectronics (Stm) ha annunciato in una nota l’inizio delle consegne di microcontrollori general-purpose STM32, prodotti in Cina, a clienti cinesi.

Preapertura

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi negativa, alla ripartenza dopo una seduta volatile venerdì scorso che ha visto Piazza Affari chiudere in netto calo (Ftse Mib -1,97% a 42.840 punti). La Borsa italiana ha archiviato la settimana con un bilancio negativo (-3,3%) mentre il consuntivo da inizio anno è un -4,7%; nell’ottava le vendite hanno penalizzato in particolare Amplifon e Inwit a circa -20%, bene invece Tenaris (+6,3%), Eni (+5,7%), ma anche Brunello Cucinelli (+2,8%).

L’attenzione del mercato resta concentrata sulla guerra in Medio Oriente e sulle quotazioni del petrolio, in ulteriore rialzo questa mattina sui nuovi rischi di escalation fra la coalizione Israele-Usa e l’Iran. Il Brent tratta sopra 113 dollari al barile; il Wti ha raggiunto nuovamente 100 dollari. L’oro crolla di oltre l’8% a 4.100 dollari, confermando di aver ripudiato il suo ruolo di bene rifugio.

Il presidente americano Donald Trump sabato sera ha lanciato un ultimatum di 48 ore a Teheran, minacciando di attaccare le centrali elettriche iraniane se il Paese non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz. L’Iran in risposta si è riservato di attaccare gli impianti energetici e di desalinizzazione degli Stati del Golfo che stanno offrendo supporto agli Usa. Inoltre il presidente del parlamento iraniano ha ipotizzato ritorsioni per gli istituti finanziari legati agli Stati Uniti che detengono titoli di stato americani.

I mercati peraltro sono turbati dalla potenziale reazione delle banche centrali al previsto aumento dell’inflazione. Gli operatori scontano fino a 2 rialzi dei tassi Bce quest’anno; anche la Banca d’Inghilterra ha sfoggiato una postura aggressiva la scorsa settimana, mentre la Fed ha invece confermato la previsione di un taglio del costo del denaro entro il 2026, anche se gli analisti sono scettici.

I future Usa trattano stamattina negativi.

In Asia listini pesanti questa mattina, con ribassi nell’ordine del 3-4% per Tokyo, Hong Kong, Shanghai.

Sul forex l’euro/dollaro cede terreno a 1,1530; il petrolio avanza con il Brent a 113 dollari e il Wti a 100 dollari al barile.

Wall Street aveva chiuso venerdì sera nuovamente in calo: Dow Jones -0,96% a 45.577 punti, S&P 500 -1,51% a 6.506 punti, Nasdaq -2,01% a 21 647 punti.

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