Finanzareport.it | Borsa italiana oggi: 21 aprile 2026 - Finanza Report

Thu 15 October 2026 — 13:36

Borsa italiana oggi: 21 aprile 2026



DIRETTA NEWS / Occhi puntati su Medio Oriente e testimonianza del candidato presidente della Fed, Kevin Warsh

borsa italiana oggi

Borse oggi volatili e in frenata dai massimi di seduta, mentre cresce l’attesa per la scadenza domani del cessate il fuoco in Medio Oriente. Attualmente la coalizione Israele-Usa e l’Iran sembrano fermi sulle rispettive posizioni, con un braccio di ferro che non depone a favore di un accordo di pace, anche se non viene esclusa una proroga della tregua. La delegazione americana e quella iraniana sono ancora a tempo oggi per incontrarsi a Islamabad, la capitale pachistana, per un nuovo round di colloqui. Il petrolio intanto torna a salire con il Brent a circa 98 dollari e il Wti a 93 dollari al barile. Sul fronte macro, la testimonianza al Senato Usa del candidato presidente della Fed, Kevin Warsh, non ha offerto spunti importanti ai mercati. Warsh ha detto di non vedere minacce all’indipendenza della Fed, negando pressioni dal presidente Donald Trump su futuri tagli dei tassi. Peraltro Warsh ha invocato un nuovo framework per la gestione dell’inflazione, puntando il dito contro “l’errore fatale” di lasciar correre i prezzi nel 2021-2022 di cui “stiamo ancora subendo le conseguenze”, poiché “quando si lascia salire l’inflazione, è più difficile abbassarla”. Fra i dati, la fiducia Zew tedesca di aprile è calata oltre le attese; le vendite al dettaglio di marzo negli Stati Uniti hanno fatto registrare un +1,7% su mese da +0,7%, contro attese per +1,4%.

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Ore 17:30 – Ftse Mib finale -0,63% a 47.903 punti

Piazza Affari cambia direzione e chiude negativa, in linea con il resto d’Europa e l’andamento di Wall Street, dopo un improvviso recupero delle quotazioni del petrolio, volatile in vista della scadenza domani del cessate il fuoco in Medio Oriente. Il Brent arriva a sfiorare i 98 dollari al barile, mentre il Wti avanza a 93 dollari. A Milano ne approfitta Tenaris, che chiude in testa al Ftse Mib con +1,9%; bene nel comparto anche Eni (+0,45%), ma non Saipem (-1,9%) che sconta prese di profitto. Fanalino di coda Leonardo (-4,9%), dopo il taglio del rating a hold da parte degli analisti di Jefferies e in una giornata di realizzi per la difesa europea. Nuova giornata di vendite per Lottomatica -3,5% in un settore dei giochi volatile dopo l’annuncio arrivato ieri di una trattativa per l’acquisizione di Evoke (+1,4% a Londra) da parte di Bally’s Intralot; il potenziale deal complicherebbe un’eventuale operazione di Lottomatica sugli asset italiani di Evoke, che controlla marchi come 888 e William Hill; intanto il gruppo ha collocato oggi un bond senior secured per un ammontare di 765 milioni di euro, con cedola al 4,625% e scadenza nel 2032. Giù inoltre le banche, in linea peraltro con il settore europeo: Unicredit segna -1,4% dopo il -3% della vigilia; contiene i danni Mps (-0,3%) dopo che Goldman Sachs ha alzato il prezzo obiettivo da 10,10 a 11,60 euro, confermando la raccomandazione buy.

Ore 16:00 – Piazza Affari frena

Ftse Mib +0,02% in frenata dai massimi della mattinata e dopo una breve escursione in territorio negativo; nel resto d’Europa indici in ordine sparso, mentre Wall Street regge sopra la parità. A Milano svetta Stm (+2,6%), sul fondo Leonardo (-4,1%), su cui pesa anche il downgrade di Jefferies a hold, mentre il broker ha confermato la raccomandazione d’acquisto su Avio (+2,5%) con target price alzato da 41,50 a 43,50 euro. Fra i petroliferi, Eni poco mossa, mentre il Brent arretra leggermente a 94 dollari al barile. Fuori dal listino principale, in evidenza B.F. con +12% a 4,93 euro dopo l’opa dei soci Arum e Dompé Holdings al prezzo di 5 euro per azione, offerta peraltro non finalizzata al delisting. Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza leggermente con l’euro a 1,1768 (-0,16%) contro il biglietto verde. In moderato rialzo i rendimenti obbligazionari. Fra le criptovalute, il Bitcoin consolida poco sotto quota 76.000 dollari.

Ore 13:00 – Stm, per Jp Morgan vale 38 euro

Stm +2,13% a 38,085 euro, con il Ftse Mib. Gli analisti di Jp Morgan, come da noi anticipato in preapertura hanno alzato il target price sul titolo dei semiconduttori da 24 a 38 euro, confermando la raccomandazione neutral. Il titolo, in vista dei risultati del primo trimestre che saranno diffusi giovedì mattina, si allinea alle valutazioni del broker, prudente in quanto dopo il recente rally del titolo, che a inizio anno trattava intorno a 23 euro, servirebbe un superamento delle stime in termini di ricavi e margine lordo.

Ore 12:30 – Future WS positivi

Future di Wall Street in moderato rialzo con guadagni fino a circa mezzo punto percentuale sui principali indici. Fra i singoli titoli, in pre-market:

Apple -0,3% dopo l’annuncio che dal prossimo 1° settembre il ceo Tim Cook lascerà l’incarico dopo 15 anni per assumere il ruolo di presidente esecutivo del colosso di Cupertino; il nuovo ceo sarà John Ternus, attuale vicepresidente senior dell’ingegneria hardware del gruppo. La successione tuttavia era attesa da tempo. Evercore ISI ha ribadito il suo rating outperform con un prezzo obiettivo di 330 dollari e non prevede cambiamenti significativi nella strategia dell’azienda.

UnitedHealth +5,3% dopo una trimestrale migliore delle attese che ha spinto il gruppo assicurativo ad alzare la guidance sugli utili.

Bnp Paribas Exane ha promosso Intel (+0,7%) da underperform a neutral con un prezzo obiettivo di 60 dollari.

Wolfe Research ha declassato ExxonMobil (-0,3%) da outperform a peerperform; secondo il broker la solida performance del prezzo delle azioni riflette già pienamente l’andamento atteso del free cash flow e le attuali ipotesi sul prezzo del petrolio.

Ore 11:30 – Leonardo -3% paga il downgrade di Jefferies

Leonardo -2,82% a 56,46 euro paga sia l’odierna intonazione negativa della difesa (con lo Stoxx di settore a -1,9%) sia il downgrade di Jefferies: la banca d’affari, come da noi segnalato in preapertura, ha tagliato il rating su Leonardo da buy a hold e il target price sul titolo da 68 a 62 euro. Il broker cita il “contesto più difficile” dopo il rally supportato dalle tensioni geopolitiche e dai programmi di riarmo europei, nonché le incognite legate all’esecuzione di un piano industriale apprezzato dal mercato alla luce del ricambio al vertice annunciato dal Mef.

Ore 10:45 – Unicredit consolida, anche Rbc promuove Commerzbank

Unicredit +0,35% in linea con il Ftse Mib, seppure un po’ più indietro rispetto al Ftse Italia banche che avanza di mezzo punto percentuale in una giornata di recupero per il comparto. Il titolo ieri aveva ceduto il 3%, complice lo stacco della cedola, e nonostante una presentazione del ceo Andrea Orcel che ha rilanciato le ambizioni dell’istituto sulla partecipata tedesca Commerzbank (poco mossa all’indomani di un +1,2%). Peraltro quest’ultima continua a essere difesa a spada tratta dalla politica tedesca. Inoltre lo stesso istituto di Francoforte ha bollato le critiche di Orcel, secondo cui Commerzbank non appare sufficientemente preparata alle sfide imminenti del settore, come “tattiche persistentemente ostili e le rappresentazioni fuorvianti”, preannunciando nuovi target al 2030 il prossimo 8 maggio. Intanto, dopo Barclays, anche Rbc ha alzato il rating sulla banca tedesca da sector perform a outperform, e il target price da 37 a 43 euro. Secondo il broker l’istituto tedesco si appresta ad aumentare i target sul Rote a lungo termine: se Commerzbank non raggiungerà i risultati attesi organicamente, sarà Unicredit a cogliere l’opportunità di acquisire Commerzbank, supportando così il titolo.

Ore 9:30 – Ftse Mib +0,36% a 48.382 punti

Piazza Affari in cauto rialzo assieme al resto d’Europa e ai future di Wall Street, in attesa di sviluppi dal Medio Oriente, dove la delegazione Usa e quella iraniana potrebbero incontrarsi oggi per un round di colloqui in extremis alla vigilia della scadenza del cessate il fuoco. Petrolio stabile con il Brent a 95 dollari al barile. A Milano occhi puntati sul settore della Difesa, più che altro per un report di Jefferies che ha rivisto le proprie valutazioni sul comparto europeo. In particolare, Avio (+3,9%) svetta dopo che Jefferies, come da noi anticipato in preapertura, ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 41,50 a 43,50 euro, confermando il rating buy, mentre Leonardo (-1,3%) scivola in fondo al listino dopo il downgrade a hold. Da segnalare anche uno scatto di Stm (+1,9%): come da noi anticipato, Jp Morgan ha migliorato il target da 24 a 38 euro, livello a cui si adegua oggi il titolo, pur confermando il giudizio neutral.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, i future sul Ftse Mib scambiano in rialzo.

Fra le raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Jefferies hanno tagliato il rating su Leonardo da buy a hold e il target price sul titolo da 68 a 62 euro.

Jefferies ha alzato il tp su Avio da 41,50 a 43,50 euro, confermando il buy.

Jp Morgan ha alzato il prezzo obiettivo su Stmicroelectronics (Stm) da 24 a 38 euro, confermando il giudizio neutral.

Morgan Stanley ha migliorato il target price su Poste Italiane da 21,50 a 23 euro, confermando la raccomandazione equal-weight.

Fra le news, in evidenza B.F.: i soci Arum e Dompé Holdings hanno lanciato un’Opa volontaria totalitaria sul 50,878% del capitale che ancora non possiedono al prezzo di 5 euro per azione. L’offerta non è finalizzata al delisting.

Unicredit eserciterà l’opzione di rimborso anticipato integrale per i titoli subordinati “deeply subordinated” da 1 miliardo di euro il 3 giugno 2026.

Preapertura

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi sopra la parità, all’indomani di una seduta negativa che ha visto Piazza Affari chiudere a sua volta in rosso (Ftse Mib -1,36% a 48.207 punti). La Borsa italiana è stata in parte zavorrata dallo stacco delle cedole da parte di diverse blue chip; bene comunque i petroliferi, al traino del greggio; sul fondo Lottomatica, deboli le banche.

Wall Street ha chiuso solo in lieve calo, al termine di una seduta di consolidamento dopo la carrellata di record della scorsa settimana.

A mercato chiuso, da segnalare l’annuncio di Apple: dal prossimo 1° settembre il ceo Tim Cook lascerà l’incarico dopo 15 anni per assumere il ruolo di presidente esecutivo del colosso di Cupertino; il nuovo ceo sarà John Ternus, attuale vicepresidente senior dell’ingegneria hardware del gruppo. La successione tuttavia era attesa da tempo, e il titolo si è limitato a cedere mezzo punto percentuale nelle contrattazioni after hours.

Rimpasto anche nell’amministrazione Trump: la Casa Bianca ha annunciato le dimissioni del Segretario del Lavoro Lori Chavez-DeRemer; sarà sostituita dal vicesegretario al Lavoro Keith Sonderling.

A tenere banco però è l’attesa per la scadenza domani del cessate il fuoco in Medio Oriente. Attualmente la coalizione Israele-Usa e l’Iran sembrano fermi sulle rispettive posizioni, con un braccio di ferro che non depone a favore di un accordo di pace, anche se non viene esclusa una proroga della tregua. La delegazione americana è quella iraniana hanno ancora tempo oggi per incontrarsi a Islamabad, la capitale pachistana, per un nuovo round di colloqui.

Il petrolio rallenta con il Brent a 94 dollari e il Wti a circa 88 dollari al barile.

Sul fronte macro, si guarda oggi alla testimonianza al Senato Usa del candidato presidente della Fed, Kevin Warsh.

I future Usa trattano stamattina in lieve rialzo.

In Asia listini in ordine sparso: a Tokyo il Nikkei guadagna circa un punto percentuale, il Kospi di Seul aggiorna i massimi storici; Cina poco mossa.

Sul forex l’euro/dollaro consolida a 1,1780; il petrolio arretra leggermente con il Brent a 94 dollari e il Wti a 88 dollari al barile.

Wall Street aveva chiuso ieri sera debole: Dow Jones -0,01% a 49.442 punti, S&P 500 -0,24% a 7.109 punti, Nasdaq -0,26% a 24.404 punti.

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