Borsa italiana oggi: 2 marzo 2026
Ste. Ne.
02-03-2026 — 08:38
DIRETTA NEWS / Guerra in Iran, petrolio e oro prendono il volo

Piazza Affari oggi nel mirino delle vendite, assieme all’azionario internazionale, sull’escalation di guerra in Medio Oriente. I realizzi colpiscono soprattutto l’Europa, mentre Wall Street limita i danni, con il Nasdaq che recupera poco sopra la parità. Si guarda in particolare alla reazione delle varie asset class dopo l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti all’Iran, scattato sabato 28 febbraio (Operazione “Epic Fury”), e la reazione di Teheran che ha bombardato Israele e numerose basi Usa nei Paesi del Golfo. Il petrolio oggi è schizzato fino a un massimo sopra 82 dollari sul Brent, mentre il gas ad Amsterdam è arrivato a segnare +50%. Corre anche l’oro che si porta in area 5.400 dollari contro il record di 5.595 dollari segnato a inizio anno, per poi frenare in parte a 5.300 dollari. Il petrolio e il gas vengono sostenuti dalle notizie incerte su un blocco di fatto dello Stretto di Hormuz, dove transita un quinto dei consumi globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Inoltre si teme che gli importanti impianti della regione diventino un bersaglio conclamato degli attacchi. A metà giornata Qatar Energy ha annunciato lo atop alla produzione di LNG dopo attacchi agli impianti nelle aree industriali di Ras Laffan e Mesaieed. Questa mattina la raffineria di Aramco a Ras Tanura in Arabia Saudita era stata colpita da un drone iraniano. Fra i dati macro, l’Ism manifatturiero di febbraio negli Stati Uniti è uscito a 52,4 punti, meglio dei 51,7 attesi da 52,6: mentre il clou è atteso venerdì con i non farm payrolls americani di febbraio. Fra le trimestrali, in evidenza questa settimana i risultati di Broadcom (mercoledì 4 marzo).
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Ore 17:30 – Ftse Mib finale -1,97% a 46.280 punti
La Borsa italiana oggi chiude in netto calo assieme al resto d’Europa, sui timori innescati dalla guerra in Medio Oriente, mentre Wall Street inscena un recupero con il Nasdaq che arriva ad affacciarsi sopra la parità. Il Vecchio Continente paga soprattutto le preoccupazioni per i costi dell’energia, con il gas naturale in rally (+35%) a 43 euro al Megawattora, dopo che Qatar Energy ha fermato la produzione in seguito a bombardamenti su alcuni impianti di LNG. A Milano pesano realizzi su finanziari, banche, auto con Stellantis fanalino di coda a -7,2%; giù inoltre il lusso con Cucinelli a -4,5% finale. In controtendenza Eni (+3,6%) trascinata dal rally del greggio. Da segnalare anche Italgas a +1,55%. Bene la difesa con Leonardo a +2,5%.
Ore 16:00 – Borse tutte in rosso
Ftse Mib -2,35% a 46.102 punti, in linea con l’Euro stoxx di area euro (-2,4%) mentre il più ampio indice Stoxx 600 europeo cede oltre -1,6%; da parte sua Wall Street contiene i danni con ribassi fino a -0,6% sui principali listini. A Milano in vetta Eni (+3,2%) trascinata dal rally del greggio, mentre nello stesso comparto Saipem (-4,2%) paga l’elevata esposizione alla regione mediorientale. Bene la difesa con Leonardo a circa +3%: il gruppo beneficia anche di un contratto da 1 miliardo di sterline per la fornitura di 23 elicotteri alle forze armate britanniche, che secondo Equita vale il 5% circa dei nuovi ordini stimati nel 2026. Sul fondo Stellantis con -6,8%. Il gas naturale segna +35% a 43,100 euro/MWH su piattaforma TTF ad Amsterdam, in scia alle notizie sulle tensioni nello Stretto di Hormuz dove rimane bloccata la circolazione alle navi che trasportano greggio e LNG. I benchmark petroliferi viaggiano in rialzo del 6-7% con il brent sopra 78 dollari al barile e il Wti a 71 dollari. Sul forex, euro/dollaro in calo a 1,1710. Volatili le criptovalute, ma il Bitcoin riconquista quota 68.000 dollari.
Ore 13:45 – Gas vola, per Goldman Sachs potrebbe raddoppiare
Il prezzo del Gas Naturale TTF accelera ulteriormente ad Amsterdam con il future di aprile a 47,635 euro/MWH. Per Goldman Sachs uno stop di alcune settimane allo Stretto di Hormuz potrebbe più che raddoppiare i prezzi del gas in Europa. La regione, afferma la banca d’affari, fa molto affidamento sulle importazioni di LNG per rifornire la capacità di stoccaggio durante l’estate, e qualunque ritardo intensifica la concorrenza con i consumatori asiatici, che tradizionalmente si riforniscono in gran parte dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti. Secondo fonti di mercato citta dalla Reuters, la maggior parte dei proprietari di tanker, major petrolifere e società di trading ha sospeso le spedizioni di greggio, carburante e gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo che Teheran ha intimato alle navi di non transitare attraverso il passaggio strategico.
Ore 12:15 – Future WS in rosso
Future di Wall Street in deciso calo sull’escalation militare in Medio Oriente, con ribassi di circa 1 punto percentuale sui principali listini e più marcati sul settore tecnologico. Fra i singoli titoli, in pre-market:
- Fra i petroliferi Exxon Mobil +4,5%, Chevron +3,9%; nella difesa Lockheed Martin +7,2%. RTX +7,5% Northrop Grumman +5,7%; fra le compagnie aeree American Airlines -5,1%, Delta Air Lines -5,7% e United Airlines -5,5%.
- Jp Morgan ha alzato il rating su Netflix (-2% dopo +13,7% venerdì nella sessione ordinaria) da neutral a overweight con un target price di 120 dollari; Barclays ha riavviato la copertura con equal-weight e un prezzo obiettivo di 115 dollari.
- TD Cowen ha alzato la raccomandazione su Twilio (+0,6%) da hold a buy con un prezzo obiettivo di 160 dollari.
- Piper Sandler ha promosso CrowdStrike (-0,1%) da neutral a overweight con un prezzo obiettivo di 520 dollari.
Ore 11:15 – Quotazione oro in rialzo
L’escalation militare in Medio Oriente spinge l’oro in qualità di bene rifugio. Il prezzo spot (XAU/USD) segna 5.393,20 dollari l’oncia dopo un massimo a 5.419,32 dollari, mentre a gennaio il metallo giallo aveva aggiornato i massimi storici a 5.595,46 dollari. Secondo Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, “in un contesto di aumento del rischio, l’oro è tornato a salire e si trova in area 5.400 dollari l’oncia. La resistenza più vicina è a 5.451 dollari, sui massimi del 30 gennaio, e il superamento di questo livello aprirebbe la strada verso i massimi storici in area 5.600. L’argento, che aveva registrato una forte discesa a fine gennaio, si trova a 95,70 dollari, con una prima resistenza a 96,35 e un possibile target in area 103,15, sui minimi del 27 gennaio. Un primo supporto può essere individuato sulla media mobile a 21 periodi e sui minimi del 26 febbraio, in area 85,96”.
Ore 11:00 – Dollaro e franco svizzero valute rifugio
Sul mercato valutario gli investitori oggi cercano riparo nelle cosiddette valute rifugio, in particolare dollaro e franco svizzero, mentre l’euro cede terreno. In una nota diffusa questa mattina Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades, segnala “aperture in gap ribassista anche per le principali valute — euro, sterlina, yen — dopo l’avvio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il dollaro, come spesso avviene nei momenti di crisi, è tornato a svolgere il ruolo di valuta rifugio. L’entità dei gap è comunque contenuta, segno che i mercati potrebbero ritenere l’escalation potenzialmente limitata nel tempo e nello spazio, almeno per ora. L’euro trova supporti in area 1,1730, il cable a 1,3380–1,3390, mentre il JPY sembra frenare vicino a 157,50. Unica valuta molto forte resta il franco svizzero, con EUR/CHF a 0,9055, non lontano dal livello psicologico di 0,9000”.
Ore 10:30 – Eni, doppio upgrade da Jp Morgan
Eni +2,67% a 20,18 euro (con il Ftse Mib a -2%) in scia alle quotazioni del petrolio, con il future sul Brent di maggio a 78,69 dollari al barile (+8%) dopo un massimo a 82,37 dollari, sul caos in Medio Oriente. Inoltre, come da noi anticipato, Jp Morgan ha alzato il rating su Eni da underweight direttamente a overweight, con prezzo obiettivo alzato da 17,50 a 22 euro. Il broker apprezza le strategie del gruppo in termini di potenziali ricavi e giudica il titolo sottovalutato rispetto al settore. Inoltre l’escalation militare in Medio Oriente per le compagnie europee rappresenta un “rischio di coda che diventa realtà”.
Ore 10:15 – Leonardo, tra i favoriti di Jp Morgan
Leonardo +3,6% approfitta assieme al comparto della difesa dell’escalation di guerra in Medio Oriente. Secondo gli analisti di Jp Morgan il gruppo è tra i favoriti del settore europeo vista l’esposizione al mercato degli Stati Uniti, mentre BAE Systems (+6% a Londra) dovrebbe beneficiare degli ultimi sviluppi in quanto fornitore del sistema di puntamento a infrarossi per il sistema di difesa missilistica THAAD.
Ore 9:30 – Ftse Mib -2,41% a 46.074 punti
La guerra in Medio Oriente e il balzo delle quotazioni del petrolio affossano le Borse, e Piazza Affari non fa eccezione. A Milano i realizzi si abbattono in particolare su alcuni titoli fra cui Stellantis (-5,5%) e fra le banche Mps, Mediobanca, le quali peraltro pagano ancora il piano di integrazione giudicato deludente, Bper, con ribassi di oltre -5%. In controtendenza la difesa con Leonardo (+4,7%)Fincantieri (+3,7%). Fra i petroliferi svetta Eni (+4%) in scia al rally del Brent; inoltre come da noi anticipato in preapertura, Jp Morgan ha migliorato la raccomandazione da underweight a overweight con prezzo obiettivo alzato da 17,50 a 22 euro.
Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano
Sulla Borsa di Milano, i future sul Ftse Mib scambiano in netto calo.
Fra le raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Jp Morgan hanno promosso Eni da underweight a overweight con target price alzato da 17,50 a 22 euro. Citi ha alzato il tp da 15 a 20,50 euro, confermando il giudizio neutral.
Citi ha tagliato il prezzo obiettivo su Stellantis da 9 a 8 euro, confermando il rating neutral.
Da seguire i titoli della difesa, fra cui Leonardo e Fincantieri, e i petroliferi.
Preapertura
L’apertura delle Borse europee è attesa oggi fortemente negativa, dopo l’escalation sull’Iran e alla ripartenza dopo una seduta debole venerdì scorso che ha visto Piazza Affari chiudere in moderato calo (Ftse Mib -0,46% a 47.209 punti). La Borsa italiana ha archiviato la settimana con un bilancio di +1,6%, mentre il consuntivo da inizio anno è un +5%, di cui quasi il 3,7% recuperato a febbraio; nell’ottava bene soprattutto Enel (+12,2%), Nexi (+7,6%) e Stellantis (+5,9%), sul fondo Cucinelli (-6,1%), Mps (-5,5%).
A tenere banco oggi è la reazione dei mercati alla guerra in Iran, dopo l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti e la reazione di Teheran che ha bombardato Israele e numerose basi Usa nei Paesi del Golfo. Il Medio Oriente è nel caos e il petrolio oggi è schizzato fino a un massimo sopra 82 dollari sul Brent. Corre anche l’oro che si porta in area 5.400 dollari contro il record di 5.595 dollari segnato a inizio anno.
Il petrolio in particolare è sostenuto dalle notizie incerte su un blocco di fatto dello Stretto di Hormuz, dove transita un quinto dei consumi globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Inoltre si teme che gli importanti impianti petroliferi della regione diventino un bersaglio conclamato degli attacchi.
L’agenda macro prevede oggi alcuni dati fra cui i Pmi manifatturieri finali di febbraio e l’Ism manifatturiero di febbraio negli Stati Uniti, mentre il clou è atteso venerdì con i non farm payrolls americani di febbraio. Fra le trimestrali, in evidenza questa settimana i risultati di Broadcom (mercoledì 4 marzo).
I future Usa trattano stamattina negativi con cali nell’ordine di 1 punto percentuale.
In Asia prevalgono le vendite: Tokyo chiude a -1,35%, in controtendenza Shanghai.
Sul forex l’euro/dollaro scivola a 1,1720; il petrolio cola con il Brent a 79 dollari e il Wti a 72 dollari al barile.
Wall Street aveva chiuso venerdì sera negativa: Dow Jones -1,05% a 48.977 punti, S&P 500 -0,43% a 6.878 punti, Nasdaq -0,92% a 22.668 punti.
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