Gio 02 Aprile 2020 — 02:00

Borsa crolla per l’incognita coronavirus. Giù Prysmian, Eni, Saipem



Piazza Affari come gli altri listini internazionali sconta i timori relativi all’impatto sull’economia, ma soprattutto l’incertezza sul decorso dell’epidemia che rende impossibile calcolare i potenziali danni

Borsa italiana oggi

(Articolo aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Piazza Affari chiude ancora in profondo rosso, scontando i timori relativi all’impatto del coronavirus sull’economia, ma soprattutto l’incertezza sul decorso dell’epidemia nel mondo, che rende impossibile calcolare i potenziali danni. L’Italia, che ha fatto scattare drastiche misure di sicurezza per contenere il virus, ha chiesto ieri sera alla Commissione Ue di ampliare il deficit/Pil 2020 al 2,5%. Sulla Borsa di Milano oggi il Ftse Mib segna in chiusura -3,50% a 20.799 punti, in linea con il resto d’Europa, mentre Wall Street scambia a sua volta in forte ribasso. A questi livelli il bilancio della settimana per l’indice principale di Piazza Affari è un -5,4%, che porta le perdite da inizio anno a -11,5%.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp/Bund a 10 anni segna 180 punti da 175 punti della seduta precedente, con il rendimento del titolo italiano all’1,07%.

Sul forex, l’euro supera quota 1,13 contro il dollaro; il petrolio precipita con un tonfo nell’ordine del 9%: il Brent segna 45 dollari e il Wti a 41 dollari al barile, dopo che la Russia ha respinto maxi taglio alla produzione proposto dall’Opec.

Borsa, coronavirus colpisce ancora: vendite diffuse, in picchiata Prysmian

Tornando alla Borsa italiana, sul Ftse Mib le vendite sono diffuse ma risparmiano Poste Italiane dopo i conti 2019 sopra attese e il miglioramento della guidance 2020. Il titolo sale del 3,07%.

Forti vendite sulle azioni Prysmian -6,7% dopo risultati 2019 in linea con attese ma un outlook incerto a seguito del coronavirus. Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato il prezzo obiettivo da 20,50 a 18,50 euro confermando la raccomandazione hold.

Sempre fra le raccomandazioni dei broker, Jefferies ha alzato il target price di Amplifon da 25 a 26 euro, confermando il giudizio hold, con il titolo che segna +0,9%.

Su Atlantia -5,3% pesa il rinvio di due mesi dei conti della controllata Autostrade, nel mirino di una possibile revoca della concessione.

Di nuovo pesanti le banche con Banco Bpm -3,3% (da inizio anno -25,5%), Ubi -5,3%, Intesa Sanpaolo -3,4%, Unicredit -1,8%, Mps -3,4%, Creval -5,6%.

I petroliferi vedono Eni a -6,7%, Tenaris -5,7%, Saipem -6% (-35% da inizio anno).

Sotto pressione anche le utilities, con Enel che cede il 3,1%. Nell’auto giù Fca -3% e Ferrari -3,5%.

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