Dom 24 Gennaio 2021 — 00:04

Titoli di Stato italiani e debito pubblico, prospettive per i prossimi mesi. Analisi a cura di TeleTrade



Tassi sui minimi storici: ora bisognerà capire se l’Italia riuscirà nei prossimi mesi o anni a sostenere il suo debito

titoli di stato italiani

Con l’acuirsi delle tensioni sul fronte pandemico, i titoli di Stato italiani, a partire dall’ultima decade del mese di ottobre, hanno registrato nuovi minimi storici. Durante l’ultima asta Btp, sono stati collocati nuovi titoli per complessivi 7,5 miliardi di euro, con scadenza triennale (2024) al tasso negativo di -0,14% dal 0,07% del mese di settembre e per la prima volta i titoli triennali prevedono una cedola zero.

Anche sul mercato finanziario secondario, i rendimenti dei Btp, sia a 10 che a 30 anni, hanno registrato una flessione raggiungendo anch’essi i minimi storici e in particolare il rendimento obbligazionario a 10 anni è risultato addirittura inferiore rispetto anche a quello registrato prima dell’Unità d’Italia.

Per far fronte a tale periodo in cui l’Italia vanta uno dei più alti debiti pubblici del mondo, è venuta in aiuto la Banca Centrale Europea, lanciando come “ciambella di salvataggio”, non solo per l’Italia ma per buona parte dei tanti Stati in difficoltà, un piano di recupero PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) simile ad un tradizionale “Quantitative Easing” ma più consono agli shock causati dal Covid-19; con questo programma di aiuti, la Banca Centrale Europea ha coperto le emissioni nette effettuate nell’arco del 2020. Tuttavia, l’appoggio quasi incondizionato della BCE ai singoli Stati nei prossimi mesi non è l’unico elemento attrattivo da parte dei gestori nei confronti dei titoli governativi dell’area euro.

Analista teletrade

Giancarlo Della Pietà

Oltre al PEPP, un altro strumento importante da non sottovalutare, resta sempre l’accordo sul Recovery Fund, di cui l’Italia sarà uno dei principali beneficiari con ben 209 miliardi di euro. In particolare, proprio dopo che il Governo italiano ha dato l’ok al programma Recovery Fund, i Btp hanno messo a segno una decisa sovra performance rispetto agli altri titoli di stato europei.

Le scelte di politica monetaria senza precedenti, messe in campo dalla Banca Centrale Europea e l’accordo tra i vari esponenti di Governo europei per il Recovery Fund, non hanno fatto altro che rafforzare ulteriormente l’unione sia fiscale che monetaria, tali scelte hanno consentito di supportare ancora di più tutti i vari asset in euro. Inoltre, ma non meno importante, i bassi tassi di interesse detenuti dalla BCE, insieme all’intero contesto di repressione finanziaria che non svanirà nel breve termine, comportano la possibilità di un maggiore interessamento da parte degli investitori per qualsiasi obbligazione che abbia un determinato premio rispetto ad un asset risk-free che offra rendimenti nettamente negativi, ha evidenziato l’analisi di TeleTrade.

Inoltre, se aggiungiamo il periodo in cui nelle ultime settimane lo spread BTP/Bund è diminuito, i benefici in capo ai titoli di Stato italiani hanno subito una sovra performance soprattutto se paragonati ad altri titoli europei, come ad esempio quelli della Spagna o della Grecia. Per di più le elezioni regionali di settembre, hanno conferito agli investitori una migliore tenuta dal punto di vista politico, individuando una maggiore stabilità politica. Quest’ultima situazione, ovvero uno scenario politico con minori pressioni rispetto al passato, sarà l’elemento cardine da non sottovalutare in questa seconda ondata pandemica, in quanto potrebbe fornire un punto di forza per attrarre maggiori investitori.

Ora bisogna capire se l’Italia riuscirà nei prossimi mesi o anni a sostenere il suo debito, nonostante l’ultimo documento programmatico di bilancio in linea con le raccomandazioni europee; a partire dalle elezioni regionali ci sono stati dei piccoli progressi soprattutto per la sua stabilità politica, ma non basta in quanto ci sono da risolvere dei problemi atavici, vale a dire la debole produttività, disoccupazione di lungo periodo, pochi investimenti e conti in disordine, problemi che possono essere risolti da un serio piano di riforme strutturali più volte richiesto dalla Commissione Europea.

In questi ultimi anni, oltre a rivedere regolarmente l’uso, l’efficacia e l’adeguatezza delle misura di sostegno all’economia e ad essere pronta ad adattarle, se necessario alle mutevoli circostanze.

Al momento, il problema fondamentale per l’Italia sta soprattutto nel legame tra debito e spesa, queste ultime devono essere temporanee per sostenere l’economia in questo periodo di crisi pandemica; la non temporaneità delle spese potrebbe essere vista da Bruxelles come un elemento negativo. Per questo motivo l’Italia, secondo la Commissione Europea, risulta un paese abbastanza vulnerabile a causa di ingenti stock di debito delle amministrazioni pubbliche, debiti che tra l’altro proprio in questo periodo di crisi pandemica sono in aumento.

A tal riguardo, la Commissione Europea oltre ad invitare gli Stati membri dell’UE a predisporre i loro documenti programmatici di bilancio, ha anche avvertito ad ogni stato membro di fornire delle garanzie per far fronte alla onerosità del debito; quindi per tale motivo la Commissione ritiene opportuno continuare a tenere l’Italia sotto osservazione, rendendo necessario esaminare tutte le
misure di sostegno che metterà in campo il governo italiano per far fronte alla persistenza dei rischi macroeconomici e monitorare i progressi che verranno eseguiti nell’eliminazione degli squilibri eccessivi. Questi sono i motivi, per cui secondo la Commissione Europea, l’Italia è un paese con un elevato grado di vulnerabilità, legato principalmente agli ingenti stock di debito delle amministrazioni pubbliche; per i prossimi mesi la situazione è prevista in netto peggioramento, con un debito pubblico rimasto stabile al 135% del Pil del 2019, che dovrebbe aumentare in modo sostanziale nel 2020, di circa il 25%; se poi aggiungiamo i rischi legati al settore bancario e lo stock di crediti deteriorati il rischio di vulnerabilità per l’Italia diventa ancora più elevato, così valuta la situazione TeleTrade.

Dal quadro emerso sopra, appare evidente che l’Italia, o meglio il governo dovrà intervenire con riforme serie e vere, per poter garantire non solo la ripresa ma anche la sostenibilità strutturale dell’intero paese.

Per concludere, nei prossimi mesi l’Italia, oltre a superare il momento di crisi legato alla pandemia, dovrà far pervenire a Bruxelles un piano nazionale per la ripresa comprensivo di tutte le misure atte a risollevare le sorti del Paese in modo da usufruire a pieno regime di tutte le risorse europee messe a disposizione dalla Commissione Europea; solo così riuscirà ad attrarre nuovamente capitali stranieri ed a ritagliarsi il suo spazio di paese economicamente e industrialmente avanzato all’interno della zona euro, e per ultimo, ma non meno importante, riuscire a ridurre il suo debito pubblico ed a ridurre il gap con gli altri paesi.

Giancarlo Della Pietà, Analista di TeleTrade

mps bce 22-01-2021 — 10:48

Mps, spunta l’ipotesi dell’aumento di capitale “a rate”

Un bond subordinato e due tranche successive in capitale: l’operazione consentirebbe al Tesoro maggiore flessibilità rispetto ai nodi degli aiuti di Stato e della riprivatizzazione

continua la lettura