Sab 04 Aprile 2020 — 23:54

Silvia Bolzoni (Zeta Service): i vantaggi dello smartworking



Intervista a Silvia Bolzoni, President & CEO di Zeta Service, azienda specializzata in payroll, amministrazione del personale in outsourcing e sviluppo delle risorse umane

silvia bolzoni zeta service

In Italia continua l’allerta per il coronavirus, con un tasso di contagio che, seppur in leggero calo, non sembra volersi fermare. Al fine di contenere l’allarme e poter gestire al meglio la situazione, con il Dpcm del 9 marzo, sono state predisposte misure che limitino il più possibile la circolazione delle persone su tutto il territorio nazionale, con l’invito a adottare la modalità del telelavoro, per limitare quanto più possibile i contatti tra i dipendenti. Tra le realtà che hanno scelto di aderire a questa modalità, anche Zeta Service, azienda specializzata in payroll, amministrazione del personale in outsourcing e sviluppo delle risorse umane fondata da Silvia Bolzoni, che conta oggi 8 sedi in diverse regioni d’Italia e 300 collaboratori.

La tutela del benessere fisico e psicologico di tutti i collaboratori è sempre stata tra le principali preoccupazioni di Zeta Service e, in questa situazione nuova e particolare per tutti, ha scelto ancora una volta di metterla al primo posto. Da settimane, ormai, a tutti i collaboratori è stato richiesto di lavorare in smart working, limitando così i contatti interpersonali e evitando loro di trovarsi in situazioni considerate a rischio, come all’interno dei mezzi pubblici.

Silvia Bolzoni, una scelta obbligata lo Smart Working in questo periodo: come sta andando?

“Sta andando decisamente bene. Fortunatamente, lo Smart Working è sempre stato nelle nostre corde e così ci siamo trovati preparati. Certo, non ci era mai capitato di dover lavorare tutti contemporaneamente da casa, pur restando comunque vicini, grazie alla tecnologia e, devo essere sincera, nella mia mente – quando ne discutevamo in situazioni di calma – non lo consideravo fattibile. Eppure, davanti all’emergenza ho capito ancora di più come non si debba mai dire “non si può fare”, tutto è possibile, con l’impegno e la collaborazione delle persone”.

Quali sono i problemi più seri che avete dovuto affrontare?

“Noi siamo in Smart Working per prevenzione e responsabilità già dal 24 febbraio. Devo dire che, a parte i primi giorni in cui alcuni collaboratori hanno avuto bisogno del nostro reparto IT per poter impostare nel modo giusto la postazione di lavoro, dopo tutto ha funzionato bene. Fortunatamente facciamo un lavoro che ha alla base la tecnologia web e questo per noi è stato un grande vantaggio in questa difficile situazione. Oltre al fatto che tutti i nostri collaboratori hanno un elevato livello di preparazione e
competenza”.

Ed i dipendenti come hanno reagito? C’è stata reale collaborazione e flessibilità?

“Ringrazio ogni giorno i miei collaboratori per l’enorme energia positiva e per la collaborazione che hanno messo in campo. Li ho ringraziati via mail, personalmente, via social… La loro grande responsabilità mi ha commosso, sono veramente fiera delle persone che ho al mio fianco: serie, collaborative, empatiche, fantastiche!”.

Dal punto di vista della produttività, avete osservato riduzioni o aumenti?

“La performance dei nostri collaboratori è rimasta invariata. Come dicevo, abbiamo la fortuna di fare un lavoro che è possibile mandare avanti anche fuori dall’ufficio, l’unico fattore discriminante è la responsabilità del singolo, che in Zeta Service davvero non manca. Le riduzioni che eventualmente ci saranno sono relative alla vendita di nuovi servizi. In questo momento, i nostri commerciali ovviamente non stanno effettuando incontri e appuntamenti, quella commerciale è un’area per noi caratterizzata moltissimo dalla relazione vis à vis. Allo stesso tempo, ci auguriamo che le nostre aziende clienti resistano a questa situazione di emergenza, perché senza di loro noi non esisteremmo”.

Per quanto si sia trattato per tutti di una scelta obbligata, pensa che lo Smart Working possa essere in futuro una strategia da sviluppare?

“Abbiamo sempre avuto lo smart working, siamo stati una delle prime aziende a promuovere il lavoro da casa quando qui non era ancora stato ufficializzato. In futuro, passata l’emergenza, sicuramente dovrò riconoscere ai miei collaboratori la possibilità di usufruire di un numero maggiore di giorni di smart working al mese, se li sono meritati! Anche se in questo momento tutti non vedono l’ora di tornare in ufficio”.

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