Mar 28 Giugno 2022 — 22:56

Qual è la tassazione relativa ai Gratta e Vinci in Italia?



La normativa si è progressivamente evoluta nel corso degli anni, ecco le ultime novità

tassazione gratta e vinci

E’ uno dei giochi a vincita istantanea preferiti dagli italiani. Nel mese di maggio 2022 ha consegnato 5 milioni di euro a Roma con il Miliardario Maxi, 2 milioni a Terni e altrettanti a Cotignola, in provincia di Ravenna. E poi decine di premi sparsi di valore minore, dai 300mila euro di Sora fino ai 20mila di Samassi, in Sardegna, e di Cosenza. Incassa anche lo Stato, non solo i fortunati vincitori, che tramite i giochi online e quelli fisici finanzia le proprie spese. L’imposizione fiscale dell’Italia è tra le più alte in Europa e cambia in base al canale, anche per le recenti modifiche apportate alla normativa.

La tassazione del Gratta e Vinci, ad esempio, contempla in maniera differente il giocato online e quello offline. In altre parole, i biglietti vincenti giocati sul web sono sottoposti ad una determinata imposizione fiscale, quelli comprati in ricevitoria subiscono una tassazione differente. Si tratta del 20% nel primo caso e del 10% nel secondo. Diverso invece il caso del Lotto e del 10 e Lotto, tassati rispettivamente all’8% e all’11%. Per il SuperEnalotto si applica a tutte le vincite, a prescindere dagli importi, ma ha un importo del 10% anziché del 20%.

Si possono trovare informazioni più dettagliate sull’imposizione fiscale del Gratta e Vinci anche leggendo questa analisi sul tema realizzata da auraweb.it che sottolinea: “Come previsto dalla legge 160/2019, dal primo marzo 2020 tutte le vincite d’importo superiore a 500 euro subiscono una tassazione del 20%, mentre al di sotto di tale somma le vincite sono esentate da tassa”. Rientra quindi in questa categoria il Gratta e Vinci. La legge di riferimento è la 160/2019.

La normativa che disciplina la tassazione dei giochi di lotteria tipo Gratta e Vinci si è progressivamente evoluta nel corso degli anni. Nel 1967 non esistevano biglietti da grattare e sui pochi giochi disponibili vigeva una tassazione dell’1% stabilita dalla legge 699. Con la flax tax del d.l. 50/2017 passa al 6% e poi ancora al 12% dal primo ottobre 2017, ma solo per vincite superiori a 500 euro. Si arriva infine al 20% con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del d.l. numero 34 denominato Decreto Rilancio.

Il Decreto Rilancio appena menzionato merita un brevissimo excursus per via della sua centralità in tema di imposizione fiscale, che ha colpito recentemente anche le scommesse sportive. Come sottolineato sempre da auraweb.it, il Decreto ha fissato la nuova tassa sugli incassi delle scommesse allo 0,50% dopo due anni di ingenti perdite per il settore sportivo. Discorso parallelo, ma differente rispetto alle lotterie, è quello del betting exchange: il tema è sempre quello delle scommesse sportive e in questo caso, per finanziare la Cassa Integrazione Guadagni dei calciatori si starebbe pensando ad un incremento senza precedenti per gli operatori online, dal 24% al 111%.

Sul versante Gratta e Vinci, il gioco istantaneo è intanto prontissimo alla sua nuova interfaccia online e mobile approvata da ADM: una versione aggiuntiva chiamata Portafortuna 2€ Linea Plus, disponibile sul sito del concessionario e sui portali online dei punti vendita a distanza. Una innovazione di prodotto che peraltro si affianca al tagliando 500 Special, che mette in palio un montepremi complessivo da oltre 136 milioni di euro, e al tagliando Frutti ricchi, con premi in palio, cita l’ADM, fino a 100mila euro. L’Italia continua e continuerà a giocare. Tra i fortunati non ci saranno solo i vincitori, ma anche lo Stato, che continuerà e incassare gli introiti in percentuale sulle vincite.

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