Mar 07 Febbraio 2023 — 01:51

Gaming online: come la rete ha trasformato il videogaming



Il web ha avuto impatti rivoluzionari nei più disparati settori, dall’Internet of Things al progetto Metaverso, e quello del videogaming non è rimasto certamente indifferente 

videogaming online

La rete Internet è oggi una delle tecnologie di maggior utilizzo quotidiano. Basti considerare, a titolo di esempio, come essa ha rivoluzionato la telefonia cellulare: i dispositivi si sono evoluti, da semplici telefoni, a smartphone la cui versatilità permette di gestire pressoché qualsiasi necessità giornaliera, dallo svago all’home banking. La rete ha avuto impatti similmente rivoluzionari nei più disparati settori, dall’Internet of Things al progetto Metaverso, e quello del videogaming non è rimasto certamente indifferente.

In effetti, quando si ragiona di videogiochi, è in qualche misura implicito considerarli associandovi Internet: fra i due concetti esiste oggi un rapporto talmente stretto da renderli pressoché inscindibili. Eppure il videogaming affonda le sue radici in un tempo nel quale la rete era ancora ai suoi albori, e di certo erano ancora da venire le sue applicazioni quotidiane: nel momento in cui Internet ha iniziato a diffondersi, uno dei primi settori dove si è assistito a delle tangibili rivoluzioni è stato proprio quello del videogaming.

gaming online

Le prime modifiche si sono avute con l’inserimento di componenti multiplayer online. La componente competitiva non era certo sconosciuta, essendo anzi una strada già esplorata attraverso classifiche e punteggi, o tramite split screen e sfide in locale. La vera rivoluzione si è avuta con l’inserimento di modalità competitive che, grazie all’enorme aumento di avversari garantito dalla rete, sono diventate le modalità principali. Così, in giochi di corse
prevalentemente offline con avversari guidati dall’intelligenza del gioco, improvvisamente gli opponenti sono diventati altri giocatori connessi da tutto il mondo. E lo stesso può dirsi in giochi di calcio, shooter in prima persona o numerosi altri esempi, tutti generi accomunati da un approccio totalmente rivoluzionato grazie alla connessione.

Immediatamente connessa a tale rivoluzione è, naturalmente, la realtà degli eSports: i tornei videoludici competitivi, oggi un settore estremamente in salute anche in termini di giro d’affari, non avrebbero certamente potuto svilupparsi allo stesso modo in assenza della rete.  Non tanto in termini di competizioni pure e semplici, come dimostrano i ben precedenti ma ancora iconici LAN party, quanto in termini di numeri totalizzati: una realtà molto ben esemplificata dallo streaming, canale di accesso preferenziale per assistere al gameplay dei videogiocatori professionisti.

Un altro contesto ludico radicalmente trasformato dalle potenzialità della rete è quello del casinò, con la nascita di operatori specializzati che lavorano in maniera interamente digitale: anche in questo caso un contesto ludico ben noto, con una lunga storia alle spalle, nell’approcciarsi alla rete ha vissuto una trasformazione probabilmente irreversibile. Comodità, sicurezza e facilità d’accesso sono caratteristiche sulle quali le piattaforme dedicate puntano in maniera convinta, di fatto risultando oggi l’alternativa più facile da scegliere.

gaming online

Si può ancora pensare a generi videoludici che proprio alla rete devono la loro nascita, soprattutto in termini concettuali. Un ottimo esempio viene dal genere battle royale, vera epropria moda videoludica degli ultimi anni che, ancora oggi, continua a punteggiare il mondo del videogioco. In estrema sintesi, in una enorme mappa di gioco si confrontano contemporaneamente decine di giocatori, facilmente anche 50 o 100, impegnati a procurarsi risorse e a sopravvivere: l’ultimo giocatore rimasto, sopravvissuto agli altri e alla progressiva riduzione della mappa, vince la partita. È facile rendersi conto di come si tratti di un genere totalmente dipendente da un approccio orientato alla connessione: impossibile pensare di riunire, al di là di singoli eventi episodici, numeri simili di videogiocatori nel medesimo luogo fisico.

Infine, significativo anche come la rete abbia rivoluzionato alcuni aspetti prettamente economici del mondo del videogaming, considerando per esempio il retail digitale e i vari modelli game as a service o free to play. Si tratta di questioni strettamente imparentate tra loro: il game as a service indica un tipo di modello nel quale il supporto al titolo si estende per lunghi periodi di tempo, nell’ordine di anni, mentre il free to play si riferisce a un titolo rilasciato gratuitamente ma ricco di contenuti a pagamento acquistabili all’interno di uno store dedicato, con quindi il guadagno proveniente non dalla singola vendita ma da numerose microtransazioni. I due modelli si relazionano in vari modi: normalmente un free to play è anche un game as a service, ma non è raro che titoli di primissimo piano vengano supportati per molto tempo, con eventi dedicati, e presentino al loro interno uno store di oggetti estetici.
Entrambi i concetti, ovviamente, dipendono interamente dalla connessione alla rete per poter funzionare. Da ultimo, la digitalizzazione dei giochi: se oggi il mercato digitale è dominante, con i supporti fisici relegati quasi interamente al mercato del collezionismo, il merito è interamente della rete, che dematerializzando i vari videogiochi ne ha permesso un più facile acquisto e circolazione.

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