Mar 26 Maggio 2020 — 23:10

Fase 3: Emirati Arabi Uniti in supporto delle Pmi italiane



Alle imprese un’iniezione complessiva da 25 miliardi. I dati sono stati elaborati dalla società Falcon Advice con sede a Padova e negli Emirati

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno immesso sul mercato, tramite la banca centrale, aiuti alle piccole e medie imprese nel territorio degli Emirati Arabi Uniti, tra cui Pmi italiane, per un totale di 25 miliardi di dollari, sostegni che sono a tasso zero, veicolati tramite gli istituti di credito locali.

Mentre in Italia inizia, a rilento, la discussa fase 3, tra un incentivo e un contributo speciale, tra finanziamenti bancari e fondi perduti, rimasti nella maggior parte solo dei proclami, Dubai reagisce in maniera tangibile e fattiva all’annullamento di Expo 2020 che si è ripercosso su molte aziende italiane che erano pronte ad investire negli Emirati.

“L’ennesimo colpo per le aziende italiane – commenta Daniele Pescara, ceo di Falcon Advice, società nata nel 2016, a sostegno delle più importanti realtà nazionali che abbiano intenzione di espandersi nel Golfo Persico – Il virus non ha danneggiato solo le imprese italiane ma anche più di 10mila italiani residenti a Dubai, che avrebbero trovato in Expo 2020 un’opportunità di business
senza precedenti. Per fortuna gli Emirati Arabi Uniti non sono stati a guardare e hanno immesso nel mercato questa forte dose di aiuti a tasso zero a sostegno delle piccole e medie imprese. Il motivo è semplice: le riserve di capitale detenute delle banche emiratine, supera abbondantemente la soglia del minimo requisito”.

Inoltre la banca centrale degli Emirati ha ridotto dal 15 al 25% la quantità di capitali che le banche devono detenere per i loro prestiti alle Pmi, questo sta facilitando notevolmente l’accesso al credito, rimanendo comunque in linea con gli standard minimi del comitato di Basilea.

“Noi di Falcon Advice – dichiara Pescara – stiamo gestendo pratiche di accesso al credito per circa 7 milioni di dollari, grazie agli accordi con i principali istituti di credito emiratini. I nostri clienti sono per 80% aziende italiane ricollocate negli Emirati Arabi Uniti, realtà consolidate, che però necessitano di una rivalutazione del debito, parametrato al periodo finanziario senza precedenti
che ci troviamo ad affrontare”.

Decisiva inoltre, è stata l’iniziativa perpetrata della banca centrale degli Emirati, che ha rinunciato per sei mesi, a tutte le commissioni applicate per i servizi di pagamento forniti alle banche che operano negli Emirati Arabi Uniti, attraverso i suoi sistemi di pagamento, con effetto dal 15 marzo 2020.

“Inoltre – conclude Pescara – il governo ha annunciato un piano di incentivi che include un rimborso del 20% delle tasse doganali imposte ai prodotti importati venduti localmente nei mercati di Dubai dal 15 marzo al 30 giugno. Il pacchetto comprende anche l'annullamento della garanzia bancaria di 12.500 dollari, necessari per intraprendere attività di sdoganamento. La garanzia
bancaria o il denaro versato dalle società di sdoganamento esistenti saranno rimborsati”.

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