Mar 07 Febbraio 2023 — 03:31

Economia, a che punto è la crescita del gambling italiano?



Dopo il 2020, l’anno della pandemia e del lockdown, e dopo il 2021, l’anno del riassestamento e delle riaperture, quello che si è appena concluso è stato l’anno del ritorno alla normalità

gambling italiano

Dopo il 2020, l’anno della pandemia e del lockdown, e dopo il 2021, l’anno del riassestamento e delle riaperture, quello che si è appena concluso è stato l’anno del ritorno alla normalità per l’economia italiana. Anche per il settore del gioco pubblico.

Bentornata normalità. Può essere questo il titolo che campeggia sul 2022 dell’economia italiana. Una normalità attesa per due lunghi anni, da quando nel 2020 era piombato nelle nostre vite il Covid 19 e le sue limitazioni. Una normalità sperata, voluta ma per molti solo apparente, visto che il presente ci parla di crisi energetica e di guerra in Ucraina.

Eppure, quello che si è appena concluso è stato un anno veramente ottimo per l’economia del nostro paese. Lo dimostrano anche i dati di un settore molto importante ma allo stesso tempo molto snobbato: il gambling, ovvero il comparto del gioco legale e pubblico. Per capire qual è stata la sua parabola risultano particolarmente utili i dati raccolti nel report annuale di Sapar, l’Associazione Italiana di Gestori Gioco di Stato, che innanzitutto offre un’istantanea dell’intera filiera. Sono 255 mila le AWP, oltre 55 mila le VLT, più di 90 mila gli apparecchi di intrattenimento e oltre 100 mila punti di vendita fisici per scommesse sportive e ippiche, lotterie e giochi numerici a totalizzatore. Un comparto che nel 2021 ha generato una raccolta di 44 miliardi di euro.

C’è un dato però che merita di essere sottolineato. Negli ultimi tre anni si è registrato il sorpasso del gioco online rispetto a quello fisico, come emerge dai dati elaborati da Giochidislots: se nel 2019 infatti quest’ultimo raccoglieva ancora la maggioranza del giro d’affari, con oltre 74 miliardi contro i 36 dell’online, nel 2020 la tendenza si è invertita (49 miliardi per l’online, con vantaggio di 10 miliardi rispetto al gioco fisico). Una fetta che si è addirittura ingrandita nel 2021 quando la filiera digitale ha superato quota 67 miliardi mentre quella fisica, come dicevamo, si assestava intorno ai 44 miliardi.

“Il gioco con vincita in denaro ha seguito in generale un trend coerente a livello europeo, a seguito dei condizionanti impatti dell’emergenza pandemica – ha spiegato Mauro De Fabritiis, founder Mdf Partners – che hanno inciso soprattutto sul consistente calo del retail, favorendo, al contrario la crescita dell’online”. È questa la tendenza principe degli ultimi anni. È questo il sentiero imboccato dal gambling. Che per far ripartire l’economia ha colto al balzo la palla dell’online.

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