Sab 04 Aprile 2020 — 22:56

Cosa aspettarsi dai mercati finanziari nei prossimi mesi?



Da monitorare la guerra dei dazi tra USA e Cina, le ripercussioni del coronavirus a livello internazionale, le decisioni delle banche centrali di Europa e Stati Uniti, senza dimenticare il comparto automobilistico e l’innovazione delle auto elettriche

mercati finanziari

Qualsiasi investitore vorrebbe riuscire a prevedere il futuro, per capire su quali asset puntare e ridurre il rischio di perdite e operazioni sbagliate. Ovviamente non è possibile sapere con certezza quale sarà l’andamento dei mercati finanziari, tuttavia si possono monitorare alcuni indicatori ed eventi particolarmente importanti in grado di influire sulle borse internazionali.

Nello scenario attuale sembra continuare a manifestarsi una diffusa incertezza, soprattutto in merito ad alcuni equilibri geopolitici, alle nuove tecnologie e ai cambiamenti in atto in alcuni comparti strategici, primo fra tutti il settore energetico. Allo stesso tempo fanno ben sperare alcuni mercati, specialmente la Borsa Italiana dopo le buone performance registrate nel 2019 dall’indice FTSE MIB.

In generale fare previsioni sulla Borsa è estremamente complicato, quindi non resta che monitorare alcune situazioni che potrebbero incidere sui mercati azionari. Si tratta ad esempio della guerra dei dazi tra USA e Cina, le ripercussioni del coronavirus a livello internazionale, le decisioni delle banche centrali di Europa e Stati Uniti, senza dimenticare il comparto automobilistico e l’innovazione delle auto elettriche.

Accordi commerciali tra USA e Cina: cosa aspettarsi dal 2020?

Un evento da analizzare con grande attenzione è senza dubbio la guerra dei dazi tra USA e Cina, una situazione che da mesi sta tenendo col fiato sospeso tutte le principali economie del pianeta. Sicuramente nel corso 2020 arriveranno delle novità importanti, infatti le recenti politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump stanno deteriorando la crescita economica mondiale.

Il 15 gennaio è stata avviata la misteriosa fase uno, un accordo che non sembra spostare gli equilibri, in quanto i dazi al momento in vigore continueranno ad essere applicati. Tuttavia la Cina potrà proseguire con le sue politiche di aiuti di Stato, rivolti alle imprese considerate strategiche, mentre gli Stati Uniti si sono impegnati a non varare nuovi dazi sulle importazioni cinesi.

Intanto la crescita dell’economia cinese è la più bassa degli ultimi 30 anni, con un +6,1% nel 2019 che farebbe gola a molti paesi europei, ma che spaventa i mercati finanziari abituati a ben altre prestazioni da parte del gigante asiatico. In particolare bisognerà tenere d’occhio la nuova corsa alle presidenziali USA, infatti in base al vincitore delle primarie democratiche la posizione protezionistica del presidente americano potrebbe mudare, in un senso o nell’altro.

Coronavirus: quali le ripercussioni sui mercati finanziari?

L’esplosione del coronavirus in Cina sta preoccupando tutti i paesi del mondo, mettendo a dura prova le economie e gli scambi commerciali. L’impatto è considerevole, inoltre è innegabile che gli effetti del virus continueranno a influenzare i mercati finanziari durante tutto il 2020. Il Governo cinese ha annunciato il contenimento dell’infezione, senza contare la possibile produzione di un vaccino in tempi record.

Tuttavia queste due notizie non sembrano convincere i mercati, con tutte le principali borse asiatiche che hanno iniziato l’anno in forte calo. Per il momento gli unici a trarre vantaggio dell’epidemia sono alcune aziende, ad esempio quelle che producono mascherine, mentre nel corso dei prossimi mesi faranno grandi affari le imprese farmaceutiche che commercializzeranno il vaccino, con i governi di mezzo mondo costretti a fare grandi ordini per proteggere la popolazione.

Se il coronavirus venisse realmente contenuto nei prossimi mesi, l’impatto sul PIL cinese potrebbe diminuire nel corso dell’estate, sebbene la ripresa avverrà soltanto alla fine del 2020. È inevitabile invece un rallentamento dell’economica della Cina nel primo trimestre, con una crescita prevista secondo diversi analisti intorno al 4,5%, mentre per l’anno in corso l’indicazione è di un peggioramento rispetto al risultato del 2019, con un 2020 in chiusura a +5%.

Banche centrali: in arrivo un rialzo dei tassi?

Per delle previsioni adeguate sulla Borsa non si possono non considerare le banche centrali, in particolare le decisioni in materia di politica monetaria della BCE, la Banca Centrale Europea e della FED, la Federal Reserve statunitense. Nel vecchio continente la situazione è complessa, infatti la crescita dell’Eurozona è la più bassa degli ultimi 7 anni.

Cattive notizie arrivano anche dalla Germania, con la locomotiva tedesca che sembra essersi arrestata, mostrando prestazioni inferiori rispetto alle attese e le difficoltà del settore bancario, in primis la dura ristrutturazione di Deutsche Bank. Nel dettaglio continuano a calare i consumi in Europa, con impatti negativi sulla produzione industriale, oltre agli effetti del coronavirus che impattano sulle esportazioni.

In questo scenario bisognerà monitorare le decisioni della nuova presidente della BCE, Christine Lagarde, con diversi analisti che prevedono un ulteriore taglio dei tassi nel corso del 2020, che potrebbero passare da -0,5 a -0,6 per cento. Dal canto suo la FED per il momento lascia i tassi invariati, con una politica che si dimostra attendista, nonostante non sono poche le indicazioni che vedono una possibile riduzione dei tassi durante l’anno.

Mobilità elettrica: su quali aziende puntare nel 2020?

Molti analisti prevedono una crescita intorno al 5% per il mercato dell’auto elettrica nel 2020, tuttavia il settore dipende ancora troppo dalle politiche pubbliche su incentivi e rottamazione. Naturalmente non bisogna farsi trarre in inganno dalle prestazioni record di Tesla, con il titolo dell’azienda guidata da Elon Musk che vola a Wall Street, facendo segnare un aumento del 100% in appena un mese.

La capitalizzazione di Tesla ha superato quella di Ford, FCA e General Motors messe insieme, tuttavia si tratta di una performance che fa presagire l’ombra della bolla speculativa. Gli investitori danno fiducia alle promesse di Elon Musk sulle vendite nel 2020, perciò sarà necessario attendere i primi numeri ufficiali, verificando che la situazione del gigante asiatico non comprometta la scommessa di Tesla sull’elettrificazione del parco auto nei paesi asiatici.

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