Mer 28 Settembre 2022 — 01:53

Conto PayPal e adempimenti fiscali: cose da sapere



Il servizio si configura secondo alcuni esperti di settore come un conto corrente di tipo estero, vista la sua natura multinazionale. La natura globale di PayPal non è il parametro di riferimento dell’approccio di chi considera invece l’e-wallet soprattutto una piattaforma per movimentazioni e trasferimenti di denaro

conto paypal adempimenti fiscali

Pagare e inviare denaro in sicurezza in tutto il mondo, da privati o da account di business, con collegamenti a prepagate e conti bancari, in modo rapido, economico e con tariffe agevolate o pari a zero. Acquistare online, servirsi di un wallet per servizi di utilità o intrattenimento: tutto questo è PayPal, con i suoi milioni di account, che salgono in percentuale a doppia cifra in poco più di un bimestre di anno in anno. I termini e le condizioni d’uso del servizio sono ben consultabili dal sito dell’e-wallet, ma un approfondimento merita l’aspetto legato agli adempimenti fiscali degli utenti privati e facenti capo alle aziende partner e clienti. Come è gestito in Italia il controllo degli enti preposti, e quali sono diritti e obblighi reciproci, ovvero quelli facenti capo a PayPal e quelli spettanti invece agli utenti attivi?

PayPal: l’obbligo di dichiarazione al Fisco

I controlli del Fisco su conti correnti, versamenti, giroconti, transazioni, bonifici si estendono a PayPal e ai suoi servizi, anche in caso di minime movimentazioni di denaro, che si tratti di una spesa presso un e-commerce o della sottoscrizione di un qualunque tipo di servizio. Partendo dal cliente, se si tratta del possessore di una partita IVA, la fatturazione segue la prassi fiscale ordinaria, e lo stesso vale nel caso in cui l’acquirente sia un privato dotato soltanto di codice fiscale con annessi dati identificativi. Qualora l’utente preferisca non comunicare i propri riferimenti fiscali, il venditore è comunque tenuto a un’annotazione sul proprio registro contabile. Dal lato del wallet, gli strumenti di protezione offerti includono il rispetto dell’anonimato, ma anche l’implementazione dei migliori protocolli crittografici nel caso della trasmissione di dati e informazioni personali e soggette a privacy.

Linee generali: le eccezioni più comuni

In linea generale l ’obbligo di rilascio di fattura o ricevuta fiscale non è richiesto per le compravendite e le adesioni a servizi online. Un primo esempio riguarda la cessione volontaria di beni, in quanto alla fonte non è previsto il rilascio della fattura: si specifica a questo proposito che l’e-wallet consente il trasferimento di denaro online verso amici e parenti in tutto il mondo a titolo gratuito, anche in forma di regalo. Ne consegue l’esenzione in fase di dichiarazione dei redditi, così come accade anche nel caso di donazioni di lieve importo o di compravendite di beni e prodotti usati su piattaforme che includano PayPal come metodo di pagamento. Nel caso di particolari comparti come il gioco a distanza autorizzato, la lista dei casino con PayPal legali e concessionari ADM è piuttosto nutrita: la normativa di riferimento prevede che le eventuali vincite da gioco siano tassate alla fonte, per cui esenti da dichiarazione in territorio italiano.

La dichiarazione del conto: esistono controlli?

In via generale quando si apre un conto corrente bancario o postale in riferimento a banche aventi sedi nel territorio nazionale – e dunque non nel caso dei conti esteri -, è il registro telematico, detto Anagrafe dei Conti Correnti, a farsi carico della tracciabilità dell’operazione, in base alle comunicazioni fornite dalle banche e dai vari istituti di credito nazionali. Ogni comunicazione dovuta avviene nel momento della dichiarazione dei redditi annuale, è a carico del titolare del conto e riguarda le transazioni e i movimenti bancari connessi ad esempio all’attività lavorativa e alla percezione degli stipendi.

Conto estero o servizio online: il caso PayPal

PayPal si configura secondo alcuni esperti di settore come un conto corrente di tipo estero, vista la sua natura multinazionale: per tale motivo l’obbligo di dichiarazione sussisterebbe solamente in caso di depositi superiore ai 15mila euro, soggetti a monitoraggio fiscale e al pagamento dell’Imposta delle Attività Finanziarie all’Estero, o Ivafe.

La natura globale di PayPal non è il parametro di riferimento dell’approccio di chi considera invece l’e-wallet soprattutto una piattaforma per movimentazioni e trasferimenti di denaro: secondo questa visione, il collegamento del servizio a carte e prepagate non lo configura come un reale conto, ma come un tramite, non soggetto dunque a dichiarazione e controlli. Ne conseguirebbe un’esenzione alla dichiarazione nel Modello Redditi, nello specifico al “quadro RW”.

Il compito dell’Agenzia delle Entrate non preclude però la possibilità che venga effettuato un monitoraggio sui possibili fenomeni di evasione, su eventuali scambi illeciti tra conti attivati da stati diversi, come anche su compravendite “in nero”. L’Agenzia nazionale, in collaborazione con quelle degli stati esteri, può disporre dunque di tutte le informazioni utili per fare in modo che anche PayPal possa essere utilizzato in modo sicuro e lecito. Ferme restando le garanzie di base che lo rendono leader nel mondo dei pagamenti digitali.

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