Finanzareport.it | Conto corrente remunerato: cos’è, caratteristiche e quali banche lo offrono - FinanzaReport News

Sab 02 Dicembre 2023 — 15:34

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Conto corrente remunerato: cos’è, caratteristiche e quali banche lo offrono



I tassi di interesse che vengono applicati su questo prodotto sono mediamente inferiori rispetto a quelli applicati sui conti deposito o su conti risparmio, ma superiori rispetto a un conto corrente tradizionale

conto remunerato

Con l’inflazione che galoppa e il generale aumento dei costi, diventa sempre più impellente il bisogno di trovare soluzioni atte a fronteggiare la costante erosione dei risparmi degli italiani.

Malgrado il rialzo dei tassi da parte della BCE, i correntisti italiani hanno visto allargarsi sempre più la forbice tra i tassi di interesse applicati a prestiti e mutui e i tassi applicati alle giacenze sui conti che sono rimasti di fatto pressoché infruttiferi, salvo qualche rara eccezione. Che soluzioni si hanno allora a disposizione per far rendere i propri risparmi?

In questo articolo vogliamo approfondire una di queste soluzioni, ossia il conto corrente remunerato spiegando di cosa si tratta, quali caratteristiche, vantaggi e limiti presenta e qual è l’attuale panorama di offerte presente nel nostro Paese.

Conto corrente remunerato, cos’è e quali caratteristiche presenta

Il conto corrente remunerato è un conto che remunera la giacenza presente. In poche parole l’intestatario del conto ottiene un rendimento sulle somme depositate, calcolato in base al tasso di interesse proposto dalla banca. Si parla infatti di conti infruttiferi nel momento in cui questo interesse è pari a zero, ossia la banca non concede nulla per le somme depositate sul conto. Fino a qualche anno fa questo tasso era addirittura negativo.

La remunerazione delle somme in relazione a un tasso di interesse avviene anche col conto deposito ma, come vedremo più avanti, con delle sostanziali differenze rispetto al conto remunerato.

Ma cos’è di preciso il conto corrente remunerato? Si tratta molto semplicemente di un prodotto bancario atto a gestire la liquidità. Presenta esattamente tutte le medesime caratteristiche e funzionalità di un conto “tradizionale” ossia la possibilità di accreditamento di pensione e stipendio, prelievo di somme, effettuazione bonifici e via discorrendo, con la sostanziale differenza che la somma in giacenza viene, appunto, remunerata.

 Quali sono i vantaggi del conto corrente remunerato

Dopo aver dato una definizione di conto remunerato vediamo quali sono i vantaggi che presenta.

  • Accesso alla liquidità presente sul conto: il primo grande vantaggio del conto remunerato risiede nella possibilità di poter accedere alla liquidità presente sul conto in qualsiasi momento e senza vincoli di alcun genere o tipo;
  • Rendimento delle giacenze: banale a dirsi ma un conto corrente remunerato è, in linea di massima, sempre preferibile a un conto infruttifero rispetto al quale non viene applicato nessun interesse;
  • Praticità di utilizzo: il conto remunerato è uno strumento di gestione della liquidità. A differenza del conto deposito è quindi un vero e proprio conto corrente che consente di effettuare le più comuni operazioni bancarie come accredito stipendio/pensione, domiciliazione utenze, pagamenti, prelievi e via discorrendo.

Il conto corrente remunerato si presenta quindi come il prodotto ideale per tutti quei correntisti (in particolare famiglie e risparmiatori molto previdenti) che non vogliono/possono vincolare le proprie somme ma che, al contempo, desiderano ottenere un minimo rendimento.

Conto corrente remunerato, quali differenze col conto deposito

La principale differenza tra un conto corrente remunerato e un conto deposito risiede nella differente finalità dei due strumenti. Il primo è uno strumento di gestione del denaro mentre il secondo è uno strumento di investimento a breve termine.

Il conto deposito è un infatti una soluzione di investimento a breve termine che offre tendenzialmente tassi di interesse più elevati rispetto a un conto remunerato a fronte però di una minore o nulla possibilità di accesso alla liquidità depositata, pena la perdita – o drastica riduzione – degli interessi maturati. Si parla infatti di depositi liberi o vincolati.

Il conto remunerato potrebbe quindi essere definito come un ibrido tra il conto corrente tradizionale (del quale conserva tutte le caratteristiche e funzionalità e un conto deposito (col quale condivide il tasso di rendita sulle somme depositate).

A cosa prestare attenzione nella scelta di un conto corrente remunerato

L’offerta di prodotti bancari è ricca e variegata ma occorre sempre valutare con attenzione. Sia che si tratti del miglior conto deposito o del miglior conto corrente gratuito, la scelta sarà influenzata da quelle che sono le personali necessità.

Al pari quindi della scelta di qualsiasi altro conto corrente, anche per quanto riguarda il conto remunerato occorre prestare attenzione ad alcuni fattori che possono guidare la scelta verso un conto piuttosto che verso un altro. Vediamoli nel dettaglio.

  • Il tasso di interesse: non tutti i conti remunerati offrono lo stesso tasso di interesse. É quindi opportuno passare in rassegna le differenti offerte al fine di identificare quella che meglio si adatta alle proprie esigenze;
  • Attenzione a spese e commissioni: al pari di qualsiasi altro conto, anche quello remunerato potrebbe presentare spese di gestione e altri costi (per esempio commissioni per l’effettuazione di bonifici, costi di apertura e canone del conto e via di seguito);
  • Richiesta di saldo minimo: valutare se il conto remunerato prevede un saldo minimo di giacenza affinché gli interessi possano essere maturati.

In sintesi, il conto corrente remunerato si prefigura come una scelta ottimale per quanti hanno come primaria necessità quella di poter disporre delle propria liquidità senza nessun tipo di vincolo e, al contempo, guadagnare una cifra più o meno elevata a seconda del tasso di interesse applicato.

Come vengono calcolati i tassi di interesse sul conto remunerato

Il riconoscimento di un minimo di interesse sul conto in base alle somme presenti, dovrebbe essere in realtà una prassi ma, soprattutto in Italia, siamo ben lontani dal vedere realizzato questo scenario.

In concomitanza all’aumento dei tassi decretato dalla BCE, nel nostro Paese i tassi sui prestiti alle imprese sono saliti prima, più velocemente e in maniera più consistente rispetto agli altri Paesi europei dell’eurozona mentre i tassi di interesse dei conti sono rimasti pressoché invariati, salvo alcune eccezioni che vedremo più avanti.

In linea generale, i tassi di interesse che vengono applicati su un conto remunerato sono mediamente inferiori rispetto ai tassi applicati sui conti depositi o su conti risparmio ma superiori rispetto a un conto corrente tradizionale.

Ma come avviene <il> calcolo degli interessi applicati sui conti remunerati? Anzitutto va detto che viene applicato un tasso di interesse annuale sul saldo presente sul conto. Questo stesso interesse viene liquidato con tempistiche che variano a seconda delle disposizione delle banca. La remunerazione può quindi avvenire su base mensile, trimestrale, semestrale o annuale.

Ma come fare a capire a quanto ammonta il rendimento del conto? Per calcolare il rendimento di una data somma di denaro nell’arco di un periodo di tempo determinato è sufficiente calcolare l’ammontare degli interessi maturati in base al tasso di interesse lordo proposto con la seguente formula:

Interesse = (Capitale depositato * tasso di interesse annuo * tempo in giorni) / 36500.

Facciamo un esempio pratico. Se abbiamo un capitale depositato di 20.000€ e un 4% di interesse netto annuale da calcolare in un anno l’interesse sarà pari a (20.000 x 4 x 365) / 36500 ossia 800 euro lordi.

Quali banche remunerano il conto corrente? Un quadro generale

Come anticipato, la situazione nel nostro Paese non è molto favorevole per i correntisti e sono pochissime le banche che offrono conti conti remunerati. Secondo quanto rilevato da un’analisi condotta dalla FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani), i tassi sui mutui hanno toccato il 4,36% mentre i tassi sui prestiti alle imprese il 4,33%. I tassi a favore della clientela, invece, presentano un tasso medio del 0,4% (considerando una media tra i tassi riconosciuti alle famiglie e i tassi riconosciuti alle imprese.

Sempre l’ABI rileva a giugno come il tasso medio sui depositi nel conto fosse appena dello 0,32% mentre sui depositi vincolati e non il tasso si attesta intorno allo 0.73%

E negli altri Paesi europei? In Francia, solo per fare qualche esempio i depositi non vincolati godevano già di un rendimento del >3% mentre in Germania il tasso di interesse era 2,37% sulla liquidità vincolata per brevi periodi. In Spagna poi, con l’exploit di Bbva (seconda banca del Paese presente anche in Italia) si arriva al 5%.

Basta quindi un colpo d’occhio per intuire facilmente che i depositanti italiani, non godono di un trattamento particolarmente conveniente. Le banche italiane applicano tassi più alti quando prestano ai clienti e tassi più bassi quando sono i clienti a prestare loro.

Il meccanismo dei tassi si inceppa quindi nel momento in cui la BCE alza i tassi di interesse ma questo rialzo non viene trasferito ai correntisti. Piccola parentesi, nasce proprio da qui la tassa sugli extra profitti delle banche voluta dal governo Meloni che, al di là dell’intenzione alla redistribuzione, non è stata ben giudicata da tutti.

Un trattamento impari quello riservato alla clientela italiana che viene ben evidenziato dalle riflessioni condotte da Federico Fubini su Il Corriere della Sera. Al di là delle implicite differenze tra un Paese europeo e l’altro, se prendessimo come metro di paragone le condizioni francesi al 1° luglio 2023, il rendimento medio sui depositi era dello 1,72% mentre in Italia, nello stesso periodo, era dello 0,73.

L’ammontare del deposito delle famiglie italiane era pari 1.124 miliardi di euro il che si traduce, in relazione alla differenza dei tassi di interesse, con un “mancato versamento” alle famiglie da parte delle banche italiane di circa 11,1 miliardi di euro all’anno.

Migliori conti correnti remunerati, quali sono?

Il correntista italiano che punta al risparmio offre quindi la propria materia prima (il denaro) ricavandone interessi trascurabili quando non inesistenti.

E, benché ai principali istituti di credito sia stata richiesto di rivedere la loro posizione nei confronti dei proprio clienti orientando il rapporto verso un punto di maggiore equilibrio, la maggior parte delle banche rimane immobile nelle proprie posizioni. Ce ne sono alcune però che, fortunatamente, convergono verso un aumento delle remunerazioni dei conti correnti.

È il caso di IBL che col suo conto corrente remunerato “ControCorrente” offre, per il primo anno, un tasso lordo del 3,30% per chi apre un conto entro il 16 ottobre 2023 (calcolato su una liquidità fino a 50.000.

illimity invece offre un tasso lordo del 2,5% sulla giacenza del conto corrente fino al 31/12/24 per chi apre un conto illimity Premium entro il primo febbraio 2024.

Ricordiamo infine la spagnola Bbva che offre il 4% lordo di remunerazione sul saldo del conto fino al 31/01/2025.

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