Lun 08 Agosto 2022 — 04:11

Consigli per investire in obbligazioni senza paura



La cosa più importante come sempre è conoscere gli obiettivi del risparmiatore, il piano finanziario, il suo orizzonte temporale, capitale e propensione al rischio

Investire in obbligazioni

Conviene investire in obbligazioni?

Meglio azioni o obbligazioni?

Quale tipo di obbligazioni scegliere?

Spesso quando un risparmiatore decide di investire inizia a porsi queste domande, chiedendosi se davvero convenga investire in obbligazioni.

In questo articolo cerchiamo di dare una risposta sensata a questi quesiti cosicché tu possa fare una scelta consapevole mettendo in pratica i nostri consigli per investire in obbligazioni.

Consigli per investire in obbligazioni: le premesse

Per rispondere correttamente alla domanda “conviene investire in obbligazioni” occorre prima di tutto essere onesti fino in fondo: bisogna conoscere attentamente la persona che pone questa domanda.

Ad esempio, occorre conoscere gli obiettivi di quella persona, il piano finanziario di quella persona, il suo orizzonte temporale, la sua propensione al rischio, il suo capitale, etc…

E quindi prima di chiedersi se conviene investire in obbligazioni , occorre farsi altre domande, che vengono necessariamente prima:

Investire in obbligazioni è coerente con il mio piano finanziario?

Rientra tra i potenziali mezzi per raggiungere i miei obiettivi di investimento?

Investire in obbligazioni è appropriato, calzante, idoneo per me e per i miei obiettivi?

Perciò se non conosci i tuoi obiettivi, non hai un piano finanziario e non hai una strategia personalizzata, allora puoi rimediare subito: richiedi un’analisi gratuita del tuo portafoglio di investimenti.

Fatta questa doverosa premessa, cerchiamo di dare dei consigli sensati dal punto di vista finanziario per investire in obbligazioni.

Investire in obbligazioni: le varie tipologie

Non tutte le obbligazioni sono uguali. Ne esistono di diversi tipi e adesso vediamo i principali.

Innanzitutto, chiariamo che le obbligazioni sono dei prestiti che le aziende o gli stati chiedono agli investitori, nel caso degli stati si chiamano Titoli di Stato.

Chi emette l’obbligazione è l’emittente, quindi lo Stato o l’azienda, mentre chi compra le obbligazioni è il creditore, che può essere un investitore come te o anche investitori istituzionali o le stesse banche.

Ciò che accade è che, come in ogni prestito, il creditore vuole anche ricevere indietro i suoi soldi, più gli interessi maturati.

Ma come possono ricevere questi soldi indietro? In 3 modi, e quindi facciamo una distinzione in 3 tipologie di obbligazioni:

  1. a cedola fissa

  2. a cedola variabile

  3. senza cedola

L’investitore che detiene obbligazioni riceve una cedola, ossia un pagamento periodico che si riceve per aver prestato i nostri soldi allo Stato o ad un’azienda.

Quando la cedola è fissa allora l’ammontare viene deciso all’inizio e non cambia nel tempo.

La cedola variabile invece prevede che l’ammontare non venga stabilito precisamente all’inizio ma sia calcolato in base a dei tassi, come il tasso Swap o l’Euribor.

Le obbligazioni senza cedola, invece, prevedono che non ci sia alcun pagamento periodico all’investitore, ma ci sia un capitale di rimborso da pagare all’investitore alla scadenza dell’obbligazione.

Inoltre, possiamo suddividere le obbligazioni anche in altre categorie in base alla durata: obbligazioni di breve, medio e lungo termine.

Investire in obbligazioni: il grande problema

Chi ancora vive nel mito delle obbligazioni vissuto dai propri padri o nonni, purtroppo vive in un mondo che non esiste più.

Purtroppo, a differenza alcuni decenni fa, le obbligazioni ormai non offrono più rendimenti allettanti.

E in un periodo di inflazione molto accentuata come questo, rischiano di essere strumenti completamente inutili.

Ma attenzione!

Ogni caso va valutato a sé!

Perché i mercati finanziari sono in continuo mutamento e perché esistono ancora dei casi in cui ha molto senso inserire alcuni tipi di obbligazioni in portafoglio.

Ad esempio, se ci troviamo alla fine di un Piano di Accumulo , diciamo che mancano 5 anni al termine e siamo esposti soprattutto sull’azionario, a quel punto per preservare il capitale maturato potrebbe aver senso ribilanciare a favore dell’obbligazionario.

IMPORTANTE: ovviamente si parla di mercato obbligazionario, non di singole obbligazioni!

Ma i casi sono praticamente infiniti quindi è sempre opportuno effettuare una pianificazione finanziaria personalizzata per evitare di perdere i propri risparmi facendo errori banali ed evitabili.

Inizia ora richiedendo un’analisi dei tuoi investimenti o della tua situazione finanziaria, gratuitamente e senza impegno.

Investire in obbligazioni: la novità

Come abbiamo detto, da tempo le obbligazioni non offrono più i rendimenti allettanti di una volta, addirittura moltissime obbligazioni offrono rendimenti negativi!

Ossia, è come se tu presti dei soldi a qualcuno con la promessa che dopo 5 o 10 anni riceverai meno soldi di quanti gliene hai prestati!

Sapendolo già fin dall’inizio!

In questo caso, se volessi investire in questo tipo di obbligazioni, sapresti sin dal principio che perderesti soldi con certezza.

La buona notizia è che da questo punto sembra esserci una lieve ripresa, infatti, la quantità di obbligazioni che offrono rendimenti negativi sta scendendo.

Perciò possiamo dire che se questo trend si confermasse nel tempo saremmo forse di fronte ad uno scenario migliore degli ultimi decenni, almeno dal lato delle obbligazioni.

3 regole per investire in obbligazioni

Per capire come investire in obbligazioni, puoi seguire 3 grandi regole che valgono come dei principi generali da tenere a mente.

La prima regola suggerisce di selezionare con cura l’emittente e il tipo di obbligazione.

Perché nessuno vuole prestare soldi a qualcuno poco affidabile o seguendo regole che non vuole rispettare.

La seconda regola per investire in obbligazioni, ci dice che se ti aspetti un ribasso dei tassi, allora è meglio investire in obbligazioni a cedola bassa e lunga durata.

Mentre, nel caso contrario allora, è meglio se compri titoli con una cedola alta, ma di durata minore.

La terza regola per investire in obbligazioni è di tenere ben presente la valuta con la quale fai l’investimento e nel caso prevedere qualche copertura.

Ovviamente, come dicevamo all’inizio, occorre valutare bene il tasso di inflazione corrente perché se i rendimenti sono troppo bassi potrebbe non valere la pena investire in obbligazioni.

Investire in obbligazioni: l’alternativa

Visto che le singole obbligazioni offrono rendimenti negativi o troppo bassi rispetto all’inflazione, spesso è meglio evitare di inserirle nel proprio portafoglio e sostituirle con delle valide alternative.

Ad esempio puoi valutare di investire in obbligazioni tramite un ETF obbligazionario.

In questo modo non dovrai analizzare ogni singola obbligazione ma potrai semplicemente investire in tante obbligazioni con buone caratteristiche in base alla tua strategia di investimento.

Inoltre, ti troveresti anche una buona diversificazione rispetto ad investire nelle singole obbligazioni, che pur essendo poco volatili, sono comunque soggette a dei rischi.

Tra l’altro con un ETF obbligazionario non dovrai nemmeno attendere la scadenza delle obbligazioni per riavere i soldi indietro, perché ti basterà rivendere l’ETF e il gioco è fatto.

Certamente, prima di rischiare i tuoi soldi, il consiglio è sempre quello di imparare a investire in ETF in modo professionale.

Investire in obbligazioni: il modo più sicuro

Il modo più sicuro per investire in obbligazioni è avere una strategia personalizzata basata sui tuoi obiettivi e sulle tue caratteristiche personali.

Perché fare un investimento di lungo termine può essere logorante, soprattutto durante gli inevitabili crolli dei mercati, e dovrai essere ben preparato a portare avanti la tua strategia per investire in sicurezza.

Per questo ti offriamo un’analisi gratuita dei tuoi investimenti, così puoi iniziare a pianificare il tuo futuro finanziario con serenità.

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