Mar 18 Gennaio 2022 — 07:27

Come pagare meno IRPEF in busta paga sfruttando agevolazioni fiscali e detrazioni



Esistono soluzioni per ridurre il carico fiscale e trovare una busta paga più ricca in tempi di “conguaglio” o un F24 più leggero quando sarà ora di pagare le imposte

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E’ risaputo da tutti i contribuenti che la principale imposta che grava sui redditi di chiunque sia l’IRPEF, siano essi lavoratori subordinati che autonomi, condita dalle varie addizionali comunali e regionali che rendono il boccone fiscale ancor più amaro. Il nostro ordinamento offre, comunque, svariate opportunità per ridurre sensibilmente il carico tributario in busta paga anche grazie alle numerose agevolazioni promosse in questi ultimi due anni in cui l’economia del nostro Paese è stata falcidiata dalla pandemia di COVID-19: è necessario essere informati e comprendere quali siano queste opportunità e come poterle sfruttare per ottimizzare anche questo aspetto, perché non serve lavorare 18 ore al giorno se poi si “regalano” soldi allo Stato per “l’ignoranza fiscale“.

In questo articolo proverò fare chiarezza su questo aspetto, offrendo alcune soluzioni per ridurre il carico di IRPEF e trovare una busta paga più ricca in tempi di “conguaglio” o un F24 più leggero quando sarà ora di pagare le imposte, descrivendo di seguito quali possano essere le opportunità sfruttabili senza grossi problemi o competenza in tema di Fisco e Finanza da qualsiasi contribuente.

Partendo dal presupposto che la differenza sostanziale tra chi percepisce una busta paga e può sfruttare il 730, e chi invece si trova costretto alla compilazione del “modello Redditi“, sia la velocità nel vedersi rimborsati eventuali crediti di imposta dal cosiddetto “sostituto di imposta“, ovvero il proprio datore di lavoro, è utile sottolineare che anche in caso di debiti di imposta, i lavoratori subordinati subiranno la trattenuta direttamente in busta paga.

Le trattenute sulla busta paga

All’interno di una busta paga sono presenti diverse voci: la retribuzione lorda, il netto percepito e, soprattutto la meno piacevole, ovvero quella relativa alle somme trattenute. Quali imposte vengono quindi trattenute dall’importo lordo dello stipendio di ogni lavoratore dipendente? Come detto nell’introduzione di questo articolo, la principale è l’IRPEF, ovvero una tassa progressiva che aumenta in base al reddito conseguito secondo i seguenti scaglioni:

trattenute irpef busta paga

Per dirla in maniera molto semplice: più si guadagna e maggiori saranno le aliquote fiscali applicate al reddito lordo dichiarato. Questo significa che, per semplificare al massimo il discorso, più il reddito lordo è basso e meno imposte si pagheranno, sia in termini assoluti che di percentuale di tassazione applicata.

Tra le altre trattenute inserite all’interno della busta paga sono presenti le addizionali comunali e regionali all’IRPEF, ovvero percentuali progressive di imposte destinate al comune e alla regione di residenza del contribuente con aliquote decise proprio da regioni e comune.

Infine, non dimentichiamoci delle trattenute previdenziali che incidono sul lavoratore subordinato per una percentuale che si attesta intorno al 9% e che possono variare in base al tipo di attività e alla tipologia del rapporto di lavoro. Chiaramente, anche il datore di lavoro dovrà fare la sua parte relativamente alla contribuzione previdenziale ma questo non è argomento da trattare in queste righe.

Come avere una busta paga più ricca sfruttando agevolazioni fiscali e bonus

Fatta la doverosa premessa relativa a quello che il contribuente medio si vede trattenuto dalla busta paga, è opportuno cominciare a parlare di soluzioni e cercare di illustrare come raggiungere il maggior risparmio fiscale ritrovandosi con una busta paga più alta, andando a “limare” proprio le trattenute, o aggiungendo bonus e benefit esentassi:

  • Bonus Renzi: quello che fino allo scorso anno era cosi chiamato, ovvero i famosi 80 euro in più in busta paga, “regalati” si dice per questioni elettorali, proprio da Matteo Renzi qualche anno fa, è stato sostituito dal credito di imposta di 100 euro, ovvero una integrazione salariale pari a 100 euro mensili per 12 mensilità che viene riconosciuto ai lavoratori subordinati con un reddito inferiore ai 28mila euro lordi l’anno;
  • Detrazione fiscale per redditi compresi tra 28.000 €  e 40.000 €:  trattasi di uno sconto fiscale simile all’ex Bonus Renzi per i redditi compresi in quella fascia. Tale benefit parte dal un massimo di 100€ e decresce progressivamente fino al limite degli 80€ con un reddito lordo di 35.000€. Oltre tale soglia la detrazione diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000€ lordi. Per richiedere questa detrazione non è necessario presentare alcuna domanda, sarà infatti il sostituto di imposta (datore di lavoro) a calcolarla direttamente in busta paga;
  •  Sfruttare le detrazioni: esistono svariate tipologie di spesa che possono comportare un ingente risparmio fiscale, ovvero le spese detraibili, quelle fatture o ricevute fiscali che dovranno essere consegnate al CAF o al commercialista. Sto parlando delle varie spese mediche, spese veterinarie, spese scolastiche, le spese per lo sport dei figli, le pensioni integrative, il mutuo, che sono solo una parte (le più comuni) di tutte le spese che danno diritto ad una detrazione fiscale del 19% sull’importo speso;
  •  I buoni pasto o buoni benzina: essere pagati coi buoni pasto o buoni benzina, anziché farsi pagare interamente con il denaro, comporta un incasso esente da imposte fino alla soglia massima di 258,23€ l’anno;
  •  Indennità di trasferta: per le trasferte fatte dai lavoratori subordinati al di fuori dal comune di residenza dell’impresa per la quale lavorano, spettano 46,48€ al giorno e 77,47€ al giorno per le trasferte all’estero. Anche questi importi, che vengono considerati alla stregua di un rimborso spese, sono esenti da imposizione
  •  Assegno universale unico per i figli a carico: l’assegno universale unico per i figli a carico è la nuova misura introdotta dal 1 luglio 2021 che diventerà attiva a pieno regime il 1 gennaio 2022 che andrà a sostituire tutte le detrazioni per i carichi di famiglia attualmente in vigore, ivi compresi gli assegni familiari. Avranno diritto al sussidio universale le famiglie con figli a carico fino a 21 anni sia di lavoratori dipendenti, che autonomi e addirittura incapienti con un ISEE inferiore ai 50.000€ e che paghino le tasse in Italia da almeno due anni. L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stesso e al valore dell’ISEE: fino ad una soglia di ISEE inferiore a 7.000€ in misura piena, ovvero 167,50€ per ciascun figlio per nuclei fino a 2 figli e 217,8 euro mensili a figlio in caso di nuclei più numerosi. Con l’aumentare dell’ISEE diminuiranno gli importi dell’assegno unico calcolati per ciascun figlio. E’ prevista una maggiorazione di 50€ mensili per ciascun figlio minore disabile.

Omar Cecchelani, Pagaremenotasse

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