Mer 08 Dicembre 2021 — 14:20

Calze sanitarie: il mercato della calzetteria in questi anni



L’Italia è la seconda nazione al mondo, dopo la Cina, nella produzione di collant

calze sanitarie

Molte sono le persone che non riescono a fare a meno di indossare le calze, soprattutto durante i giorni più freddi, ma, nonostante ciò, quello della calzetteria è un settore che nel corso degli anni è stato colpito da una profonda crisi iniziata già nel 2009 e che si è protratta negli anni successivi.

Un miglioramento è stato registrato in seguito alla crescita di richiesta di prodotti diversi come ad esempio collant coprenti, pantacollant, ma soprattutto calze sanitarie validi strumenti utilizzati non solo da chi ha subito un particolare intervento chirurgico ma da chi soffre di problemi di circolazione.

Acquistare calze sanitarie presso negozi specifici non è sempre semplice, perché a volte potrebbero non disporre del modello di cui si ha bisogno, per questo, il consiglio è di rivolgersi a portali di settore come https://www.calzeperpassione.com/, dove poter trovare un’ampia gamma di modelli senza aver paura di rimanere senza.

Il mercato della calzetteria negli anni

Uno degli accessori più utilizzati dalle donne in inverno, e durante le stagioni più fredde, sono sicuramente le calze e tra queste le calze coprenti, calze sanitarie e pantacollant.

Nonostante ciò, come affermato in precedenza, proprio il settore della calzetteria è stato colpito da una profonda crisi dalla quale si è pian piano risollevata grazie all’immissione sul mercato di nuovi prodotti.

L’anno di maggiore crisi è stato sicuramente il 2009 chiuso con un fatturato pari a 1.384 milioni di euro e con una riduzione della produzione di più dell’11%.

Cosa ha provocato tale crisi e quindi di conseguenza una lenta crescita di tale settore?

Sicuramente a contribuire è stato il ritardo della stagione invernale a causa delle alte e anomale temperature avvertite nei mesi compresi tra settembre e ottobre.

Una situazione di instabilità che si è protratta anche per l’anno successivo ovvero il 2010 nonostante però piano piano nei primi sei mesi il consumo sia lentamente cresciuto.

Calze sanitarie: pantacollant e calze coprenti favoriscono la crescita del mercato

La crisi nei primi sei mesi del 2010 ha maggiormente colpito la produzione di prodotti definiti ‘basici’ e tra questi vi rientrano ad esempio i classici gambaletti utilizzati dalle donne ormai da moltissimi anni.

Al contrario invece vi sono stati dei prodotti, non basici ma innovativi, che sono stati molto apprezzati e che quindi hanno favorito un aumento della vendita e di conseguenza anche della produzione.

Parliamo, ovviamente dei leggings, dei collant coprenti e dei pantacollant ai quali ormai da molti anni nessuna donna riesce più a resistere.

I collant coprenti vengono infatti utilizzati anche quando le temperature sono più fredde e sono risultati il prodotto più utilizzato nei primi cinque mesi del 2010.

Ciò ha evidenziato come il mondo femminile, ma non solo, abbia preferito l’innovazione e l’originalità.

E di preciso la crescita ha visto coinvolti articoli in poliestere lucido con dei motivi a stampa in digitale oppure ancora con delle applicazioni in gomma e pietre in silicone; accessori grazie ai quali poter sfoggiare un look nuovo ed originale mai banale.

Una grande crescita nel settore che ha portato ad un maxi aumento della calzetteria in questi anni ha visto coinvolte anche le calze sanitarie, come ad esempio i collant contenitivi e quelli a compressione graduata ideali per tutti coloro che soffrono di disturbi alle gambe causati da problemi alle vene e alla circolazione.

Il settore della calzetteria in Italia

Parlando dello sviluppo di tale mercato è possibile dire che l’Italia è la seconda nazione al mondo, dopo la Cina, nella produzione di collant.

In particolare, in Italia è stata registrata una quota del 24,6% rispetto alla Cina in cui la quota registrata è del 26,9%.

Se da una parte, secondo il report delle vendite relative all’anno 2015, l’export sembrerebbe essere sceso ecco che lo stesso non si può dire per il mercato interno dove invece è stato possibile registrare un aumento del 2,2%.

Proprio grazie al mercato interno sono state molte le aziende italiane che sono riuscite a compensare o ridurre le perdite.

Alla luce di tutto ciò è quindi possibile dire che mentre un tempo le aziende puntavano alla vendita di prodotti di qualità all’estero, oggi si punta molto sulla qualità del made in Italy.

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