Sab 05 Dicembre 2020 — 15:23

Vandelli (Bper): aumento di capitale in settembre



Operazione stimata dagli analisti fino a 800 milioni per rilevare le 532 filiali di Ubi. Per il manager della banca modenese una vera e propria acquisizione, anche se Bper continuerà a partecipare al consolidamento

azioni Bper

Bper verso l’aumento di capitale nella seconda metà di settembre. Un’operazione la cui taglia è stimata dagli analisti in 700-800 milioni a fronte di un mandato approvato dall’assemblea fino a 1 miliardo, e che servirà ad acquisire le ormai famose 532 filiali nell’ambito dell’offerta targata Intesa Sanpaolo su Ubi.

Bper, aumento di capitale a settembre: Vandelli

A rivelare le prossime mosse della banca modenese è stato l’ad Alessandro Vandelli in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore. Il manager si è detto ottimista su un successo dell’opas di Intesa Sanpaolo su Ubi, di cui peraltro l’acquisizione di 532 filiali da parte di Bper è la condizione irrinunciabile, secondo quanto stabilito nei giorni scorsi dall’antitrust.

“Per noi è un’opportunità unica e forse irripetibile di crescita. Ma la nostra operazione dipende dall’esito dell’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. Vedremo come finirà, gli ultimi giorni sono quelli decisivi. Molti segnali lasciano pensare che l’Ops di Intesa possa avere successo”, ha detto il numero uno di Bper.

“Contiamo di lanciare l’aumento di capitale sul mercato nella seconda metà di settembre”. Con la presentazione dei conti semestrali del 5 agosto, “avremo tutti gli elementi per definire l’operazione sul capitale”.

Quanto al prezzo, dopo il recente rilancio di Intesa Sp su Ubi con 0,57 euro cash “qualche impatto è probabile che ci sarà, ne parleremo. Il contratto con Intesa è già stato cambiato due volte, di recente per modificare il perimetro dell’operazione dopo le richieste dell’Antitrust. Sono certo che anche stavolta troveremo una soluzione soddisfacente per entrambi”.

bper aumento di capitale vandelli

L’ad di Bper, Alessandro Vandelli

Bper e il futuro delle 532 filiali di Ubi

Le filiali, ha spiegato Vandelli, restano le 532 previste “e sono già state identificate una ad una”. La prevalenza, circa il 70% degli impieghi e della raccolta da clientela, è nel nord del Paese, soprattutto in Lombardia. E poi in Piemonte, Liguria e Marche, meno nel resto d’Italia.

Rispetto alle contestazioni di Ubi, secondo cui il raggiungimento del 50% più un’azione nell’ops di Intesa non consentirebbe la cessione delle filiali, secondo Vandelli “se le adesioni all’Ops supereranno il 50% si potrà procedere al rinnovo del cda e in seguito Intesa, esercitando i propri diritti di controllo, avrà un ruolo di coordinamento e indirizzo su Ubi. Riteniamo quindi che la cessione degli asset possa avvenire e aspettiamo fiduciosi l’esito dell’operazione”.

Fonti di Intesa hanno fatto sapere nelle ultime ore di aspettarsi un’adesione al 60%. L’offerta scade il 28 luglio.

Bper-Ubi, rischio esuberi?

Sulla possibilità di un rischio esuberi in seguito all’acquisizione delle 532 filiali, il manager della banca modenese ha così risposto: “Siamo una banca che ha ormai una strategia multicanale, ma rimaniamo fermamente convinti che il ruolo della filiale sia e resterà centrale nel rapporto con i clienti. E le persone che lavorano in banca sono fondamentali. Ai dipendenti delle filiali di Ubi che auspichiamo diventeranno di Bper dico che speriamo di appassionarli con il nostro progetto di crescita e che puntiamo ad aumentare e non a diminuire le risorse.

E ancora, sull’opportunità di acquisire filiali, quando altri fanno a gara per chiuderle: “Certamente intendiamo comprare un numero significativo di filiali di una banca, ma soprattutto acquisire nuovi clienti in aree di grande ricchezza e realizzare sinergie di ricavo grazie alle nostre società prodotto nell’asset management, nel credito al consumo, nel factoring. Inoltre non dobbiamo gestire duplicazioni nelle strutture centrali con i relativi costi di integrazione: questo è il vero vantaggio dell’operazione”.

Bper e le prossime fusioni/acquisizioni

Per Bper l’aumento di capitale e la relativa operazione sugli sportelli, oltre all’impatto del Covid, determineranno ovviamente nuovi scenari che andranno inseriti in un aggiornamento del piano industriale. “La nuova situazione, considerando gli effetti dell’emergenza sanitaria e l’operazione di acquisto degli sportelli, se realizzata, richiederà di mettere mano a un nuovo piano industriale, che presenteremo ragionevolmente nel primo semestre del prossimo anno. Quanto alla revisione del target 2021, contiamo di dare le prime indicazioni al mercato insieme con i dati della semestrale che diffonderemo a inizio agosto”.

Sul fronte del consolidamento, con le speculazioni in atto su nuove fusioni/acquisizioni bancarie, “noi di Bper nei prossimi mesi dovremmo essere impegnati nell’operazione sui 532 sportelli di Ubi che, dimensionalmente, è come acquistare una banca. Ma poi riteniamo di poter giocare un ruolo attivo nel consolidamento anche grazie al supporto che abbiamo da azionisti importanti come il gruppo Unipol e le Fondazioni, a partire da quella di Sardegna”.

Ricordiamo che Bper è stata associata fra l’altro a una possibile combinazione con la Popolare di Sondrio, tanto più che i due istituti sono già legate dall’investimento comune in Arca Sgr. I rumors inoltre hanno più volte accostato Bper all’immancabile Mps.

Intanto in Borsa alle ore 11,12 le azioni Bper segnano -2,47% a 2,486 euro con il Ftse Italia Banche a -0,9%.

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