Mer 18 Settembre 2019 — 12:12

Unicredit punta Commerzbank, il titolo va giù



Voci di una fusione. No comment di Piazza Gae Aulenti, ma il governo tedesco preme per cedere la sua quota

Unicredit nel mirino delle vendite in Borsa, fra scambi superiori alla media, in scia alle voci di una possibile aggregazione tra il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier e la tedesca Commerzbank.

Voci accolte con un no comment in Piazza Gae Aulenti, ma che il governo di Berlino, azionista al 15,6% di Commerzbank, non ha certo contribuito a dissipare, ricordando che la partecipazione “non durerà per sempre” e che punta a “raggiungere un buon risultato economico” per i contribuenti.

Sulla scia dei rumors verso il finale di seduta il titolo Unicredit ha accelerato al ribasso per cedere poi il 2,24% a 17,47 euro. Forti gli scambi, pari a 20 milioni di pezzi, quasi il triplo rispetto alle ultime due sedute. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,31% a 22.355 punti.

Unicredit, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, avrebbe espresso il proprio interesse al governo tedesco, attuale azionista di controllo di Commerzbank. La fusione si concretizzerebbe in un’operazione carta contro carta da effettuarsi soltanto una volta concluso il piano industriale che scade nel 2019.

Un portavoce di Unicredit ha indicato che la banca “non commenta rumors e speculazioni di mercato”. I vertici dell’istituto in passato hanno sottolineato che il piano Transform 2019 prevede un percorso pienamente organico senza acquisizioni o vendite (oltre a quelle già fatte).

Proprio domani fra l’altro è in calendario un Cda di Unicredit che dovrebbe discutere la nuova strategia della governance. Se questa fosse approvata, sarebbe immediatamente inoltrata alla Bce, con l’obiettivo secondo indiscrezioni di anticipare a fine anno l’assemblea prevista attualmente nei primi mesi del 2018.

Lo Stato tedesco detiene il 15,6% di Commerzbank dopo il salvataggio pubblico degli scorsi anni, con BlackRock e Cerberus al 5%, mentre il 50% è in mano ad altri investitori istituzionali e il 25% a privati di cui la maggioranza tedeschi.

Un portavoce del ministero delle Finanze tedesco non ha voluto commentare le voci di presunti contatti con Unicredit. Tuttavia ha precisato: “Abbiamo sempre fatto presente che la partecipazione dello Stato non sarebbe durata per sempre”. Inoltre, ha proseguito il portavoce citato da Handesblatt online, “lo Stato vuole raggiungere un buon risultato economico per i suoi contribuenti”. E ancora, “i rappresentanti del ministero delle Finanze sono sempre contattati dagli investitori in diverse occasioni e su diversi temi, ma come sempre non possiamo esprimerci sui singoli casi”.

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