Ven 30 Luglio 2021 — 15:40

Unicredit: Mustier senza buonuscita, Del Vecchio in manovra



Il patron di Luxottica, attualmente primo socio di Mediobanca e con un’importante quota in Generali, potrebbe chiamare a raccolta le fondazioni per dare vita a un fronte italiano. Intanto Foti (Fineco) si tira fuori dalla corsa per la successione

unicredit raccomandazione

Vigilia di Natale all’insegna delle grandi manovre per Unicredit: si lavora per la successione al ceo Jean Pierre Mustier, che ha firmato un accordo con cui rinuncia alla buonuscita (fatto molto raro), mentre i soci fra cui Leonardo Del Vecchio (ha circa il 2%) si muovono per avere voce in capitolo nel futuro della banca.

Unicredit, Mustier lascerà senza buonuscita

La banca ha reso noto ieri sera un accordo con il ceo uscente Jean Pierre Mustier, il quale non riceverà alcuna buonuscita straordinaria, se non le competenze di fine rapporto dovute per legge/contratto collettivo di lavoro in qualità di direttore generale.

unicredit mustier

Jean Pierre Mustier

Mustier, inoltre, “rinuncia a qualsiasi pretesa nei confronti della banca e del gruppo, compresi gli eventuali diritti derivanti dal Long Term Incentive Plan 2020/2023”. Da parta sua Unicredit permetterà al manager francese di mantenere i suoi diritti nell’ambito del Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2017/2019, corrispondenti a 486.391 azioni, che maturerà nel 2024 (a oggi valgono 3,6 milioni di euro).

Quanto alla selezione del nuovo ceo di Unicredit, che vede impegnato il Comitato nomine presieduto da Stefano Micossi, con l’advisor Spencer Stuart e il coordinamento del presidente designato Pier Carlo Padoan, anche i soci si starebbero muovendo per avere voce in capitolo.

Unicredit, Del Vecchio chiama a raccolta fondazioni

Fra questi spicca il nome di Leonardo Del Vecchio, citato oggi dal quotidiano MF. Il primo socio di Mediobanca (11%), nonché azionista di peso di Generali (4,8%) detiene attraverso Delfin una quota che sfiora il 2% (1,925%) nel capitale della banca milanese.

Del Vecchio punterebbe a coalizzare una sorta di “fronte italiano” degli azionisti chiamando a raccolta le fondazioni bancarie a partire da Crt: un fronte che somma il 3,5% e che assieme a Delfin supera il 5%, che potrebbe dire la sua in merito alla scelta del nuovo manager e guardare anche a possibili rappresentanti nel nuovo cda che sarà eletto in primavera.

mediobanca bce del vecchio

Leonardo Del Vecchio

Un altro fronte è quello dei grandi investitori istituzionali internazionali fra cui Blackrock (5,075%) e Capital Research (5,02%), ai quali si potrebbe affiancare secondo MF anche Davide Serra, visto l’interesse del finanziere italiano per il tema delle fusioni bancarie. Al momento, il Tesoro non molla la presa e prosegue il suo pressing per un’acquisizione di Mps, dove lo Stato è al 64%.

Nomine Unicredit, Foti resta a Fineco

Nella partita delle nomine non sono attese novità entro Natale e l’investitura del prossimo ceo dovrebbe pertanto slittare al nuovo anno.

Il toto-nomi vede sempre in corsa l’ex numero uno di Mps, Marco Morelli, Fabio Gallia (già a Bnl e Cdp), l’ex consigliere delegato di Ubi, Victor Massiah, Bernardo Migrone (Nexi, ex Unicredit e Mps) nonché il numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel.

Intanto Fineco in merito a indiscrezioni di stampa diffuse oggi “chiarisce che l’Ad e Dg Alessandro Foti non è interessato a rivestire alcun altro ruolo e resta totalmente focalizzato sullo sviluppo della Banca e delle sue prospettive di crescita”.

Intanto in Borsa alle ore 11,16 le azioni Unicredit segnano +0,62% a 7,465 euro, in linea con l’intonazione positiva generale e del settore.

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