Mer 08 Dicembre 2021 — 13:51

Unicredit-Mps: spunta ipotesi proroga fino al 2022, trattativa “volatile”



Il Mef secondo indiscrezioni di stampa potrebbe chiedere a Bruxelles il rinvio della privatizzazione

unicredit mps 2022

Sembra essere arrivato il momento dei colpi di scena per la trattativa tra Unicredit e il Tesoro per l’acquisizione di Mps. Dopo i rumors su un aumento di capitale per il Monte dei Paschi di Siena sopra i 3 miliardi e che potrebbe raggiungere la considerevole taglia di 5-7 miliardi, spunta ora l’ipotesi di una proroga dell’operazione, che potrebbe concludersi solo nel 2022.

Unicredit-Mps, proroga al 2022?

Il Mef (al 64% di Mps) si appresterebbe infatti a chiedere alla Commissione Ue un rinvio a giugno 2022 della privatizzazione della banca senese. Lo ha scritto domenica il Messaggero.

Ciò sarebbe dovuto ai tempi tecnici necessari per mandare in porto l’operazione, anche perché ci sarebbero ancora nodi da sciogliere nella trattativa, al punto che il Tesoro secondo la ricostruzione di stampa potrebbe chiedere a Unicredit di presentare un’offerta non vincolante.

Una proroga del deal Unicredit-Mps arriverebbe mentre è atteso anche un rinvio fino a giugno dei benefici fiscali in caso di fusioni bancarie. Gli incentivi per Unicredit varrebbero 2,3 miliardi in caso di luce verde all’operazione con Siena.

Trattativa “volatile”

L’ipotesi non è stata confermata. Allo stato attuale il Mef deve uscire dal capitale della banca senese entro il 2021 in virtù del piano di ristrutturazione concordato con la Dg Comp europea.

Come ha scritto il Sole 24 Ore, che a sua volta ha accennato a una possibile proroga del deal, “il clima intorno alla trattativa è volatile come il meteo”.

Piano industriale

Un rinvio, viene fatto notare, farebbe gioco soprattutto al Tesoro, mentre Unicredit si appresta a presentare a novembre un nuovo piano industriale che nelle aspettative dovrebbe incorporare il contributo degli asset Mps del perimetro selezionato.

D’altra parte il ceo Andrea Orcel ha messo in chiaro fin da subito che la fusione dev’essere senza rischi per Unicredit. E le voci menzionate nei giorni scorsi da Bloomberg hanno spiegato che “se la proposta del governo non rispetta tutte le condizioni pre-concordate”, il gruppo “potrebbe prendere in considerazione la possibilità di ritirarsi”.

In Borsa alle ore 9,55 le azioni Unicredit segnano -0,32% a 11,766 euro, con il Ftse Mib in calo dello 0,61%. B.Mps -0,18% a 1,088 euro.

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