Dom 26 Settembre 2021 — 01:59

Unicredit-Mps, è ufficiale: Orcel tratta in esclusiva acquisizione dal Tesoro con “zero Npl” e senza rischi legali



Via alla due diligence. Piazza Gae Aulenti punta a rafforzarsi in Italia ed elenca una serie di condizioni a partire dalla neutralità patrimoniale

unicredit mps

La partita Unicredit-Mps è a una svolta: la banca guidata da Andrea Orcel ha avviato “interlocuzioni in esclusiva” con il Tesoro per verificare la fattibilità” di un’acquisizione della banca di Siena.

Unicredit punta a un “perimetro selezionato” e a ottenere “adeguate misure di mitigazione del rischio”.

L’annuncio, per quanto preceduto nelle scorse ore da alcuni rumors di stampa, arriva abbastanza a sorpresa, visto che erano emerse perplessità da parte di Unicredit. Tuttavia Orcel aveva posto una serie di condizioni per una fusione con Mps e ora mira a ottenere dal Tesoro importanti garanzie (elencate più sotto nell’articolo).

“Tutti gli Npl della banca saranno lasciati indietro. La banca arriverà con zero Npl”, ha detto Orcel in una conference call immediatamente convocata. “Anche i rischi legali saranno lasciati indietro”, ha aggiunto.

“Durante il periodo di due diligence eseguiremo analisi dettagliate e verificheremo se saremo in grado di definire una transazione che possa soddisfare i parametri concordati. Allora, e solo allora, avremo gli elementi per decidere se procedere”.

Per Siena sembra tramontare l’ipotesi di una permanenza del Tesoro (al 64% del capitale) caldeggiata dai sindacati. Inoltre si attende domani sera l’esito degli stress test con stime per un deficit di capitale a circa 2 miliardi.

“UniCredit e il Mef , nella sua qualità di azionista di maggioranza di Banca Monte dei Paschi di Siena, hanno approvato i presupposti per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di Mps, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. A tal fine, avvieranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione”, recita la nota di Piazza Gae Aulenti.

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Andrea Orcel

Secondo Unicredit un’operazione su Mps “permetterebbe al Gruppo di accelerare i piani di crescita organica e agevolare il raggiungimento di ritorni sostenibili superiori al costo del capitale. Mps potrebbe contribuire,
subordinatamente alla definizione del perimetro dell’operazione, circa 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi della clientela, 62 miliardi di masse in gestione e 42 miliardi di masse in amministrazione“.

L’operazione Unicredit-Mps “permetterebbe al Gruppo di rafforzare il posizionamento competitivo in Italia e in particolare nel Centro-Nord – prosegue lòa nota di Piazza Gae Aulenti – dove si trova il 77% degli sportelli di MPS, contribuendo fra l’altro a una crescita della quota di mercato in Toscana di 17 punti percentuali, in Lombardia e in Emilia Romagna di 4 punti percentuali e in Veneto di 8 punti percentuali”.

“Tale operazione porterebbe inoltre un incremento rilevante della profittabilità prospettica, preservando al contempo la posizione di capitale e migliorando la qualità dell’attivo e il profilo di rischio del Gruppo su base pro forma. Qualsiasi potenziale operazione avverrebbe nell’ambito dell’esistente focalizzazione da parte del Gruppo su liberazione del valore interno che rimane e rimarrà una priorità”.

Tra i principali presupposti concordati con il Mef per verificare la fattibilità dell’operazione a livello patrimoniale ed economico, Unicredit evidenzia le seguenti condizioni:

  • la neutralità della stessa rispetto alla posizione di capitale del Gruppo su base pro forma;
  • un accrescimento significativo dell’utile per azione dopo aver considerato le possibili sinergie nette dell’operazione ed in ogni caso il mantenimento dei livelli attuali di utile per azione anche prima di tener conto delle possibili sinergie al 2023;
  • l’esclusione di contenziosi straordinari non attinenti all’attività di ordinaria gestione bancaria e di tutti i relativi rischi legali, attuali o potenziali;
  • l’esclusione dei crediti deteriorati e l’adeguata copertura di eventuali ulteriori rischi di credito che siano identificati anche a seguito della due diligence attraverso modalità da definire;
  • l’accordo sulla gestione del personale in funzione del compendio inerente all’esercizio delle attività commerciali, al fine di assicurare un’integrazione agevole, rapida ed efficace del business nel Gruppo.

L’operazione allo studio, prosegue la nota, sarà subordinata al positivo esito della verifica della sussistenza dei presupposti essenziali dell’operazione, della due diligence legale, patrimoniale, fiscale, contabile e industriale, e delle interlocuzioni con il Mef e Mps finalizzate ad addivenire a una più puntuale definizione della struttura, dei termini e del perimetro dell’operazione, nonché alla successiva definizione dei relativi accordi vincolanti.

A seguito dell’annuncio in data odierna, “UniCredit concorderà con MPS l’accesso ad una virtual data room dedicata per lo svolgimento dell’attività di due diligence”.

UniCredit infine rende noto che, “pur in assenza di qualsivoglia conflitto di interessi e in piena indipendenza di
giudizio, il Presidente, professor Pier Carlo Padoan, in ragione del suo precedente incarico di Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha ritenuto di astenersi dalla deliberazione del Consiglio di Amministrazione”.

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