Mer 28 Settembre 2022 — 02:52

Unicredit fa chiarezza sulla Russia e vola in Borsa



Confermata la cedola, in scenario estremo impatto di 200 punti sul Cet1

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Unicredit fa chiarezza sull’esposizione alla Russia, confermando il dividendo e una solida posizione di capitale. Le informazioni sono state affidate a una nota diffusa a mercato chiuso alla luce delle recenti turbolenze innescate dalla guerra in Ucraina e dai timori di un effetto boomerang delle sanzioni a Mosca. Il titolo, già ieri in forte rialzo, prosegue oggi il deciso recupero in Borsa.

Unicredit “è presente in Russia dal 2005 e ha già saputo in passato adattarsi e operare nel pieno rispetto di contesti sanzionatori”, spiega la nota. “Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi nel paese, in piena collaborazione con le
autorità di regolamentazione, avvalendoci di team di esperti dedicati che hanno definito piani di emergenza consistenti per proteggere il nostro personale operativo nell’area, i clienti in tutta Europa e gli azionisti”.

UniCredit Bank Russia, viene precisato, ha una posizione creditoria autofinanziata di 7,8 miliardi di euro a fine 2021, Rwa di 9,4 miliardi di euro e un patrimonio netto di 2,5 miliardi di euro. Al netto delle coperture sui cambi, Unicredit è esposta alla Russia (esposizione diretta a UniCredit Bank Russia – Ucbr) per circa 1,9 miliardi di euro.

L’esposizione cross border nei confronti di clientela russa è attualmente pari a circa 4,5 miliardi di euro, al netto delle garanzie di circa 1 miliardo di euro da parte di Export Agencies pubbliche non russe, e rappresenta circa 3 miliardi di euro di Rwa.

L’esposizione è quasi interamente verso le principali multinazionali russe, per lo più in valute EUR e USD, con contratti regolati da leggi internazionali e soggetti a tribunali internazionali. Le controparti impattate dalle sanzioni rappresentano meno del 5% della espozione cross border complessiva. Le principali esposizioni del portafoglio si riferiscono ai seguenti settori: circa il 30% verso il petrolio e il gas, circa il 20% ciascuno verso i trasporti e i macchinari & metalli, circa il 10% verso i prodotti chimici, circa l’8% verso le istituzioni finanziarie e la parte residua verso un mix di altri settori.

,”Abbiamo un’esposizione mark-to-market in derivati verso le banche russe di circa 300 milioni di euro, al netto del collaterale. La massima perdita potenziale nel caso in cui il valore del rublo si approssimi allo zero è di circa 1 miliardo di euro. Nello scenario estremo, in cui la totalità della nostra massima esposizione non possa essere recuperata e venga azzerata, l’impatto sul Cet1 ratio di UniCredit a fine 2021 (15,03%, che sconta il dividendo maturato nel 2021 per 1,2 miliardi di euro) sarebbe di circa 200 punti base. La nostra solida posizione di capitale ci consentirebbe di assorbire questo impatto senza scendere al di sotto del 13%”.

“Sebbene questo scenario estremo non venga considerato come caso base, il nostro approccio alla distribuzione è prudente e sostenibile. In virtù di questo, confermiamo il dividendo in contanti proposto per il 2021 di 1,2 miliardi di euro, mantenendo un Cet1 ratio superiore al 13% anche nello scenario peggiore”.

Inoltre Unicredit conferma l’intenzione di eseguire il buyback “fino all’importo precedentemente concordato di 2,58 miliardi di euro, sotto la condizione che il nostro CET1 proforma di fine anno 2021 rimanga superiore al 13,0%. Un impatto finale sul capitale delle nostre esposizioni russe inferiore a 200 punti base ci permetterà di utilizzare fino a un importo equivalente per il riacquisto di azioni. Forniremo aggiornamenti al mercato sullo sviluppo dell’esposizione a 200 punti base su base trimestrale, a meno che il miglioramento non sia superiore a 25 punti base, nel qual caso forniremo un aggiornamento ad hoc”.

“Il nostro target Cet1 capital ratio si mantiene all’interno dell’intervallo del 12,5-13,0%. Continuiamo a gestire dinamicamente la nostra esposizione al rischio, valutando costantemente il potenziale impatto del conflitto sul Pil globale e sulle politiche pubbliche”.

Le azioni Unicredit sono arrivate a cedere oltre il 40% in meno di due settimane, ma il titolo ieri ha ripreso forza dopo che diversi broker hanno confermato le rispettive raccomandazioni positive. Fra questi, Deutsche Bank ha confermato il buy sul titolo con un prezzo obiettivo di 18,60 euro, ritenendo le recenti vendite esagerate; da parte sua Credit Suisse ha limato il target price da 18 a 16 euro, confermando il rating outperform anche dopo avere incorporato “una dura recessione in Russia”.

Le banche d’affari oggi commentano positivamente la mossa di Unicredit e i numeri forniti al mercato. Secondo Equita le indicazioni confermano “la solidità patrimoniale” della banca “e la sua capacità di remunerazione degli azionisti, anche nell`attuale contesto di mercato”. Per Autonomous nel complesso 200 punti base sono un “costo sopportabile”. Jefferies ritiene che “la conferma dell’esposizione russa complessiva dovrebbe essere vista come ampiamente rassicurante” . Tuttavia, mentre “il dividendo in contanti da 1,2 miliardi di euro per il 2021 è confermato, il piano di riacquisto di azioni da 2,6 miliardi di euro è ora condizionato al fatto che il Cet1 ratio proforma rimanga al di sopra del 13%, il che suggerisce che il buyback – o almeno parte di esso – potrebbe ora essere ritardato in attesa di chiarezza su eventuali perdite legate alla Russia”.

Oggi alle ore 9,39 Unicredit +6,81% a 9,631 euro.

tim cvc 27-09-2022 — 11:02

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