Mer 27 Ottobre 2021 — 17:58

Unicredit e Mps, si apre il capitolo esuberi



La banca milanese invoca le garanzie che furono accordate a Intesa Sanpaolo per le banche venete

unicredit ermotti

Per il dossier Unicredit Mps si apre il capitolo esuberi, uno degli aspetti più importanti della trattativa con il Tesoro tacitamente prorogata la scorsa settimana.

Unicredit Mps, esuberi in primo piano

La questione esuberi viene monitorata ovviamente dai sindacati e si interseca fra l’altro con la campagna elettorale in corso a Siena per le elezioni suppletive. Da parte sua Unicredit ha chiamato l’ex Mps Ilaria Dalla Riva dirigere le Risorse Umane, con il chiaro intento di gestire in modo ottimale la potenziale integrazione.

Sul tema si sarebbe aperto intanto un altro fronte tra Unicredit e il Mef, secondo quanto riporta oggi il Messaggero. La banca guidata da Andrea Orcel chiede al Tesoro di finanziare anche gli esuberi di Unicredit che saranno previsti dal piano industriale unico (comprendente Siena) da presentare entro fine anno.

Unicredit invoca cioè lo stesso trattamento che fu riservato nel 2017 a Intesa Sanpaolo nell’operazione sulle banche venete. All’epoca un decreto del governo stanziò 5 miliardi, parte dei quali per gestire 4.000 esuberi: 1.000 delle venete e 3.000 di Intesa.

La proposta sarebbe invece considerata dal Mef “impraticabile”, in quanto potrebbe configurare aiuto di Stato. La Popolare di Vicenza e Veneto Banca erano state messe in liquidazione coatta mentre Rocca Salimbeni è in bonis, quotata in Borsa, avrebbe fatto presente il Tesoro.

Impatto neutro sul capitale

“L’operazione deve andare in porto, non conviene a nessuno rompere”, spiegano fonti istituzionali al giornale romano.

Orcel ricorda secondo gli accordi l’acquisizione del Monte dei Paschi deve avere un impatto neutro sul capitale di Unicredit.

E’ una trattativa complicata, scrive il Messaggero, considerando altre divergenze quali il perimetro selezionato che per Orcel sono 1.100 filiali e Widiba, mentre tutto il resto dovrebbe restare a a carico del Mef che dovrà ricapitalizzare Mps per circa 3 miliardi, prima di far partire la vendita.

Unicredit Mps, la conta degli esuberi

Quanto al numero di esuberi, la ricostruzione di stampa parte da quelli che Unicredit si appresterebbe a inserire nel suo piano industriale di novembre comprendente la good bank senese: dovrebbero essere circa 3.000, cifra indicata come preliminare.

Sul fronte Mps, dei 7.000 dipendenti esclusi dal perimetro, 5.400 matureranno i requisiti nei 7 anni del Fondo di Solidarietà e di questi ultimi, 1.690 fanno parte dello stock di 4.800 fuoriuscite del piano di ristrutturazione concordato con Bruxelles nel 2017, di cui 3.110 già fuori.

Secondo questi calcoli, fra i 3.000 di Unicredit e i 5.300 complessivi di Mps, nel piano di Unicredit dovrebbero figurare circa 8.300 dipendenti la cui uscita dovrebbe essere sostenuta con soldi pubblici. Nelle prossime ore le parti dovrebbero riprendere a trattare sui diversi fronti che richiedono una mediazione.

In Borsa alle ore 10,22 le azioni Unicredit segnano +0,69% a 10,826 euro; Mps -0,05% a 1,108 euro.

mediobanca trimestrale 27-10-2021 — 02:22

Mediobanca: trimestrale batte attese, no comment di Nagel su battaglia Generali

Commissioni record. Anche l’outlook è positivo, confermata la politica dei dividendi

continua la lettura