Ven 24 Maggio 2019 — 10:09

Unicredit: dopo Fineco, via da Mediobanca?



Il manager dopo i conti ribadisce che Piazzetta Cuccia è una partecipazione finanziaria e non strategica. Fra i nuovi obiettivi, ridurre i Btp dall’attuale livello di 54 miliardi

unicredit news mustier

Dopo la cessione di una maxi quota di Fineco, il ceo Unicredit Jean Pierre Mustier è pronto al disimpegno da Mediobanca? Il manager francese, commentando in conference con gli analisti i conti del primo trimestre (con utili e ricavi migliori delle attese), non è entrato nei dettagli ma ha ribadito la posizione già espressa più volte in passato. E che legittima qualche sospetto. Mustier ha detto cioè che si tratta di una partecipazione finanziaria e non strategica, proprio come è divenuta Fineco, dopo che Unicredit è scesa ieri al 18% senza escludere peraltro l’uscita definitiva dal capitale.

Unicredit, più vicino il disimpegno da Mediobanca?

Una mossa che sarebbe ancor più dirompente per gli assetti del capitalismo italiano, dal momento che Unicredit detiene l’8,4% di Mediobanca, la quale possiede il 13% delle Assicurazioni Generali (con l’ad Alberto Nagel che da tempo accarezza l’idea di scendere al 10%) a formare la famosa “catena”.

Come per Fineco, anche le azioni di Mediobanca non sono poi così lontane dai loro massimi storici e dal prezzo di carico di Unicredit a 10,2 euro, circostanza che potrebbe favorire il disimpegno o la riduzione della quota.

Inoltre, dopo la mossa dei grandi soci di Piazzetta Cuccia di trasformare il Patto di sindacato in un accordo di sola consultazione, Unicredit avrebbe mani libere per cedere la propria partecipazione.

Mustier ha risposto questa mattina in conference che Mediobanca “resta per noi un investimento di carattere finanziario” e pertanto non è considerato strategico.

Mustier nega cambio strategia, “solo aggiustamento”

Mustier oggi ha inoltre negato che la cessione del 17% di Fineco rappresenti un cambio di strategia, dicendo che si tratta “soltanto di un aggiustamento della nostra strategia, non un cambiamento. Fineco rimane un’ottima società”.

Le mosse annunciate in questi giorni sono state accolte infatti con perplessità dagli analisti e dal mercato: anche ieri il titolo, nonostante l’operazione su Fineco da 1 miliardo, con una plusvalenza stimata in 500 milioni di euro, ha continuato a cedere terreno.

Anche i sindacati si sono fatti vivi. “Vogliamo capire quali sono le logiche sottostanti alla cessione di Fineco, un gioiello che sin qui ha garantito altissimi profitti, ma non possiamo certo aspettare fino al 3 dicembre per sapere a quali trasformazioni dobbiamo prepararci col nuovo piano industriale”, ha avvertito il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani.

Fra obiettivi di Unicredit ridurre i Btp da 54 miliardi

Oggi Mustier ha poi fatto capire che non uscirà da nessun Paese, quindi Turchia compresa, nonostante le tubolenze di quel mercato che hanno già costretto Unicredit a maxi svalutazioni. Il manager ha detto che la banca intende “mantenere il perimetro del gruppo in 14 Paesi”.

Nessun disimpegno dall’Italia, mentre sui Btp il ceo di Unicredit ha assicurato che “non venderemo” i titoli di Stato italiani “lasceremo il portafoglio ridursi gradualmente” a scadenza “e vedremo col tempo di allinearci al livello dei nostri competitor, non fissiamo target”.

Mustier ha spiegato che Unicredit ha in bilancio 54 miliardi di Btp, facendone la banca “con l’esposizione maggiore, sia in termini assoluti che relativi. Vogliamo tornare in linea con i nostri pari”.

In Borsa intanto alle ore 12,26 le azioni Unicredit tentano il rimbalzo con un +0,31% a 11,47 euro; Mediobanca, che oggi diffonderà i risultati dei primi 9 mesi dell’anno fiscale, cede oltre 1 punto percentuale a 9,118 euro.

carige news 23-05-2019 — 12:50

Carige in liquidazione come le banche venete? Gli azionisti tremano

Lo Stato interverrebbe comunque, ma gli azionisti sarebbero azzerati. La Bce continua a puntare sulla soluzione privata

continua la lettura