Gio 17 Ottobre 2019 — 05:00

Unicredit chiude maxi cessione di Npl



A Fortress e Pimco i crediti deteriorati del progetto Fino

Unicredit ha annunciato oggi la cessione di quasi 18 miliardi di Npl. Si avvia quindi a chiudere con successo la prima parte del progetto FINO, che peraltro è acronimo di “Failure Is Not an Option”, ovvero il fallimento non è una opzione.

In particolare sono stati sottoscritti gli accordi definitivi di cessione di crediti deteriorati per 17,7 miliardi con Pimco e Fortress. “Ai sensi di tali accordi – spiega la banca di Piazza Gae Aulenti in un comunicato – i veicoli di cartolarizzazione potranno acquistare il portafoglio di 17,7 miliardi per i segmenti relativi alle rispettive partecipazioni di Pimco e Fortress, come definito nella Fase 1 del progetto FINO”.

L’accordo arriva puntuale sulla tabella di marcia fissata dall’Ad Jean Pierre Mustier, il quale proprio nei giorni scorsi aveva annunciato come imminente la cessione della grossa fetta di Non performing loans.

La reazione del titolo in apertura di Borsa è sostanzialmente neutra. Le azioni Unicredit segnano -0,29% a 17,03 euro per azione, in linea con l’andamento del Ftse Italia Banche e contro un +0,15% in questo momento del Ftse Mib.

L’operazione si completerà con l’emissione dei titoli ABS (asset backed securities), attesa entro la fine di luglio 2017, previo perfezionamento della registrazione dei veicoli di cartolarizzazione presso la Banca d’Italia e la sottoscrizione dei documenti della cartolarizzazione.

Durante la Fase 2 del progetto FINO, nella seconda metà dell’anno, Unicredit considererà l’eventuale assegnazione di rating pubblico ai titoli senior e mezzanini emessi nell’ambito della cartolarizzazione e la vendita della rimanente quota di Unicredit, per detenere meno del 20 per cento. Nell’ambito di questo processo, Unicredit richiederà l’approvazione regolamentare legata al “Significant Risk Transfer” che incrementerebbe il CET1 ratio fully loaded, sulla base delle stime del gruppo, di circa 10 punti base. Inoltre, come era già emerso durante la presentazione dei risultati del primo trimestre 2017, la banca stima un impatto negativo di circa -40 pb “dovuto a prociclicità e modelli”.

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