Ven 27 Maggio 2022 — 14:23

Unicredit, azioni in forte recupero dopo trimestrale segnata dalla Russia



La banca conferma i target esclusa Russia e si aspetta di approvare sul 2022 la distribuzione “di un importo uguale a quello del 2021, ovvero di 3,75 miliardi”

dividendo unicredit 2022

Unicredit archivia una trimestrale contrastata rispetto alle attese degli analisti e inizia a ridurre decisamente il rischio legato alla Russia; in Borsa le azioni della banca guidata da Andrea Orcel reagiscono con un forte rimbalzo.

Unicredit, azioni in cerca di riscatto dopo risultati primo trimestre

Unicredit aveva visto ieri le azioni cedere un altro 3% portando il consuntivo da inizio anno a un -38%. Il titolo ha toccato i minimi dell’anno lo scorso 7 marzo a quota 7,752 euro, salvo rimbalzare dopo i chiarimenti della banca sull’esposizione alla Russia, per poi calare nuovamente in attesa dei conti. Oggi va in scena un forte recupero (vedi in fondo all’articolo).

Stamani in preapertura Unicredit ha diffuso i risultati del primo trimestre 2022 chiuso con un utile di 247 milioni (-72,2%) o 1,2 miliardi escludendo la Russia, su ricavi per 5,07 miliardi (+7,3%), con margine di interesse a 2,3 miliardi (+6%) e commissioni a 1,8 miliardi (+7,9%). I costi operativi sono scesi del 2,6% a 2,3 miliardi per un rapporto cost/income calato al 46,7%.

L’esposizione alla Russia ha portato a un aumento delle rettifiche a 1,28 miliardi. Bene il Cet1 al 14%.

Il gruppo ha confermato il riacquisto di azioni proprie del 2021 per 1,6 miliardi e si dice convinto di riuscire a distribuire anche la restante parte di 1 miliardo, subordinata alla performance della Russia.

Il consensus raccolto dalla stessa Unicredit prevedeva fra l’altro un utile netto di 413 milioni (stima media) su ricavi per 4,42 miliardi; gli accantonamenti su crediti erano stimati a 644 milioni.

Unicredit conferma target esclusa Russia e dividendi

La banca nella nota sui conti “conferma per il 2022 la propria guidance finanziaria, rettificata per l’impatto della Russia, sulla base del proprio scenario macroeconomico base case che stima una crescita del Pil nelle aree geografiche in cui UniCredit è presente di circa il 2,6% nel 2022 e del 3,1% nel 2023, con inflazione stimata al 5,9% nel 2022 e 2,4% nel 2023”.

Nel 2022 l’istituto si aspetta un utile oltre i 3,3 miliardi, ricavi a 16 miliardi e un coefficiente Cet1 tra il 12,5% e il 13%.

Il ceo Andrea Orcel ha notato che confermare i target esclusa la Russia “significa che il resto della nostra rete supererà in modo considerevole gli obiettivi del Piano perchè escludere la Russia significa anche eliminare il contributo della Russia”. Questo “vuol dire che il resto del grupoo va più veloce di quanto avevamo previsto”.

Quanto alla distribuzione ai soci prevista sui risultati 2022, Unicredit spiega che “ove il nostro scenario macroeconomico di base resti valido entro il primo trimestre 2023 e avremo raggiunto le ambizioni finanziarie del nostro piano UniCredit Unlocked per l’esercizio in corso, come siamo convinti di poter fare, chiederemo all’assemblea degli azionisti l’approvazione per la distribuzione di un importo uguale a quello del 2021, ovvero di 3,75 miliardi”.

Unicredit, Russia sotto esame

L’istituto di Piazza Gae Aulenti ha ridotto complessivamente di 2 miliardi la propria esposizione alla Russia. La perdita massima legata a Mosca nello scenario peggiore è pari ora a 5,2 miliardi, con un impatto di 128 punti base sul coefficente Cet1. Di questi, ha spiegato Orcel, 92 punti base “sono già stati assorbiti nel primo trimestre”, vale a dire “il 70% del totale”.

Ora Unicredit può valutare senza fretta “tutte le opzioni senza ulteriori impatti sul nostro capitale” ha proseguito Orcel. “L’uscita dal Paese è complicata” ma “come banca occidentale abbiamo molto chiara la posizione che abbiamo preso e cosa i nostri stakeholder vogliono fare sulla Russia”.

Ancora il ceo: “Commentiamo sulle cose quando le facciamo e non quando sono in corso”. E “se guardate quanti hanno dichiarato di voler uscire dalla Russia e quanti l’hanno fatto davvero la lista è molto corta perchè è molto complicato”, ha concluso, spiegando che al momento “non ci sono segnalì di una volontà di nazionalizzare gli asset russi da parte di Mosca”.

Quanto all’immancabile domanda su progetti di fusioni/acquisizioni, il manager ha ribadito che le operazioni di M&A devono essere “un acceleratore della nostra strategia”, e saranno fatte “se porteranno valore aggiunto, nel migliore interesse degli azionisti”.

Analisti

I numeri del primo trimestre, commentano a caldo gli analisti di Equita, sono “decisamente al di sopra delle stime a livello operativo”, con un “eccellente trend dei costi”. Complessivamente, notano da Intesa Sanpaolo, l’utile è inferiore al consensus a causa di “un impatto superiore alle attese dalla Russia, al netto del quale i numeri sono invece “solidi”.

“Grazie a una performance operativa molto forte – concludono da Banca Akros – UniCredit è in grado di cominciare ad assorbire l’impatto dell’esposizione alla Russia”.

Berenberg conferma la raccomandazione buy sottolineando come i conti trimestrali abbiano mostrato net interest income, commissioni e costi migliori delle previsioni. Credit Suisse, che sul titolo conferma il rating outperform con prezzo obiettivo a 13,8 euro, parla di segnali incoraggianti con un risultato prima degli accantonamenti oltre le attese.

In Borsa alle ore 9,38 le azioni Unicredit si mettono in luce con un +5,89% a 8,9 euro in una seduta di ricoperture (+1,8% il Ftse Mib) dopo una Fed meno aggressiva del previsto.

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