Mar 07 Dicembre 2021 — 00:41

Unicredit arruola l’ex Mps Dalla Riva, focus torna su esuberi



Fra i nodi anche il marchio, mentre la due diligence si focalizza sui crediti. Interesse per Widiba, dubbi sulle joint venture

mps cause pendenti

Unicredit ha chiamato Ilaria Dalla Riva, dal 2012 al 2019 capo del personale di Mps, ad occuparsi delle risorse umane in Italia. La mossa ovviamente ha riacceso i riflettori sulla possibile fusione, e in particolare sul tema degli esuberi.

Fra i nodi anche il destino dello storico marchio senese, mentre la due diligence avviata a inizio agosto si è finora concentrata sui crediti. Dalla cosiddetta data room emerge inoltre interesse per Widiba, mentre sono in dubbio le joint venture del Monte dei Paschi (Axa, Anima).

Unicredit arruola l’ex Mps Ilaria Dalla Riva

Dalla Riva attualmente è direttore risorse umane e organizzazione di Vodafone. La manager, oltre al lungo periodo trascorso a Siena, vanta esperienze in Sky Italia, Tnt Post Group e Ceva Logistic.

Ilaria Dalla Riva diventerà responsabile People & Culture Italia di Unicredit, incarico che andrà a ricoprire a partire dal prossimo 1 ottobre, riportando direttamente ad Annie Coleman, Group People & Culture Officer e a Niccolò Ubertalli, responsabile di UniCredit Italia.

Dalla Riva, per più di sette anni chief human capital officer a Mps, è stata, si legge nel suo curriculum, “attivamente coinvolta alla costruzione di tre piani industriali che hanno portato a due aumenti di capitale e una procedura di bail-out da parte del Governo centrale, con piena responsabilità sulla riduzione del costo del lavoro e conseguente riorganizzazione interna”.

Unicredit Ilaria Dalla Riva

Ilaria Dalla Riva

Unicredit-Mps, su esuberi dialogo con Dalla Riva

Se l’acquisizione andrà in porto (la due diligence terminerà entro il 10 settembre, poi dovrebbe entrare nel vivo la trattativa con il Tesoro) i sindacati negozieranno quindi con una responsabile del personale che conoscono bene.

Gli ultimi rumors, citati oggi dal Corriere della Sera, confermano la stima di circa 6.000 esuberi Mps (su 21.388 unità). Si tratta dei dipendenti che maturano i requisiti per il prepensionamento volontario in sette anni, ai quali Unicredit potrebbe aggiungere 1-2 mila suoi addetti, secondo la ricostruzione di stampa.

Una parte delle filiali al Sud, circa 80, andrebbe a Mcc-Popolare Bari, con relativo personale.

Il costo degli esuberi dovrebbe essere sostenuto dal Nef nell’ambito del rafforzamento patrimoniale da 2-2,5 miliardi.

Il Tesoro, secondo l’ipotesi che si è fatta strada negli ultimi giorni, si ritroverebbe con azioni Unicredit che non dovrebbero disporre dei diritti di voto ma solo dei diritti patrimoniali. Questo per evitare influenze di un socio pubblico che mal si conciliano con la natura di public company della banca paneuropea guidata da Andrea Orcel.

Crediti Mps sotto la lente di Unicredit

Obiettivo primario di Unicredit è quello di rilevare una banca senza rischi, svuotata innanzitutto dagli Npl (oggi 4,2 miliardi lordi o 2,2 netti).

La due diligence ha messo comunque subito sotto la lente i crediti del Monte dei Paschi, e in particolare alcuni affidamenti di importo elevato di cui si vogliono verificare le possibilità di rimborso, oltre che evitare concentrazioni su possibili clienti comuni fra le due banche.

Il faro acceso nelle ultime ore da Unicredit, secondo quanto ha scritto il Messaggero, si concentrerebbe su alcuni grandi nomi che fanno parte dei principali affidati da Siena: tra i primi 20 clienti da 60 a 300 milioni circa ci sono alcuni gruppi dello shipping, (qualcuno in procedura), tre società riconducibili al mondo delle cooperative, una società di riscossione, qualche immobiliare, società di servizi, una finanziaria bresciana, una di partecipazione avente come soggetto di riferimento Unicredit.

Unicredit, interesse per Widiba

Sempre da indiscrezioni di stampa, è emerso interesse da parte di Unicredit per Widiba, la banca online di Mps rivale di Fineco, ceduta da Unicredit durante la gestione Mustier.

Incerto invece il destino delle joint venture: su quella assicurativa con Axa incombe una penale da 1 miliardo.

Infine si guarda al futuro del marchio. Un tema caldo questo dal punto di vista politico, scrive oggi il Corriere, dato che a Siena si vota per le suppletive della Camera ed è candidato il segretario del Pd Enrico Letta. Una delle ipotesi per salvare il marchio sarebbe una banca locale al 100% di Unicredit. Ma ciò sarebbe in contrasto con l’orientamento della Bce in materia, con la richiesta di consolidamento effettivo e quindi un solo marchio.

L’idea alternativa raccolta dal giornale “in ambienti governativi” è di rafforzare il marchio nella fondazione omonima.

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