Mar 17 Settembre 2019 — 22:04

Unicredit: analisti scettici su Commerzbank



Tutti i dubbi dei broker. Intanto la Germania snobba la banca italiana: preferiamo Bnp Paribas. Il titolo rimbalza

L’ipotesi di fusione tra Unicredit e Commerzbank solleva dubbi e timori tra gli analisti mentre il mercato premia il titolo della banca milanese, tra i migliori a Piazza Affari con un un rialzo di oltre il 2,5%.

Ieri la Reuters ha lanciato un’indiscrezione capace di dare il via libera a una fase di consolidamento del settore bancario europeo al momento bloccata dai numerosi problemi che attanagliano l’intero settore del Vecchio Continente.

Unicredit è però diventato uno degli istituti meglio capitalizzati d’Europa dopo il mega aumento di capitale da 13 miliardi di inizio anno e ora, secondo le indiscrezioni, potrebbe guardare ad un istituto che dovrà un giorno o l’altro digerire l’uscita dal capitale del suo maggior azionista, il governo tedesco.

In tal senso la banca milanese avrebbe recentemente espresso interesse al governo tedesco per una fusione carta contro carta con Commerzbank anche se l’orizzonte dell’operazione è solo di medio termine.

Si parla infatti del 2020 come possibile tempistica per una delle maggiori operazioni di M&A in ambito bancario degli ultimi anni. Non si tratta di un anno a caso. L‘istituto guidato da Jean Pierre Mustier punta infatti a completare prima il piano strategico al 2019 varato nei mesi scorsi.

Del resto da Piazza Gae Aulenti oltre al canonico no comment sono arrivate dichiarazioni nette sul fatto che la banca italiana è al momento concentrata sulla realizzazione del business plan.

Si tratterebbe dunque solo di contatti iniziali per sondare il terreno di un’operazione non certo gradita ad un establishment tedesco preoccupato di vedere passare un istituto di credito importate nonchè salvato dai contribuenti sotto bandiera estera, anzi italiana. Non va neanche trascurato come la Germania sia in piena campagna elettorale con le relative conseguenze di ordine politico per operazioni di tale caratura.

Rimane comunque il fatto che il governo tedesco è da sempre intenzionato a trovare il momento giusto per liberarsi della partecipazione di oltre il 15% detenuta nel capitale di Commerzbank come dimostrato da altre voci arrivate oggi dalla Germania. Infatti, secondo il settimanale WirtschaftsWoche, Berlino preferirebbe una fusione con la francese Bnp Paribas ma la questione è comunque rinviata novembre, ossia dopo l’esito delle elezioni federali.

Insomma la fusione è per il momento solo un’ipotesi, anzi l’ennesima ipotesi viste le voci di aggregazione di analogo tenore circolate due anni fa. Intanto dagli analisti arriva una bocciatura o comunque un’ondata di scetticismo in un giorno in cui, tra l’altro, è previsto un consiglio di amministrazione di Unicredit per il via libera ad un alcune modifiche alla corporale governance.

Jefferies esprime per esempio scetticismo e sorpresa. Del resto Mustier “ha iniziato solo da 9 mesi il suo piano Transform 2019” e alla presentazione di dicembre “il management aveva enfatizzato” il focus sulla crescita organica. Detto questo, sono molti i progressi finora raggiunti ma nell’attuale contesto per gli analisti è difficile che l’attuale squadra manageriale possa contemplare “una sostanziosa acquisizione nel breve, dato l’elevato rischio di esecuzione connesso”.

Dello stesso avviso è Equita Sim, secondo cui “le probabilità che in un orizzonte temporale di breve/medio termine (2 anni) si giunga a una business combination sono molto basse” perché Mustier ha più volte confermato l’impegno “sull`esecuzione del piano industriale al 2019 su basi stand-alone”. Inoltre il top-manager ha espresso scetticismo sulle prospettive industriali di una fusione transfrontaliera “al di fuori dell`orizzonte del piano, visto il limitato spazio per sinergie da costo”, in particolare in Germania. In terzo luogo Equita ritiene di “difficile attuazione, anche in chiave politica”, un processo di consolidamento in ambito bancario.

Anche gli analisti di Banca Akros non mostrano grande entusiasmo nel giorno in cui tagliano il rating da buy a neutral (tp confermato a 18,8 euro) per tener conto del recente rialzo del titolo: “Una fusione transfrontaliera rappresenterebbe un’inversione a U per la strategia di Unicredit , attualmente focalizzata sul de-risking del bilancio e sul miglioramento della redditività attraverso un pesante taglio dei costi”.

Carige assemblea Malacalza 17-09-2019 — 10:24

Carige: in campo Malacalza, raggiunto quorum assemblea

Ora il voto appeso alla scelta del principale azionista: basterebbe la sua astensione a far saltare il piano

continua la lettura