Gio 29 Ottobre 2020 — 06:13

Unicredit accelera sulla subholding, spunta Ipo a Francoforte



Nella nuova società oltre alle attività estere potrebbe rientrare anche il Cib. La banca non commenta

unicredit subholding

(Articolo aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Unicredit, secondo indiscrezioni di stampa, starebbe accelerando sul progetto di subholding delle attività estere. Lo schema però sarebbe diverso da quello finora ipotizzato e porterebbe a una quotazione degli asset alla Borsa di Francoforte.

Unicredit, subholding torna alla ribalta

La creazione di una subholding rientra fra gli obiettivi del piano Team 23, che intanto è in attesa di un “tagliando” nei prossimi mesi allo scopo di verificare l’impatto dell’emergenza Covid-19 sul gruppo bancario.

Ora il ceo Jean Pierre Mustier, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, sarebbe intenzionato a stringere i tempi del dossier puntando all’approvazione da parte del cda entro fine anno.

Ipo a Francoforte?

L’ultimo schema dell’operazione, scrive il giornale di Confindustria che cita “tre diverse fonti”, prevede lo scorporo delle attività estere del gruppo e, a differenza di quanto ipotizzato sinora, la successiva quotazione della subholding paneuropea – tramite un’Ipo che potrebbe riguardare fino al 49-50% del capitale – alla Borsa di Francoforte. Finora era prevista una subholding italiana e non quotata.

Anche la divisione corporate & investment banking (Cib), basata a Monaco di Baviera, confluirebbe nella subholding.

Con l’Ipo che avverrebbe attraverso la cessione delle azioni delle attività estere, la holding italiana incasserebbe risorse che ne aumenterebbero i ratio patrimoniali. Tuttavia alcuni consiglieri riterrebbero più opportuno rinviare il dossier al nuovo cda che si insedierà ad aprile 2021.

Subholding Unicredit, il consenso del cda

Infatti il piano di divisione in due di Unicredit non avrebbe ancora il consenso unanime del cda. Mustier secondo il Sole 24 Ore dovrà convincere quella parte del board che vede nella scissione l’inizio dello smantellamento del gruppo. La subholding tedesca, quotata a Francoforte, avrebbe un proprio cda e sarebbe vigilata, oltre che dalla Bce, anche dalla Bafin.

unicredit euromoney mustier

Jean Pierre Mustier

Alcuni consiglieri si chiedono cosa accadrebbe se e quando la subholding estera dovesse decidere di procedere a un’aggregazione con un’altra banca europea. In questo caso, la quota del 50% della holding italiana nella subholding si diluirebbe, mentre le attività italiane dell’attuale Unicredit Group resterebbero fuori dal perimetro del polo bancario paneuropeo che avrebbero sede in Germania.

I sostenitori del progetto sostengono invece che con la scissione la holding italiana verrebbe ricapitalizzata e potrebbe procedere con maggiori risorse ad eventuali aggregazioni in Italia – Mps e Banco Bpm le recenti ipotesi circolate sul mercato.

Mediobanca vede Unicredit nel mirino di una rivale europea

Quanto alle prime reazioni degli analisti, Mediobanca ritiene che una simile operazione aprirebbe nuovi scenari in termini di fusioni e acquisizioni, con Unicredit che potrebbe finire nel mirino di qualche rivale europea.

Gli analisti di Piazzetta Cuccia, che parlano anche di un approccio MPE (Multiple point of entry), una delle ipotesi più attraenti sarebbe un matrimonio fra la stessa Unicredit e Bnp Paribas che darebbe vita a un gruppo da oltre 68 miliardi di capitalizzazione (16,6 miliardi la prima e 41,9 miliardi la seconda) con 1,9 miliardi di sinergie al 2022.

Secondo le stime di Equita l`operazione potrebbe liberare capitale per almeno 5 miliardi. Gli analisti però vedono “le chances di realizzare un progetto di così ampia portata strategica piuttosto basse nel breve periodo”.

In Borsa le azioni Unicredit hanno chiuso con un -3,66% a 7,077 euro, in una giornata di forti realizzi sul comparto bancario a Piazza Affari e in Europa.

borsa milano coronavirus 28-10-2020 — 10:33

Borsa affossata da paura del Covid. Giù Bper, recupera Saipem

Timori legati alla seconda ondata di coronavirus e ai lockdown anche parziali che rischiano di abbattersi nuovamente sull’economia, mettendo in discussione la ripresa

continua la lettura