Lun 08 Agosto 2022 — 02:35

Ucraina, perché la Russia di Putin ha già vinto (Integrae Sim)



Mosca fa deragliare il processo di adesione alla Nato di Kiev, ma potrebbe rimetterci moltissimo in caso di attacco

La situazione in Ucraina e le mosse della Russia di Putin si riverberano oggi sui mercati finanziari, con il petrolio in rally e il Brent a un passo da 100 dollari, mentre le Borse volatili (ma in deciso recupero nella tarda mattinata, con escursioni sopra la parità ad esempio per Londra).

Cosa succede in Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin ieri sera in un discorso alla nazione ha riconosciuto l’indipendenza delle due regioni separatiste del Donbass, le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Luhansk. Putin ha poi ordinato all’esercito russo di effettuare un’operazione di “peacekeeping” nelle due repubbliche autoproclamate, aprendo così la strada a una possibile invasione dell’Ucraina.

Sono in arrivo sanzioni da parte di Usa e alleati europei.

Prezzi del gas

In un’analisi Antonio Tognoli, Head of Research di Integrae Sim, spiega che “le borse sono chiaramente guidate dalla guerra in Ucraina che non è ancora ‘ufficialmente’ scoppiata, ma che ha giá avuto come conseguenza quella di aumentare il prezzo del gas e dell’energia elettrica che da questo dipende, vanificando parte della crescita derivante dagli investimenti del Pnrr se i prezzi dovessero rimanere elevati o peggio crescere ulteriormente”.

Ucraina, Putin ha già vinto?

Secondo l’esperto è ancora troppo presto per tirare le somme. “Credo però di poter dire che per il momento sul fronte diplomatico Putin ha giá vinto, avendo centrato almeno due obiettivi. Il primo, destabilizzando l’Ucraina la Russia si garantisce che questa non entrerá nella Nato, il secondo è quello di essere considerato un interlocutore con cui gli Usa devono trattare. Sono diversi anni che la Russia è attiva per raggiungere questo obiettivo: il sostanziale colpo di Stato in Kazakhstan, che ha consentito di riportare sotto il controllo di Mosca il paese, l’espansione dell’influenza in Africa che riafferma il principio che la Russia è una grande potenza, ma che ha di fatto riaperto tutte le partire della sicurezza globale, ne sono un esempio”.

Ucraina Russia, impatto economico

Al di la delle ragioni geo-politiche, prosegue Tognoli, “anche quelle economiche appaiono rilevanti (tutte le guerre sono combattute per denaro, diceva Socrate): l’Ucraina è per esempio il primo paese Europeo per riserve di Uranio e il secondo per quelle di titanio e manganese. Ma è anche un grande paese agricolo che vanta il primo posto in Europa per superficie a seminativo e nelle esportazioni di olio di girasole. E inoltre un paese fortemente industrializzato: è al primo posto in Europa per la produzione di ammoniaca e possiede il quarto sistema di gasdotti naturale piú grande del vecchio continente (142 miliardi di metri cubi di capacitá di flusso nella Ue).

Sanzioni Russia

La Russia, precisa l’esperto, ha comunque da rimetterci moltissimo in caso di attacco. “L’impatto delle sanzioni contro Mosca, anche se non sono ancora del tutto chiare, interromperebbe probabilmente l’export Russo di beni e servizi con gravi ripercussioni sulla ripresa economica Europea (il 30% e il 35% dell’import Europeo di petrolio e gas arriva dalla Russia) ma con costi enormi anche per la Russia. Costi che non sarebbero solo quelli immediati e tangibili, ma anche di lungo termine legati alla credibilità del suo leader”.

Energia, oro e immobili

Diverse le soluzioni diplomatiche, tutte al momento possibili. “Nell’ipotesi peggiore che nessuno si augura – commenta il capo analista di Integrae Sim – l’unico settore che potrebbe essere privilegiato è quello energetico, con l’oro e gli immobili che verrebbero comunque considerati come beni rifugio. Al di la degli aggiustamenti di portafoglio, continuiamo a privilegiare una strategia di copertura che preveda l’acquisto/vendita di call/put”.

moratorie covid 06-08-2022 — 11:35

Semestrali banche italiane, trainate dal margine d’interesse

L’analisi condotta per First Cisl dal Comitato scientifico della Fondazione Fiba sui conti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm e Bper

continua la lettura