Gio 26 Novembre 2020 — 16:13

Ubi dice no a Intesa, torna ipotesi rilancio



Sull’entità dell’eventuale ritocco, già il 20 febbraio scorso era circolata l’ipotesi di una offerta rivista da 1,7 a 2 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione Ubi. Intanto l’aggiornamento al piano “stand alone” incrementa i dividendi di 330 milioni

intesa ubi ops

(Articolo aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Azioni Ubi Banca in spolvero a Piazza Affari nel giorno del cda chiamato a esprimersi sull’ops di Intesa Sanpaolo che scatterà lunedì prossimo. Come ampiamente previsto è arrivata una bocciatura, accompagnata da un aggiornamento del piano industriale per dimostrare che Ubi è in grado di crescere stand-alone e di remunerare gli azionisti con un aumento del monte dividendi (vedi più sotto nell’articolo). Ma soprattutto la Borsa torna a scommettere su un rilancio da parte di Intesa su Ubi, quel ritocco del prezzo finora tenacemente escluso dal ceo Carlo Messina ma che gli consentirebbe di aprire una breccia nel muro dei soci storici.

Ubi e l’ops di Intesa

 

intesa messina

Carlo Messina

Il consiglio di amministrazione di Ubi Banca, alla luce delle proprie valutazioni e di tutti gli elementi considerati, tra i quali le fairness opinion emesse separatamente da Credit Suisse e Goldman Sachs, ritiene che il “corrispettivo offerto da Intesa Sanpaolo non sia congruo”, spiega il documento uscito in concomitanza di una conference e di una successiva conferenza stampa alla presenza del ceo Victor Massiah e della presidente Letizia Moratti.

Per Ubi l’offerta “si inserisce in un più ampio disegno strategico, volto a rafforzare la posizione” di Intesa Sp “in Italia attraverso l’eliminazione di un concorrente” e il concambio (17 azioni Intesa Sp per 10 Ubi) “non riflette il suo reale valore e penalizza gli Azionisti di Ubi banca rispetto agli azionisti di Intesa”. In particolare l’offerta, non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone a carico degli azionisti Ubi “i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’operazione definiti da Intesa”.

In linea con le diverse dichiarazioni del management si attendeva in effetti una bocciatura dell’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi, da parte di un board in cui i soci storici sono ben rappresentati.

Intesa-Ubi, ipotesi rilancio offerta

Proprio da quest’ultimo fronte però, finora sostanzialmente compatto per il no all’offerta, arrivano potenziali aperture.

“Auspichiamo” un ritocco del prezzo, ha detto chiaramente Aldo Poli presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia (al 4,96% di Ubi), in un’intervista al Sole 24 Ore, in cui si è detto disponibile “a valutare e studiare i termini dell’offerta”.

Il patto Car a cui aderisce la Fondazione si riserva “ulteriori valutazioni” a valle del cda di Ubi e in presenza di “eventuali sviluppi” dell’ops. La Fondazione Cr Cuneo (5,9%), che come l’ente lombardo si è rivolto all’advisor Société Générale, segue a sua volta il dossier.

Il prezzo del ritocco

Quanto all’entità dell’eventuale ritocco, già il 20 febbraio scorso era circolata l’ipotesi di una offerta rivista da 1,7 a 2 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione Ubi.

Intanto l’antitrust, secondo quanto scrive oggi il Messaggero, ha chiesto nei giorni scorsi nuovi ragguagli a Bper sulla potenziale acquisizione di 532 sportelli Ubi che segnerebbe a sua volta un’importante espansione per la banca modenese.

ubi massiah moratti ops

Il ceo Victor Massiah oggi con la presidente Letizia Moratti

Ubi, piano 2022 aggiornato

Venendo all’aggiornamento del Piano al 2022, questo prevede innanzitutto la conferma di tutte le principali linee guida già delineate. A ciò si aggiunge la “scelta strategica” di internalizzare il 100% di Aviva Vita che porterà nell’orizzonte di piano ad un rendimento atteso dell’investimento superiore al 10%.

L’impatto dell’emergenza Covid 19 sul costo del credito, spiega Ubi, è stimato in 85 punti base cumulati aggiuntivi nell’arco del triennio 2020-2022.

L’utile netto previsto nel 2022 è pari a 562 milioni di euro contro i 665 del Piano originale, con una tenuta dei proventi operativi (+0,7% medio annuo incluso il 100% di Aviva Vita), controllo degli oneri operativi (-0,6% includendo tra l’altro gli impatti del nuovo contratto nazionale, incrementati investimenti in nuove tecnologie e l’internalizzazione di Aviva Vita) e un costo del credito a 62 bps nel 2022.

Dividendi

Sul fronte dividendi, Ubi Banca spiega che “il contributo positivo in termini di consumo di capitale derivante dai provvedimenti governativi e dalle revisioni regolamentari, insieme all’utilizzo di alcune riserve di valore”, permettono di incrementare “significativamente il Cet1 ratio”. Conseguentemente “l’excess capital distribuibile rispetto ad una soglia minima di Cet1 del 12,5% ammonta per il triennio 2020-2022 a circa 840 milioni di euro, equivalenti a un ammontare cumulato di oltre 73 centesimi per azione nel periodo”, 330 milioni in più di quanto previsto a febbraio.

Da segnalare che Ubi mantiene la porta aperta a possibili fusioni alternative: per Massiah è “evidente che ci sono potenziali partner che conosciamo meglio perchè ci sono stati dialoghi da più tempo”. Nell’ipotetico risiko delle banche di medie dimensioni, i nomi solitamente accostati a Ubi sono quelli Banco Bpm innanzitutto, oltre a Mps e Bper.

La replica di Messina

In serata è poi arrivata una controreplica del numero uno di Intesa, in cui ribadisce l’importanza di “dare la parola agli azionisti”.

“Fermo restando il massimo rispetto per il Consiglio di Amministrazione e il
Management di Ubi – ha dichiarato fra l’altro Carlo Messina – confermo che la nostra attenzione è rivolta agli azionisti” di Ubi, “saranno loro ad esprimersi su un progetto volto a creare un gruppo ai vertici europei del settore, rafforzando al contempo il contesto domestico. E a quanto risulta, alcuni di loro hanno già iniziato a farlo con trasparenza e oggettività, sottolineando proprio alcuni dei punti qualificanti della nostra offerta: attenzione al territorio e alle comunità che li contraddistinguono”.

In Borsa le azioni Ubi Banca hanno chiuso in rialzo del 2,50% a 3,074 euro, con Intesa Sanpaolo in calo dello 0,34% a 1,7468 euro; il Ftse Mib ha chiuso a -0,81%.

Creval petrus 26-11-2020 — 03:14

Creval, il socio Petrus boccia l’opa del Crédit Agricole e chiede 14 euro

Per il fondo azionista del Credito Valtellinese, che scrive una lettera ai vertici, l’offerta dei francesi “ignora il fair value” della banca

continua la lettura