Mar 26 Maggio 2020 — 21:54

Ubi Banca, suggestione Crédit Agricole



L’ipotesi, citata da indiscrezioni di stampa, arriverebbe dagli advisor dell’istituto lombardo finito nel mirino di Intesa Sanpaolo. “Forti sinergie in bancassurance, risparmio gestito e credito al consumo”

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Nonostante il coronavirus, si scalda sempre più la partita dell’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, già confermata dal ceo Carlo Messina che la ritiene vantaggiosa, e finora snobbata dai principali azionisti dell’istituto lombardo. Ora spunta l’ipotesi, senz’altro suggestiva, di una controfferta targata Crédit Agricole.

Ubi banca, Crédit Agricole e l’ipotesi controfferta

L’ipotesi viene citata dal Sole 24 Ore, che tuttavia precisa come questa non trovi conferme ufficiali. Secondo il quotidiano però il Crédit Agricole potrebbe presentare una controfferta su Ubi Banca nell’ambito dell’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo sull’istituto guidato da Victor Massiah.

In particolare, l’ipotesi nascerebbe da uno scenario suggerito dagli advisor di Ubi al management, in virtù delle forti sinergie che porterebbe con sé l’operazione a livello di bancassicurance, asset management e credito al consumo.

Assemblea Intesa Sanpaolo

Le indiscrezioni arrivano a pochi giorni dall’assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo del 27 aprile per l’emissione di azioni al servizio dell’Ops, operazione che ha ricevuto intanto il via libera dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, i quali hanno suggerito agli investitori di approvarla.

In base al calendario finora previsto, Intesa dovrebbe lanciare l’offerta tra fine giugno e inizio luglio, anche se l’emergenza Covid-19 potrebbe provocare uno slittamento a settembre.

Quanto al verdetto del board di Ubi, gli advisor finanziari Goldman Sachs e Credit Suisse sono al lavoro per esplorare opzioni alternative.

Forti sinergie

Tra queste, secondo le fonti finanziarie citate dal Sole, vi sarebbe l’ipotesi esplorata dagli advisor di una controfferta da parte del gruppo francese Crédit Agricole, per cui l’Italia è già il secondo mercato dopo quello transalpino, e che si è ulteriormente consolidato negli ultimi anni con la guida del ceo per l’Italia Giampiero Maioli.

Sebbene da una parte la banca francese non sia incline a puntare sulle operazioni ostili, nelle simulazioni dei consulenti una eventuale fusione tra Ubi e Crédit Agricole Italia generebbe “rilevanti sinergie industriali” sul fronte bancassicurativo, nel risparmio gestito (i francesi controllano il colosso Amundi) e credito al consumo (Agos).

Si tratterebbe comunque di una fusione tra banche cross border, che come tale necessiterebbe dell’avallo della politica.

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